E’ sciopero generale
Indetto dalla Cgil del Molise per far fronte alla crisi economica che sta investendo la regione. Le adesioni dei Partiti, dei Movimenti e delle associazioni
Sono numerose le adesioni dei Partiti, delle Associazioni, dei movimenti e dei singoli cittadini al sciopero generale indetto dalla Cgil del Molise per venerdì 12 marzo 2010. Sul piatto i temi nazionali (articolo 18, crisi occupazionale ecc) ed i temi locali connessi alle vertenze relative alla crisi delle grandi aziende. Di seguito i documenti che annunciano le adesioni allo sciopero.
Giovani Democratici di Campobasso
Domani (12 marzo 2010) i Giovani Democratici di Campobasso saranno al fianco dei lavoratori e degli studenti che scenderanno in piazza, in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL.
La grave crisi economica che stiamo attraversando si sta facendo sentire soprattutto sulle categorie più deboli della società tra licenziamenti e fabbriche che chiudono, e questa situazione è aggravata dalla mancanza di interventi sufficienti da parte dello stato. E’ necessario mettere al centro dell’agenda politica il lavoro, tutto il lavoro, e non la sistemazione degli affari personali dei potenti di turno. Il futuro dell’Italia deve essere incentrato sul lavoro, su un sistema di ammortizzatori sociali estesi a tutti i lavoratori, sulla lotta all’evasione fiscale ed alla corruzione, su uno sviluppo economico fatto di politiche lungimiranti. Saremo al fianco degli studenti che protestano contro una riforma della scuola che di epocale ha solo i tagli, tagli sul futuro. La politica del duo Tremonti-Gelmini nei confronti di tutta l’istruzione pubblica è fatta di una sola parola: tagli; con l’unico obiettivo di ridurre la qualità dell’istruzione e di distruggere il diritto allo studio, che già oggi spesso non si traduce in pratica per mancanza di fondi. Le riforme che ha in mente la Gelmini sono solo riorganizzazioni del sistema, con effetti spesso disastrosi, e tute a “costo zero”, anzi, a risparmio. Ed in questo contesto, il nostro governo Regionale di certo non brilla per attenzione al diritto allo studio dei nostri studenti, visto che per quest’anno a stento ha confermato i finanziamenti insufficienti dello scorso anno, mentre molte regioni hanno incrementato gli stanziamenti, dato che la tutela del diritto allo studio in una fase di crisi economica diventa ancora più importante. Giovani Democratici di Campobasso.
Studenti e partecipazione
Noi ragazzi di “STUDENTI E’ PARTECIPAZIONE” di Campobasso il 12 marzo 2010 saremo in piazza perchè vogliamo maggiore attenzione ed adeguate risorse per il sistema formativo pubblico. Perchè tutti abbiano le stesse opportunità, perchè un paese che non investe nella conoscenza non investe nel futuro.
NON VOGLIAMO un riordino che taglia sul numero degli insegnanti e sulle ssis, unico luogo di formazione professionale dopo quella culturale, non permettendo di innescare un meccanismo di qualità dell’insegnamento.
DIRITTO ALLO STUDIO VUOL DIRE una riforma che dia la possibilità agli insegnanti di imparare ad insegnare, che trovi il modo di premiare gli insegnanti migliori e che li obblighi ad un controllo ciclico delle loro competenze, permettendo poi di sfruttare gli aggiornamenti compiuti.
NON VOGLIAMO un riordino che propone dei tetti massimi di presenza di ragazzi stranieri nelle classi fingendo che questo basti per risolvere ogni problema didattico.
DIRITTO ALLO STUDIO VUOL DIRE una riforma che promuova una vera integrazione, con mediatori culturali che permettano di superare l’ostacolo della lingua e consentano sia agli studenti italiani che a quelli starnieri uno scambio e un’arricchimento che non può che provenire dalla diversità.
NON VOGLIAMO un riordino che “razionalizzando” gli indirizzi non fa che diminuire le ore di lezione e in particolare negli istituti tecnico-professionali taglia le ore di laboratorio e le materie di indirizzo.
DIRITTO ALLO STUDIO VUOL DIRE una riforma che consenta a tutti di accedere e proseguire il proprio percorso formativo perchè dotati degli strumenti culturali adatti a fronteggiare il mondo dell’università.
NON VOGLIAMO un riordino che promuove i finaziamenti alle scuole private, che ha come pressuposto il fatto che la scuola debba essere un investimento delle famiglie, ledendo, in molti casi, anche il diritto di andare a scuola di ogni ragazzo.
