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Elezioni, presidio a Campobasso contro il decreto “salva Pdl”

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Si mobilitano i partiti e le associazioni del centro sinistra. Paglione ricorda la vicenda molisana con Di Stasi. “Il governo non intervenne”


Un presidio in piazza della Prefettura a Campobasso, a partire dalle ore 11 di domenica 7 marzo 2010, per opporsi al decreto del Governo che salva le liste del centro destra escluse in Lombardia e nel Lazio. Ad organizzarlo sono associazioni e partiti. In particolare “Il Bene Comune”, il Partito Democratico, l’Italia dei Valori, laLista civica “Citt@dinoi“, Costruire Democrazia, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà.

Pdci: “E la fine dello stato di diritto”

“Siamo convinti che il decreto “interpretativo” che spiana la strada alle liste Polverini e Formigoni – afferma Giuseppe Bianchi rappresentante della segreteria regionale del Pdci Molise -  interpreti esclusivamente la fine dello stato di Diritto nel nostro paese soggiogato agli sporchi interessi di chi governa. Ora più che mai c’è bisogno dell’ammissione di responsabilità di tutte le forze sinceramente democratiche presenti nel nostro paese, al fine di arginare la deriva immorale del governo Berlusconi”.
 

Sinistra e Libertà: “Un broglio di Stato”

Per il Circolo di Campobasso di Sinistra e Libertà si tratta  di un broglio di Stato. “Ci sono cittadini che fanno la fila, pagano le multe, rispettano le regole e quando non lo fanno ne pagano le conseguenze – si afferma nella nota di Sinistra e Libertà -  Ce ne sono altri che non solo non le rispettano, ma oltretutto le cambiano a proprio piacimento. Adesso è il momento che il centrosinistra si prepari e organizzi una mobilitazione democratica, ferma e serena per riaffermare il diritto costituzionale che viene ancora una volta calpestato e chiedere il ripristino della legalità in Lombardia e Lazio. Sperando che l’Italia torni ad avere la schiena dritta e a scrollarsi di dosso questa vergogna”.
 

Paglione: “Per  Di Stasi il Governo non intervenne”

Candido Paglione, componente dell’Assemblea nazionale del Pd, sottolinea che la vicenda delle liste escluse a Milano e a Roma richiama alla mente esperienze e avvenimenti del recente passato, accaduti in Molise e che hanno di fatto cambiato la storia politica e amministrativa della regione. In particolare Paglione si Riferisce alla vicenda dell’annullamento delle elezioni regionali ad opera del Tar prima e del Consiglio di Stato poi su ricorso del centro destra per un vizio nell’autenticazione delle firme in alcune liste a sostegno di Di Stasi che capeggiava la coalizione di centro sinistra.!.Io in quella giunta c’ero – afferma Paglione -  Avevamo avviato un serio programma e stavamo lavorando per il bene del Molise su mandato dei molisani. Nessuno si sognò di “sovvertire” il verdetto dei giudici amministrativi né il governo nazionale, guidato allora come oggi da Berlusconi, si preoccupò di tutelare la volontà democraticamente espressa dagli elettori molisani che avevano affidato al centro sinistra il mandato di governare. Per cui – prosegue Paglione – appare oggi del tutto fuori luogo il tentativo di truccare le carte, di risolvere con il decreto “interpretativo” quello che è un problema amministrativo e, sia detto per intero, di semplice incapacità dei presentatori delle liste”. A dire di Paglione  le vicende romane e milanesi stupiscono non tanto per l’eccezionalità dell’evento,  quanto per il disprezzo delle regole, l’uso della legge a proprio piacimento. “Le irregolarità riscontrate dal tribunale amministrativo in occasione delle elezioni regionali del Molise sono identiche a quelle riscontrate per la lista del PDL in Lombardia – afferma ancora Paglione -  Su questa base e a legislazione invariata, il giudice amministrativo non può decidere per la Lombardia nulla di diverso rispetto a quanto già deciso per il Molise. Se, invece, dovesse decidere diversamente, sulla base del decreto adottato dal Governo, ci troveremmo palesemente di fronte ad un decreto che non ha semplicemente interpretato la norma esistente, ma l’ha modificata. Questo aprirebbe un problema al quale i rappresentanti istituzionali ed  i giuristi dovrebbero dare una risposta convincente a tutti gli italiani ed ai molisani in particolare, che sarebbero fatti oggetto, a questo punto, di una insopportabile discriminazione. Questa eventuale ingiustizia non potrà essere consumata nel silenzio e nell’indifferenza – conclude Paglione – Il popolo molisano ha diritto ad una risposta ed io mi impegno  perché questa risposta ci sia”.

