Mozione di 6 consiglieri regionali per spronare il Governo a intervenire. L’assessore Cavaliere: “Ecco tutto quello che abbiamo fatto”
I consiglieri regionali, Petraroia, Pangia, Natalini, Bonomolo, Romano e Ottaviano, hanno presentato una Mozione che è stata già iscritta all’ordine del giorno con un voto unanime dell’Aula per far dichiarare lo stato di crisi nazionale nel settore agricolo. Diverse regioni italiane hanno già approvato lo stesso documento per spronare il Governo a intervenire con strumenti straordinari in difesa dell’agricoltura italiana. “Il crollo dei prezzi dei cereali, del latte alla stalla e delle altre produzioni porta le imprese sull’orlo del fallimento perché le attività non sono più remunerative – affermano i 6 Consiglieri regionali - La questione non si risolve con i bandi regionali che mettono a disposizione i fondi europei e che con recente decisione della Giunta hanno visto prorogata la scadenza al 15 marzo. Il tema non è se i giovani avviano nuove attività o se le aziende esistenti investono in ampliamenti e nuove attrezzature. Il problema è che con gli attuali prezzi chi conduce un impresa agricola lo fa in perdita e deve trovare danaro da altre attività per pareggiare i costi aziendali. Per questa ragione – proseguono i Consiglieri regionali promotori della Mozione - c’è necessità di una presa d’atto a livello nazionale della gravità della situazione e occorre utilizzare misure eccezionali per fronteggiare l’emergenza”. In conclusione i 6 Consiglieri regionali auspicano che già nella prossima sessione del Consiglio del 23 febbraio si determini una convergenza unanime delle diverse forze politiche perché ci sia un rapido pronunciamento che aggiunga il Molise al novero delle regioni che stanno sollecitando il Consiglio dei Ministri a interventi urgenti.
Cavaliere traccia il bilancio del lavoro svolto
All’iniziativa di Petraroia, Pangia, Natalini, Bonomolo, Romano e Ottaviano risponde l’assessore regionale all’agricoltura, Nicola Cavaliere, il quale, attraverso una lettera aperta, traccia un bilancio del lavoro svolto. “Da ottobre ad oggi non siamo rimasti alla finestra ad assistere al tracollo del settore – ha affermato Cavaliere - ma abbiamo posto in essere tutte le iniziative, a livello centrale e Comunitario, per fronteggiare una crisi che non investe solo le aziende del Molise, ma anche quelle di tutto il Paese. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto Cavaliere – è per questo da ben 4 mesi ci stiamo battendo con il Governo centrale per ottenere interventi ad hoc finalizzati a consentire una ripresa dell’intero comparto. In tal senso è bene evidenziare che la Commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni ha predisposto (ottobre 2009) un documento sottoscritto da tutti gli Assessori Regionali all’Agricoltura, con il quale vengono evidenziate le priorità da mettere in essere. Tra queste: “Misure anticrisi urgenti per fronteggiare le difficoltà economico-finanziarie delle aziende agricole”, “Reintegro dei fondi Fas già destinati al settore agricolo (circa 850 milioni di euro) da utilizzare per azioni non finanziabili con i Psr e altri fondi strutturali”, “Piano assicurativo nazionale – copertura finanziaria”, “Misure compensative per l’apertura dell’area di libero scambio con i Paesi terzi del mediterraneo”, “Agea – Opr”, “Recupero Iva per interventi pubblici nei Psr”, “Accise sul gasolio per riscaldamento delle serre”, “Rintracciabilità dei prodotti agricoli”, “Agevolazioni al credito per le aziende agricole” e la definizione di una rapida e puntuale normativa per la regolamentazione delle vendite sottocosto. Tutte queste Misure sono state discusse e condivise con le organizzazioni di categoria sia in sede regionale che nazionale ed inserite in un documento “Anticrisi” portato all’attenzione del Ministro Zaia. La celere e necessaria attuazione di tali interventi è stata ribadita, dal sottoscritto, anche in ambito Comunitario durante l’incontro avuto con il Presidente della Commissione Agricoltura, On. Paolo De Castro, che ha recepito le nostre istanze riuscendo in tempi celeri ad interessare anche la Commissione Europea sul tema della crisi nei settori cerealicolo, olivicolo e ortofrutticolo. Inoltre, vorrei sottolineare, che le delibere relative allo stato di crisi adottate da diverse Regioni, non sono nient’altro che la sintesi dei punti principali del suddetto documento. Come si ha modo di vedere, sono tutti argomenti che vengono tirati in ballo da chi forse non è a conoscenza della situazione, cercando di far passare l’idea che la Regione nulla abbia fatto. Le risposte avute dal Ministero – ha aggiunto Cavaliere – non sono sembrate “conformi” a quanto esposto dagli Assessori regionali all’Agricoltura tanto che in un successivo documento la Commissione Politiche Agricole, “pur esprimendo apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal Governo con l’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi lo scorso 16 novembre il cui obiettivo era quello di una presa di coscienza della delicata situazione di crisi che interessa tutto il comparto agricolo nazionale oramai da lungo tempo, rilancia la necessità di porre in essere un Piano straordinario di interventi e misure volto, da un lato, ad evitare il dissesto delle imprese agricole e, dall’altro, a creare le condizioni per il rilancio del settore. Il documento proposto dal Ministro, pur recependo alcune delle richieste avanzate dalla CPA, non dispone di una sufficiente copertura finanziaria. Come si ha modo di verificare, dunque, il Molise non è rimasto a guardare, ma sollecitamente è intervenuto per cercare di tamponare una situazione di crisi “globale” che con un “effetto domino” si è abbattuta su tutte le aziende del settore. Siamo consapevoli – ha concluso Cavaliere – delle difficoltà in cui si dibatte il settore agricolo e per questo stiamo mettendo in campo tutte le proposte per cercare di individuare le strade possibili per la soluzione delle suddette problematiche. Il momento sicuramente non è dei più facili e il Molise come l’intera agricoltura nazionale risente della crisi in atto dalla quale possiamo uscirne, anche attraverso una rivisitazione dell’intero sistema agricolo ed agroalimentare che non è più in grado di reggere il passo dei sistemi agricoli degli altri Paesi”.





























