I tre rappresentanti dell’opposizione, Sorbo, Cuzzone e Macera, sono rimasti fino a tarda notte nell’aula per protestare
I consiglieri provinciali Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone (Sinistra e Libertà) e Gennaro Macera (IdV), insieme al presidente dell’associazione “Città Nuova” di Venafro e ai rappresentanti del Comitato sorto in difesa del “SS. Rosario”, al termine della seduta consiliare di del 3 febbraio 2010 hanno occupato simbolicamente fino a notte inoltrata i locali del Consiglio provinciale di Isernia in segno di protesta per la decisione della maggioranza di rinviare la discussione sul punto inserito all’ordine del giorno riguardante la salvaguardia dell’ospedale di Venafro. La maggioranza, su proposta del capogruppo del PDL e con il pieno appoggio del gruppo di “Progetto Molise” adducendo motivazioni risibili, ha ritenuto di dover procedere al rinvio a data da destinarsi della discussione dell’argomento nonostante da ore fosse presente una nutrita delegazione del Comitato Pro “Ss. Rosario” che ha atteso invano l’esame del punto iscritto all’ordine del giorno. “Non ci sorprende la posizione della maggioranza – hanno affermato i tre consiglieri di opposizione -, ci meraviglia piuttosto il comportamento di quei consiglieri che, pur essendo stati eletti in collegi dell’area venafrana, hanno condiviso questa scelta di non discutere una problematica così importante per il territorio nel quale vivono”. Infatti i tre consiglieri di opposizione ricordano che la proposta di rinvio è passata a maggioranza con i voti determinanti di Aldo Cicerone e di Franco Martone (eletti entrambi nel collegio di Sesto Campano), di Massimo Volpe, di Gregorio Perna e di Antonio Tedeschi (tutti eletti nel collegio di Filignano-Montaquila). Hanno votato contro il rinvio, oltre ai consiglieri Sorbo, Cuzzone e Macera, anche gli altri esponenti della minoranza e i consiglieri di maggioranza Romeo De Luca, Fausto Pompeo e Alfredo Ricci. “La verità – commentano i tre consiglieri di opposizione – è che a questa maggioranza delle sorti del Ss. Rosario non interessa proprio nulla, così come non interessa discutere di un riordino serio della sanità regionale. E’ stata talmente forte la volontà di evitare la discussione che non è stata nemmeno presa in considerazione la proposta di sospensione avanzata dal consigliere di maggioranza Romeo De Luca per tentare di trovare un’intesa”. Il capogruppo Sorbo stigmatizza anche il comportamento del sindaco di Venafro. “In sede di approvazione in Consiglio comunale della delibera a difesa del Ss. Rosario – spiega Sorbo – l’intero Consiglio aveva chiesto al sindaco di trasmettere l’atto approvato al presidente Mazzuto e al presidente Cicchino con una lettera di accompagnamento nella quale si chiedesse al Consiglio provinciale di fare proprio il documento votato dall’assise civica all’unanimità e di esprimere il proprio sostegno alla manifestazione di sabato. Inoltre, raccogliendo il suggerimento del consigliere Oliva, il sindaco avrebbe dovuto chiedere al presidente Mazzuto di partecipare alla manifestazione con la fascia e con il gonfalone. Il sindaco addirittura aveva dichiarato che si sarebbe recato di persona in Consiglio provinciale per riportare quanto deciso dal Consiglio comunale. Purtroppo nella lettera di trasmissione del sindaco – conclude Sorbo – di tutto questo non vi è alcuna traccia. Così come non vi è stata alcuna traccia a Palazzo Berta del sindaco di Venafro”.





























