Zuccherificio, confronti temerari e polemiche
A Iorio che paragona Remo Perna a Marchionne, D’Alete e Romano replicano chiedendo la massima trasparenza sul futuro dell’azienda
Le dichiarazioni di Iorio sul futuro dello Zuccherificio di Termoli hanno scatenato la polemica reazione dell’opposizione, in particolare del capogruppo regionale del Pd, D’Alete e del consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano.
Nei giorni scorsi Iorio attraverso una nota inviata alla stampa, ha riconfermato la linea adottata per salvare lo Zuccherificio. “Noi abbiamo fatto la scelta di continuare a fare zucchero, in altri luoghi si è deciso di riconvertire gli impianti alla produzione di energia con le biomasse – dichiarò il Presidente della Giunta Regionale - Noi abbiamo scelto di mantenere e salvaguardare l’occupazione, altri hanno fatto di conto con la cassa integrazione e con i problemi sociali che essa rappresenta. E’ un po’ questo il riassunto sintetico della nostra azione di Governo per la salvaguardia dello Zuccherificio del Molise”. Nella nota inviata alla stampa Iorio sosteneva che la Giunta Regionale ha compiuto una scelta precisa rispetto all’impostazione data dall’Unione Europea “e oggi – sottolineava il Presidente della Regione - mentre quelle stesse strutture indirizzano il loro percorso industriale alla produzione di energia, creando non pochi problemi occupazionali alle aree dove insistono, noi andiamo avanti per la nostra strada e ascoltiamo, proprio in questi giorni, per bocca del Ministro Zaia, la volontà del Governo Nazionale di sostenere la nostra iniziativa con appositi strumenti finanziari”. Insomma, Iorio addebitava a se stesso e alle scelte del suo Governo Regionale il merito di una progettualità lungimirante che scaturiva da una politica sana e capace far sintesi delle istanze provenienti dal territorio e dal tessuto economico-sociale che vi opera. “Noi non abbiamo fatto altro che seguire il percorso intrapreso dalla FIAT quando si è affidata, per il suo rilancio, a Marchionne – affermava ancora Iorio – Non credo che a Torino si siano preoccupati di dove abitasse e da dove provenisse Marchionne. Forse erano più presi, diversamente da Nuovo Molise, dalle capacità del manager e dal progetto industriale che aveva in mente. Parimenti noi abbiamo pensato più alle idee di Perna, che alla sua residenza. Idee tramutate in un progetto che abbiamo discusso e condiviso anche con i bieticoltori, i lavoratori dello Zuccherificio e le altre forze sociali ”. Detto ciò Iorio definì bizzarro l’atteggiamento delle minoranze in Consiglio Regionale, rimproverando un appiattimento rispetto ad un doveroso dibattito sul furto dello Zuccherificio. “Esse, infatti, hanno preferito giocare di retroguardia, abdicare al proprio ruolo, rinnegare le scelte fatte in Consiglio Regionale all’unanimità, e lasciare tutta la scena alle sole posizioni polemiche e distruttive di Massimo Romano – proseguiva Iorio – Sarebbe altresì il caso che qualcuno, anche tra i banchi della maggioranza, rispetto a questo travisamento della verità, si alzasse e intervenisse, almeno per difendere le proprie scelte e per coerenza rispetto ad un progetto largamente condiviso e sostenuto, come quello di sostegno allo Zuccherificio del Molise. Pare quasi che ci sia una sorta di reticenza da parte di tutti a difendere le proprie scelte. Mi auguro che queste precisazioni possano fare chiarezza sull’azione di un Governo regionale che è da sempre impegnato per la protezione dello stabilimento Termolese da ipotesi di chiusura o di trasformazione in produzioni energetiche. Per quanto riguarda le decisioni assunte nello specifico sullo Zuccherificio dalla Giunta Regionale – concludeva Iorio - mi rifaccio, sottoscrivendole in pieno, alla risposta fornita dall’Assessore Vitagliano al Consigliere Massimo Romano”.
Le affermazioni di Iorio hanno provocato la reazione di D’Alete e Romano
Romano ripropone le dieci domande
“Leggo stupefatto che alla mia interrogazione di dieci pagine sulla complessissima e intricatissima vicenda societaria e finanziaria che riguarda lo Zuccherificio del Molise, il Presidente Iorio ha scelto di non rispondere ad alcuna delle domande che nell’esercizio del mio mandato istituzionale ho sentito il dovere di porre – afferma Massimo Romano, consigliere di Costruire democrazia – Iorio ha preferito avventurarsi in improbabili paragoni francamente inaccettabili, limitandosi a dire: “non abbiamo fatto altro che seguire il percorso della Fiat che ha affidato il suo rilancio a Marchionne e nessuno si è posto il problema di dove abitasse Marchionne”. A parte l’errore inescusabile che Marchionne è amministratore delegato di Fiat e Remo Perna pare sia invece il nuovo proprietario dello Zuccherifico, e che il problema non è l’indirizzo di casa ma il diritto societario e fiscale applicabile nei paradisi fiscali, resto incredulo – prosegue Romano – di fronte a questo paragone e a questo tentativo di eludere il merito delle questioni che ho posto, e che ciascun consigliere regionale e ciascun operatore economico farebbe bene a porsi, a cominciare dai lavoratori dello stabilimento e a tutti gli agricoltori della filiera”.