DIRITTO ALLO STUDIO VUOL DIRE una legge-quadro nazionale che dia i finanziamenti per ridurre il costo di libri, trasporti, mense, per risanare la situazione drammatica dell’ediliza delle nostre scuole.
Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd
Ritengo doveroso aderire allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL per domani, 12 marzo 2010, per sostenere insieme ai lavoratori e a tutta la confederazione sindacale le ragioni della vostra piattaforma programmatica nazionale e regionale. Le vostre richieste al Governo Berlusconi si sostanziano in quattro punti. Fermare i licenziamenti affrontando e gestendo le vertenze aperte. Assicurare un reddito più dignitoso ai cassintegrati, ai lavoratori in mobilità e a chi ne è totalmente privo. Ridurre le tasse su pensionati e lavoro dipendente. Assicurare un futuro diverso all’Italia estendendo e non limitando l’art. 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori, sospendendo la legge Bossi-Fini sull’immigrazione con l’abolizione del reato di clandestinità e regolarizzando i migranti che lavorano. Accanto a questi punti programmatici nazionali che contrastano le scelte del Governo sul rientro dei capitali illeciti dall’estero e lo spronano ad attivare misure anticrisi efficaci a sostegno delle imprese e della produzione si sommano temi più strettamente regionali. La grave crisi dell’Ittierre con centinaia di posti a rischio, l’incertezza dello Zuccherificio e della Solagrital, i ritardi nel rilancio del pastificio La Molisana, il crollo del settore metalmeccanico con i dubbi sulle prospettive del settore auto e della FIAT e la situazione di allarme che si registra nel commercio, in agricoltura, nell’artigianato e nel comparto dell’edilizia, attestano la profondità di una difficoltà del sistema produttivo molisano che è strutturale. Se a ciò si aggiungono i tagli nell’impiego pubblico con in testa la scuola ma che tocca tutti i precari della pubblica amministrazione fino ai dipendenti delle Comunità Montane c’è poco da stare tranquilli. Non è possibile nascondere la crisi con l’aiuto di mass-media che pare seguano più la scia di Alessandro Pavolini che l’insegnamento di Gaetano Scardocchia, Alberto Ronchey o di Indro Montanelli. Bisogna reagire e adoperarsi costruttivamente per la soluzione dei problemi perché il futuro del Molise appartiene a tutti. (Michele Petraroia – Consigliere regionale del Pd)
Rifondazione Comunista (Prc)
Venerdì 12 Marzo prossimo il Partito della Rifondazione Comunista del Molise aderirà e sosterrà lo sciopero generale indetto della CGIL per il LAVORO, IL FISCO E L’IMMIGRAZIONE. Accogliamo con favore la decisione della CGIL del Molise di indire lo sciopero per l’intera giornata lavorativa e la scelta di Isernia, quale luogo della mobilitazione. Il polo industriale di Isernia-Venafro, infatti, ha visto la strenua resistenza di numerosi lavoratori alla chiusura di fabbriche e rappresenta oggi il centro nevralgico della crisi lavorativa nella nostra Regione, una crisi che sta dilagando e che continuerà a produrre a lungo i suoi effetti negativi. Tutto ciò nonostante le false rassicurazioni di Iorio e Berlusconi che continuano a sostenere che tutto va bene e che l’economia è in crescita, pure quando la realtà dei fatti li contraddice ogni giorno. La crisi, invece, continuano a pagarla sulla propria pelle i lavoratori e le fasce più deboli della società, poiché non c’è alcuna volontà da parte del governo centrale e del governo regionale di produrre soluzioni concrete e di attivare politiche in favore dei lavoratori, dei cittadini e delle fsce deboli. Troppo spesso le uniche risposte sono stati i soldi pubblici (delle nostre tasse!) elargiti “a piene mani” a pseudo-imprenditori, ad “amici o amici degli amici”, che non hanno fatto altro che intascarli lasciando fabbriche chiuse, licenziamenti e cassa integrazione. Il Partito della rifondazione Comunista invita iscritti e simpatizzanti a scendere in piazza, a partire dal 12 Marzo, anche contro il vergognoso e inaccettabile tentativo da parte del centrodestra di introdurre i contratti individuali “certificati” che, di fatto, cancellano un secolo di conquiste del movimento operaio, a partire dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Dietro le nuove norme si nasconde un obiettivo ben preciso: rendere i lavoratori pura merce ricattabile nella totale discrezionalità dei padronati. Pertanto, occorre riaprire una nuova stagione di lotta contro la precarietà, per i diritti, in difesa dell’articolo 18 e della Costituzione nata dalla Resistenza. (Prc)

















