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In 2000 per dire: “Il Santissimo Rosario non si tocca”

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La città non si arrende. Questa volta manifestano anche i sindaci dell’area Venafrana, sostenitori elettorali di Iorio

Gli organizzatori parlano di 2000 persone. Certo è che la manifestazione in difesa dell’ospedale Santissimo Rosario ha segnato una svolta rispetto al passato. Questa volta a sfilare c’erano anche i sindaci dei comuni dell’area Venafro, quasi tutti esponenti del centro destra e quasi tutti grandi elettori del Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio. Presente anche una delegazione di cittadini di Larino che difendono l’ospedale Vietri ed una consistente rappresentanza degli agricoltori con i loro trattori. Ancora una volta a Venafro è stato ribadito il “no” al taglio dei nosocomi e  il “no” all’ospedale unico Isernia- Venafro.

Ovviamente erano presenti le delegazioni dei partiti. Il Pd era rappresentato dal Segretatio regionale Danilo Leva, da Franco Valente, da Luciano Sposato, da Marco Amendola e da Ferdinando Caratante.
“La riorganizzazione del sistema sanitario regionale, come andiamo affermando da tempo, alla luce del deficit che non accenna a diminuire e che è costato il commissariamento del settore più rilevante per le casse della Regione Molise, non può prescindere da un corretto approccio ad essa – ha dichiarato Danilo Leva -. Occorre guardare agli interessi generali e non a quelli particolari che sovrintendono al settore. Il che significa, molto semplicemente, cominciare dall’eliminazione dei doppioni, degli sperperi e dei privilegi. Il rigore che si chiede deve valere per tutti.  Per gli utenti, ma anche per amici e parenti del governatore che godono di situazioni di assoluto privilegio. Non si può chiedere ai cittadini di affrontare sacrifici e poi agire, su un doppio binario, senza eliminare alcuni dei centri principali di costo che hanno sortito, negli anni, gli effetti che oggi constatiamo. Il riordino del sistema sanitario regionale deve partire da un esatto quadro epidemologico del territorio. Le riforme per essere tali hanno bisogno di coraggio – ha concluso Leva -  ed il governo regionale può recuperare credibilità solo se affronta questo tema a mente sgombra, vale a dire senza soluzioni preconfezionate a misura di interessi individuali”.
Presente alla manifestazione anche  gruppo consiliare di “Sinistra Ecologia e Libertà” alla Provincia di Isernia, ovvero Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone. “Riteniamo che non sia giusto che la cattiva gestione delle risorse pubbliche nel settore della sanità da parte dei governi regionali che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni venga pagata dai cittadini in termini di maggiori tasse e di taglio dei servizi e delle prestazioni sanitarie – affermano Sorbo e Cuzzone -  La chiusura o il forte ridimensionamento dell’ospedale di Venafro avrebbe pesanti ripercussioni negative sull’intero sistema sanitario molisano, sia in termini economici, visto anche l’alto tasso di mobilità attiva del nosocomio venafrano, sia in termini di qualità delle prestazioni, non essendo gli altri ospedali pubblici presenti sul territorio sufficientemente attrezzati a dare risposte efficaci ad una più forte domanda di sanità proveniente dagli utenti. Tutto ciò andrebbe a scapito dei cittadini dell’intera provincia, mettendo in pericolo la loro stessa incolumità, e della sanità pubblica favorendo, ancora una volta, le strutture private”. Sinistra e Libertà invoca l’unità di tutte le forze politiche ed i cittadini di tutta la provincia di Isernia per pretendere “che venga elaborato un piano di razionalizzazione che, basandosi su criteri oggettivi e avendo come obiettivo prioritario il diritto alla salute e l’interesse generale, proponga un progetto complessivo di sanità che salvaguardi tutte le strutture pubbliche esistenti sul territorio ed intervenga eliminando davvero i numerosi sprechi che ancora si verificano nella sanità regionale, cominciando dal forte ridimensionamento della elefantiaca macchina amministrativa, premiando le strutture che funzionano e valorizzando gli operatori che hanno guadagnato sul campo il riconoscimento dei pazienti e degli ambienti scientifici”. Infine per Sorbo e Cuzzone “è arrivato il momento di dire basta all’ingerenza della politica in questo delicato settore. La sanità non può più rappresentare uno strumento per fabbricare consenso elettorale, per “sistemare” parenti ed amici dei notabili locali e per sperperare ogni anno decine e decine di milioni di euro”.
A testimonianza del vento cambiato anche la partecipazione alla manifestazione del Circolo Venafrum  organizzazione vicina al Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo. E Prendendo spunto proprio dalle dichiarazioni di Scarabeo nella commissione che si occupa del piano di rientro sanitario, il Circolo Venafrum ribadisce la necessità che i vertici della politica regionale mantengano gli impegni assunti.
“Siamo convinti che oltre i numeri ci sono ragioni molto più importanti che devono determinare la salvaguardia del nostro ospedale – afferma il Circolo Venafrum – elevandolo a competere con le altre strutture sanitarie per le qualità che può effettivamente esprimere, perciò aderiremo a questa iniziativa popolare di così grande spessore sociale che speriamo serva a raggiungere questo obiettivo”.  
La foto di copertina tratta da venafrano.org
 

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