Il Consigliere regionale ricorda di avere posto a Iorio e a Vitagliano alcune questioni ineludibili che richiedono una risposta seria e non comica. “Il mio interesse è salvaguardare la produzione di Zucchero a Termoli e tutelare i livelli occupazionali dell’industria e della filiera – prosegue Romano – Non contesto la scelta industriale di produrre zucchero, denuncio l’anomalia di una procedura finanziaria e societaria che deve essere chiarita in quanto è ad oggi totalmente oscura e probabilmente illegittima, e ciò nell’interesse esclusivo della salvaguardia dei lavoratori dello stabilimento e degli agricoltori dell’indotto bieticolo, della trasparenza dell’azione amministrativa, del rigore nella gestione dei fondi pubblici”. Detto ciò Romano ripropone le domande e chiede a Iorio di rispondere:
1. Dove sono finiti i 5 Miliardi di lire che nel 2001 Iorio deliberò tramite Fin Molise in favore della HDM spa per il fallimento della GTR spa di Remo Perna e che dovevano servire per il rilancio della filiera del tessile?
2. E’ al corrente Iorio che il nuovo socio dello Zuccherificio, la G&B investments, interamente di proprietà della cipriota G&B management, è socio della Fin Molise insieme ad una società anonima lussemburghese, la Soim s.a., all’interno di una società, la Ifim spa, in rapporti commerciali con il governo della Mauritania ?
3. Qual è l’interesse pubblico della Regione Molise nel condurre e/o avallare rapporti commerciali e societari con il governo della Mauritania tramite la Ifim spa, e soprattutto perchè la Regione Molise è in società con società anomine lussemburghesi e con società di Cipro, senza sapere neppure chi sono i soci, che attività svolgono, con chi e con quali soldi?
4. Come ha saputo Iorio che dietro alla G&B investments, di proprietà della cipriota G&B management, c’è Remo Perna, se il suo nome non compare in nessun atto ufficiale?
5. Perchè la Regione non ha svolto nessuna procedura di gara e/o di evidenza pubblica (il caso Termoli jet non ha insegnato niente?) nè alcuna verifica della sussistenza dei requisiti tecnici, finanziari, industriali, patrimoniali e di moralità professionale della G&B, limitandosi ad avallare in gran fretta l’ingresso nello Zuccherificio del nuovo socio attraverso la rinuncia della Giunta regionale al diritto di prelazione delle quote dell’ex socio?
6. Perchè l’Ersam, proprietaria del 30% dello Zuccherificio, è inspiegabilmente in liquidazione da oltre 7 anni, il commissario liquidatore è addetto alla segreteria del Presidente della Regione, e di liquidare il patrimonio dell’ente agricolo non se ne parla nemmeno nonostante la legge istitutiva (l.r. 27/04) stabilisse che tutto si sarebbe dovuto concludere solo dopo qualche mese?
7. Perchè se negli ultimi 2 anni Iorio ha speso per lo Zuccherificio oltre 45 Milioni di euro, la quota di proprietà della Regione vale meno di 2 Milioni? Dove sono finiti 43, 5 Milioni di euro? Dove sta e da chi è stata redatta la perizia giurata per la stima del soprapprezzo azioni?
8. Perchè Iorio ha modificato lo Statuto dello Zuccherificio rinunciando praticamente ad ogni forma di potere gestionale sulle attività dello stabilimento conferendo una delega praticamente in bianco ad una società che nel proprio oggetto sociale non ha nulla riconducibile alla produzione saccarifera?
9. Perchè Iorio e Vitagliano dicono che il nuovo socio privato ha un piano industriale coerente e vincente se l’autorevole professore incaricato del salvataggio industriale ha affermato che “il nuovo socio chiede tempo per elaborare il nuovo piano industriale?”
10. Perchè Iorio, invece di avallare la svendita delle quote dell’ex socio per una cifra peraltro modesta, non le ha acquistate con i soldi pubblici già versati, per poi dismettere l’intero pacchetto azionario con un regolare bando pubblico, aperto e trasparente, magari stimolando l’interesse di aziende e cooperative di bieticoltori che producono barbabietole e hanno tutto l’interesse a mantenere la produzione di zucchero (e non di altro) in Molise?
