Seguici:

Corsa contro il tempo per non perdere gli acquirenti

0 Commenti

Malo, Ferré e Ittierre: tutto bloccato senza l’approvazione del piano industriale. Intanto gli stipendi sono a rischio

Sciopero e manifestazione a Roma per salvare la Ittierre. Su questo punto fondamentale c’è l’accordo unanime tra sindacati, Rsu e lavoratori dell’azienda di Pettoranello del Molise. Il recente incontro con i Commissari Straordinari non ha prodotto nulla di concreto. D’altronde era prevedibile in assenza di un piano industriale approvato dal Ministero dello Sviluppo. Si spera in un passo in avanti il 15 aprile, quando a Roma si aprirà il tavolo nazionale. Nel frattempo i soldi in cassa sono finiti. I 60 milioni di euro prestati dalle banche stanno per essere esauriti e secondo ciò che affermano i rappresentanti sindacali dei lavori c’è la possibilità di pagare gli stipendi solo per altri due mesi. Cosa accadrà in seguito? Difficile dirlo. L’unica strada percorribile sarà quella di un nuovo prestito con la Finmolise chiamata, ancora una volta, a fare da garante con gli Istituti di Credito. A questo punto è indispensabile vendere. Bisogna farlo rapidamente e bene. Ma con quali prospettive per l’azienda e per l’occupazione?  A dire delle segreterie nazionali e regionali della Femca – Cisl nella riunione del 15 febbraio, quella in programma presso il Ministero dello sviluppo economico, bisognerà fare chiarezza sui riflessi occupazionali. “Il primo tema riguarda il timing delle cessioni – afferma la Femca – Cisl in una nota inviata alla stampa – E’ noto che esistono per le tre business-unit  (Malo, Ferré e Ittierre) parecchie manifestazioni di interesse che rappresentano una ricchezza per salvaguardare al meglio i livelli occupazionali. Chiediamo al Ministero – prosegue la nota della Femca – Cisl – che vengano individuati imprenditori con profili industriali e piani industriali che garantiscano i livelli occupazionali attuali. Crediamo, infatti, che almeno per Malo e Ferre’ questo sia possibile”.  Detto ciò la Femca – Cisl chiede che le procedure di individuazione ed assegnazione siano le più trasparenti possibili.
Circa poi la ricollocazione degli esuberi che in grande misura si concentrano nel Molise, la Femca Cisl ritiene che avviare politiche attive del lavoro ( per le quali sono già state avviati incontri con la Regione Molise) significa avere tempi a disposizione congrui. “Gli attuali tempi messi a disposizione dalla legislazione vigente non sono sufficienti – prosegue la nota della Femca – Cisl – Il problema irrisolto di un tempo congruo alla ricollocazione dei lavoratori può mettere in seria discussione la cessione a nuovo imprenditore e di una nuova mission industriale e produttiva. Su queste basi – conclude la nota – chiediamo al Ministero di fare presto per fare in modo che le numerose manifestazioni di interesse non vadano a disperdersi”.

Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>