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“Salviamo l’Università Cattolica di Campobasso”

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L’appello del Consigliere regionale Gennaro Chierchia “Rischia la chiusura e lo dobbiamo fare sapere con forza a tutti i molisani”

Riceviamo e pubblichiamo 

Il 2010 è partito sotto i peggiori auspici per l’Università Cattolica di Campobasso:  ad oggi non si è  mosso alcun passo verso il sostegno al più prestigioso e ammirato Centro di ricerca del Molise,ora   in difficoltà a causa del mancato corrispettivo dovuto a fronte dell’erogazione di servizi.
Occorre ricordare che il Centro non è una struttura privata, bensì un’Università con soggetto di diritto pubblico, e qualsiasi utile deve essere necessariamente reinvestito all’interno.
In base alla propria impostazione e ai propri principi ispiratori si qualifica come luogo di ricerca scientifica, luogo di insegnamento, luogo di preparazione professionale, luogo di educazione, intesa come formazione integrale della persona umana. La ricerca scientifica viene interpretata e vissuta nel suo nesso con l’antropologia e con l’etica. Nel 2002 a Campobasso venne inaugurata la quinta sede dell’Università, il Centro di ricerche e formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche; tutti ricordano che  la prima pietra venne benedetta il 19 marzo 1995 da Giovanni Paolo II (quest’anno ricorre il quindicesimo anniversario).
Il Centro Sanitario conferma la sua vocazione all’eccellenza, l’attività clinica e quella di ricerca applicata vanno di pari passo costituendo un punto di riferimento per la Comunità Scientifica nazionale ed internazionale, un vero e proprio fiore all’occhiello della Regione Molise  frutto del lavoro di equipe di professionisti.
L’elenco degli studi condotti dal polo di ricerca sono molteplici e riguardanti i più svariati argomenti, la lista risulterebbe considerevolmente estesa e i suoi risultati scientifici coinvolgono i più importanti centri di ricerca internazionali.
Basti ricordare la rilevante partecipazione al Congresso Internazionale di Nizza con il “Progetto Gala Tria”  sul trattamento della stenosi della carotide. Lo studio  servirà ad elaborare delle linee guida valide per tutti i gli specialisti del mondo che curano questa patologia per i prossimi anni .
Ma l’Università Cattolica di Campobasso, oltre ad essere invidiabile Centro di Ricerca, è anche un qualificato luogo di formazione professionale. E’ boom di pre-iscrizioni ai corsi di laurea per le professioni sanitarie, sono numerosi  gli aspiranti camici bianchi, con un  + 50% circa rispetto all’anno precedente, per 100 posti disponibili.  Si conferma il grande interesse per Fisioterapia, ma molto gettonati sono anche gli altri corsi di laurea. Da una  analisi delle domande di ammissione si conferma “l’attrazione” e il prestigio per la Cattolica non solo da parte dei neodiplomati del Molise, ma di tutte le Regioni italiane, soprattutto del Centro-Sud. Il percorso  formativo è strettamente collegato all’intensa  attività di ricerca ed assistenza promossa dalla sede nell’ottica di un aggiornamento continuo.
Ma nonostante i citati prestigiosi  risultati scientifici, la vasta gamma di possibilità di crescita formativa delle nostre giovani menti più brillanti, l’assistenza ai malati con le migliori  prestazioni mediche specializzate, l’attrazione del vortice commerciale che dal ristorante alla disponibilità di accoglienza di visitatori crea molteplici posti di lavoro,per il nostro Centro di Ricerca si profila un orizzonte nebuloso.
L’Università Cattolica rischia la chiusura, e lo dobbiamo far sapere con forza a tutti i molisani, per evitare il tracollo, per tamponare una situazione che può essere risolta, per richiamare l’attenzione di tutti i nostri corregionali che si sono impegnati con sacrificio e abnegazione  per la sua nascita ed evoluzione.   C’è un debito di circa  100.000.000 di Euro che la Regione Molise deve alla Cattolica e tale debito non solo non deve comportare la penalizzazione del Centro, ma deve rappresentare un punto di svolta verso un’ulteriore crescita.
Per i centinaia  di posti di lavoro a rischio e le loro famiglie la Regione Molise deve trovare il coraggio di scelte intelligenti per il miglioramento dell’efficienza ed efficacia dei servizi, e non ricadere in  scelte semplicistiche chiamate “tagli”. La popolazione molisana difenderà con forza il Centro Sanitario e se servirà scenderà in piazza per far valere le proprie ragioni.
La soluzione ai problemi della sanità molisana è una: rafforzare la competizione/collaborazione pubblico- privato, operando scelte forse impopolari ma portatrici di un miglioramento della qualità delle prestazioni e dei servizi a tutti i livelli.
      

Gennaro Chierchia – Consigliere regionale Molise Civile

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