“Non credo che i consiglieri di maggioranza raccoglieranno l’appello di Iorio ad alzarsi per difendere la bontà di questa maxi operazione solo finanziaria (di industriale c’è poco, visto che a quanto pare non esiste ancora un piano industriale)- afferma Romano – Iorio sta rimodulando, promettendo e addirittura spendendo, insieme al solito Vitagliano, molti dei 476 Milioni di fondi Fas, la cui programmazione compete al Consiglio e non alla Giunta, in maniera totalmente monocratica e al di fuori di ogni forma di informazione, di trasparenza e di partecipazione del Consiglio regionale. Un modo di fare che dal famigerato art. 15 in poi sembra rappresenti ormai la regola in Molise – conclude Romano – Una scelta, oltre che illegittima, sintomatica di un rapporto ormai logorato e in via di esaurimento tra Iorio e la sua maggioranza e soprattutto tra Iorio e l’opinione pubblica”.
D’Alete: “Per difendere lo Zuccherificio occorre serietà e trasparenza nelle scelte”
“La vertenza che riguarda lo Zuccherificio del Molise è tema troppo importante e la sua soluzione non può di certo esser ricercata attraverso attacchi o incomprensibili dichiarazioni sulle pagine dei giornali, appaiono infatti insensate le parole del governatore Iorio riferite all’opposizione ed all’intero Consiglio”. Questa è la posizione espressa da Pardo Antonio D’Alete, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, il quale invita a Iorio trovare la più ampia convergenza, attraverso serietà e trasparenza, per difendere il patrimonio comune dell’occupazione di centinaia di lavoratori dell’azienda e dell’indotto.
“La sua verità si scontra con la realtà – afferma D’Alete – mi tocca ricordargli ancora una volta che è ferma in aula dall’ottobre scorso una interrogazione, a mia firma, con la quale la minoranza chiede di conoscere fino in fondo la situazione dello stabilimento, i nuovi scenari societari che lo riguardano e di cui il socio di maggioranza, il Consiglio Regionale appunto, è venuto a conoscenza soltanto attraverso gli organi d’informazione. Il Presidente si preoccupa di rispondere solo ai giornalisti – prosegue il capogruppo del Pd – e non anche ai consiglieri, anche a quelli della sua maggioranza, spiegando le reali ragioni che sono dietro le scelte assunte, dinamiche che oggi mostrano purtroppo tutta la loro indeterminatezza ed incertezza”. A dire di D’Alete nelle dichiarazioni di Michele Iorio emergono novità di rilevante importanza per il futuro dello Zuccherificio che, però, sono completamente assenti dal dibattito istituzionale ufficiale. “Siamo noi dell’opposizione – afferma D’Alete – a chiedere, per l’ennesima volta anche attraverso gli organi d’informazione, al Presidente della Regione di chiarire, prima di ogni altra cosa, se nello stabilimento termolese si continuerà a produrre principalmente zucchero, ma di chiarirlo non con le solite chiacchiere, ma attraverso un piano industriale serio, trasparente, e di prospettiva”. D’Alete chiede a Iorio di discutere del futuro dello Zuccherificio nell’unico luogo deputato a trattare questi temi, il Consiglio regionale, “il quale – sottolinea il capogruppo – non può essere attaccato quando ci si sente alle strette perché in difficoltà a difendere le proprie scelte, neppure si può pretendere di chiamare l’assise solo alla ratifica di provvedimenti decisi altrove. Non si può chiedere il supporto dei consiglieri regionali a corrente alternata!”.
D’Alete assicura la piena compartecipazione sulla questione Zuccherificio e su tutte le altre drammatiche vicende che coinvolgono aziende molisane in crisi e centinaia di lavoratori a rischio. Detto ciò il capogruppo del Pd invita Iorio a cambiare radicalmente registro. “Riparta invece dagli impegni assunti all’unanimità durante le importanti sedute di Consiglio regionale del 12 Dicembre 2008 – afferma ancora D’Alete - vincoli le scelte ad un confronto leale, vero e trasparente, cominciando col dire che l’aspetto economico/societario non può essere slegato dal futuro di centinaia di famiglie che oggi non conoscono neppure come e con quali progetti s’intende agire in merito allo stabilimento termolese. Iorio non indugi oltre – prosegue D’Alete - venga a discuterne in Consiglio già martedì prossimo! Siamo pronti. Da parte dell’opposizione non troverà alcuna posizione distruttiva o propagandistica, nessuna reticenza, solo l’assoluta attenzione a vigilare sulle sorti dello Zuccherificio e dei suoi lavoratori, così come su tutti gli altri temi decisivi per il futuro di questa regione, come la Sanità o la ricostruzione post sisma, solo per citare due esempi limite, per i quali il Presidente e il suo Esecutivo continuano con lo stesso atteggiamento, dribblare e nascondersi al confronto. Un amministratore responsabile ed autorevole – conclude D’Alete – ancor di più la prima carica regionale, in momenti come questi cerca l’unità della politica, del mondo del lavoro, dei cittadini, per venir fuori a testa alta e con decisioni comprensibili e limpide. Iorio, in affanno, appare sempre più solo, e sceglie invece la confusione della rissa e dello scontro.

















