Nuovo Statuto della Regione, Iorio ha fretta
Chiesta la collaborazione della minoranza. Romano: “Iorio calpesta le regole democratiche”. Petraroia: “Accelerare l’esame”
L’iter di approvazione del nuovo Statuto della Regione è stato al centro del confronto tra i Capigruppo della minoranza, il Presidente della Regione, Michele Iorio, il Presidente del Consiglio regionale, Michele Picciano e il Portavoce della Maggioranza, Quintino Pallante. “Dall’incontro –hanno detto Iorio e Picciano- è scaturita la volontà comune di seguire un percorso istituzionale che consenta di giungere in tempi brevi ad approvare un testo condiviso da tutti e capace di dare al Molise uno strumento statutario moderno e confacente alle reali esigenze della società. “Il clima di questa mattina –hanno concluso i due Presidenti e il Portavoce della Maggioranza- è molto positivo e ci fa sperare in un iter approvativo veloce”. Tuttavia non sono mancate le polemiche e le precisazioni.
(La riunione con i capigruoppo)
Massimo Romano (Costruire Democrazia): ““Iorio calpesta le regole democratiche e la trasparenza degli atti amministrativi”
“Se il Presidente Iorio vuole parlare di Statuto regionale e di ogni altra ipotesi di riforma istituzionale può tranquillamente venire in Consiglio regionale, nelle Commissioni o in conferenza dei capigruppo – ha dichiarato Massimo Romano capogruppo di Costruire Democrazia - Non c’è bisogno di scomodare la lussuosa sede di via Genova, anche perché avremmo difficoltà a trovare parcheggio, visto che si tratta di un fabbricato intercluso privo dei posti auto anche per i dipendenti degli uffici ivi ubicati”. In una nota fortemente polemica, il Consigliere regionale Romano sostiene che Iorio paralizza da dieci anni ogni ipotesi di riforma istituzionale della Regione, a cominciare dallo Statuto regionale. “Iorio calpesta le regole democratiche e la trasparenza degli atti amministrativi – prosegue Romano – vive con fastidio il rispetto di alcuni principi di legalità dell’azione amministrativa e di legittimità degli atti amministrativi, ha piegato le Istituzioni alle ragioni elettorali del suo schieramento collocando i “reggenti” dei suoi partiti e delle sue liste civiche in ogni poltrona di potere, così creando improprie commistioni tra ruoli pubblici istituzionali ed incarichi partitici, dalla finanziaria regionale alla formazione professionale passando per la cultura, per la gestione dell’acqua, della ricostruzione ”. Romano rimprovera al Presidente della Giunta di avere mentito al Consiglio regionale, non più tardi di dieci giorni fa, sullo Zuccherificio. “Ma nessuno pare gliene chieda conto – incalza Romano – In altre Regioni un Presidente che mente al Consiglio si sarebbe dimesso. Iorio continua a non rispondere sulla maxi operazione immobiliarista del masterplan di Campobasso che attende una risposta da 18 mesi; ha modificato lo Statuto regionale imponendo le dimissioni degli assessori, gravando sulle casse della Regione per risolvere problemi interni alla sua maggioranza; ha aumentato a 32 il numero dei consiglieri regionali nel nuovo statuto, che sommati agli otto assessori esterni e al sottosegretario porta il numero di poltrone alla cifra ingiustificabile di 41 unità; ha avallato l’istituzione di vergognose commissioni consiliari speciali che di speciale hanno solo il fatto che non si riuniscono mai e se si riuniscono discutono di nulla; non ha mai voluto nominare un vicepresidente della Giunta; ha paralizzato ogni ipotesi di riforma degli enti sub regionali per non rendere disoccupati i commissari; l’unica riforma che ha varato notte tempo in questa legislatura – prosegue ancora Romano – è stata quella per il Nucleo Industriale di Termoli al dichiarato fine di esautorato il Comune di Termoli; gli organi di gestione della Fin Molise sono in prorogatio da mesi; la Molise dati è una “zona franca” di gestione dei fondi pubblici; della gara pubblica per la nave neanche l’ombra; la GAM è inattiva; lo Zuccherificio è stato venduto ad un privato con sede a Cipro senza neppure un piano industriale”. Il Consigliere Romano ha anche ricordato di avere formulato una richiesta di accesso agli atti per conoscere se sia stata svolta una regolare procedura di evidenza pubblica per gli acquisti delle forniture di arredo della sede di Via Genova, “ma dai documenti trasmessi non si comprende chi abbia fatto cosa – afferma Romano - e la cosa singolare è che pare ci siano due cucine ma non compaiono forniture per i sanitari.”Romano conclude dichiarando di non essere interessato a sedersi ad un tavolo per parlare di riforme istituzionali “con chi – afferma il consigliere di Costruire Democrazia – in dieci anni ha dimostrato che non ha nessun interesse a modernizzare le istituzioni della Regione ma è invece estremamente interessato a piegarle ad interessi di parte”. A dire di Romano lo Statuto deve essere approvato nel più breve tempo possibile “ma questo si può fare tranquillamente in Consiglio regionale – conclude Romano - in una delle sedute ordinarie che vengono puntualmente e correttamente convocate dal Presidente Picciano, sedute che ci vengono pagate e che tuttavia spesso durano dieci minuti per non discutere di nulla”.
Michele Petraroia (Pd): “E’ indispensabile accelerare l’esame dell’articolato con un atteggiamento responsabile e costruttivo”
Anche Michele Petraroia era assente alla riunione sul nuovo Statuo, Tuttavia il consigliere del Pd ritiene che l’incontro sia stato estremamente utile per fare chiarezza sulla reale volontà della maggioranza di procedere all’approvazione dello stesso entro il termine della legislatura. “Pur non avendo avuto la possibilità di discuterne nella nostra segreteria o nella riunione del gruppo consiliare per via della manifestazione tenutasi a Roma sabato scorso, ribadisco la valutazione unitaria più volte sostenuta in Aula circa i ritardi che collocano il Molise insieme ad altre due regioni nel novero di quelle che non hanno ancora recepito le modifiche al Titolo V della Costituzione del 2001 – afferma Petraroia in una nota – E’ indispensabile accelerare l’esame dell’articolato per colmare questa grave lacuna istituzionale con un atteggiamento responsabile e costruttivo esattamente per come si è mosso il nostro gruppo in tutte le occasioni formali di Commissione e di Consiglio. E’ grazie al Pd che si è sciolta un’inutile Commissione Speciale per l’Autoriforma e si è proceduto al licenziamento del Testo nella Prima Commissione Permanente col passaggio del provvedimento al Consiglio. Pur di evitare ulteriori intralci al percorso istituzionale – prosegue Petraroia – abbiamo rinunciato a presentare emendamenti all’articolato dimostrando un reale intendimento di giungere alla conclusione di un iter lungo 10 anni. Ora è il Presidente della Giunta a doversi assumere la responsabilità a nome della maggioranza – conclude Petraroia – per far capire se è intenzionato a procedere con concretezza o se al contrario persegue il disegno di non far adottare il nuovo Statuto per via delle oggettive convenienze elettoralistiche connesse alla vigenza delle normative in vigore”.

