Petraroia: “Non si può rimanere in silenzio di fronte allo scardinamento del sistema democratico”

Fa sentire la propria voce anche il Consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia, il quale sollecita i cittadini a partecipare al presidio di domenica 7 marzo a Campobasso. “Il Governo Berlusconi con un colpo di mano vara un Decreto che stravolge le regole elettorali oltre i limiti temporali fissati dalla legge – afferma Petraroia -  Non si può rimanere in silenzio di fronte allo scardinamento del sistema democratico che si fonda su norme certe che non possono essere condizionate né modificate, in corso d’opera, dal potere esecutivo. Il Governo è tenuto ad osservare le leggi e spetta agli Organi di Garanzia e alla Magistratura intervenire nei contenziosi elettorali. In Molise per  una virgola venne annullata la volontà popolare che aveva eletto Giovanni Di Stasi a Presidente della Regione – ricorda Petraroia – senza che l’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema né il suo successore Giuliano Amato vennero sfiorati dall’idea di adottare un Decreto ad Hoc che salvaguardasse la sostanza del pronunciamento di 200 mila cittadini rispetto a 12 firme mancanti in una delle liste al proporzionale. Partecipiamo alla manifestazione e difendiamo la democrazia – conclude Petraroia – contrastando un Governo che impiega il proprio tempo su processo breve, legittimo impedimento, scudo fiscale e altre sconcezze similari”.

Giovani Democratici: “Un vero e proprio abuso di potere da parte del Governo a tutela dei propri interessi”

Per i Giovani Democratici di Campobasso il decreto “interpretativo” per riammettere le liste Pdl dè: un vero e proprio abuso di potere da parte del Governo a tutela dei propri interessi e a discapito della democrazia. “Anziché farsi carico degli errori commessi nella presentazione delle liste e assumersi le sue responsabilità – affermano Francesca Di Cristofaro e Giuseppe Mcoretta -  ancora una volta il governo Berlusconi utilizza la sua posizione per garantire se stesso e non la corretta interpretazione della legge. Oggi il nostro Paese appare tutto tranne che democratico. Le innumerevoli leggi a favore degli interessi del premier, quelle ad personam, quelle a difesa delle proprie liste e quindi dei propri interessi politici si sovrappongono e violano la carta costituzionale e sovrastano i principi di uguaglianza e  di libertà. Il nostro timore – proseguono i Giovani Democratici – è che di questo passo la democrazia, conquistata con lotte e sacrificio, possa diventare talmente fragile da cedere il posto ad un paese alla deriva, senza leggi, senza dibattito politico, dove chi governa costruisce le leggi per se stesso e non per il benessere del Paese. E’ l’ennesimo condono, un altro favore fatto a coloro che non hanno rispettato la legge, un altro torto fatto a chi ogni giorno rispetta la legge e a quanti pagano per i propri errori. Quello approvato ieri – concludo Di Cristofaro e Macoretta – è l’ultimo di una serie infinita di atti mirati ad eludere ogni norma, a creare un’impunità per i potenti e gli amici, un’altra ingiustizia subita dai più deboli per i quali le leggi sono l’unica tutela”.

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