L’acqua non si privatizza
Dal Molise adesioni alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma per tutelare la gestione pubblica delle risorse idriche
Sabato 20 marzo a Roma si svolgerà la manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua. Il corteo prenderà il via da piazza della Repubblica e raggiungerà Piazza Navona dove si terrà la manifestazione con gli interventi di alcuni esponenti delle associazioni e dei movimenti che hanno dato il via al forum. Tema centrale della manifestazione sarà il no alla privatizzazione dell’acqua. L’organizzazione ha raccolto più di 400mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela della gestione pubblica dell’acqua.
Ecco le adesioni dal Molise
Filippo Poleggi (Movimento Consumatori)
La lega delle autonomie locali, L’Altritalia Ambiente e il Movimento Consumatori aderiscono alla manifestazione del 20 marzo per l’acqua bene pubblico e diritto di ogni cittadino contro la privatizzazione dell’acqua in Italia, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua. Legautonomie invita le amministrazioni locali a prendere parte all’iniziativa per rivendicare la proprietà pubblica dell’acqua, quale bene comune e diritto umano universale:Con la legge 133 del 2008, conosciuta come Legge “Tremonti”, il governo Berlusconi ha fatto il primo passo concreto per affidare l’acqua ai privati. A questa prima legge si è poi aggiunto il dl 135/2009 (Ronchi) convertito in legge 166/2009 che prevede il passaggio della gestione del servizio idrico dal pubblico al privato da effettuarsi entro due anni. Ai due decreti, con la conversione il legge del dl del 25 gennaio, n .2 “Interventi urgenti in materia di enti locali e regioni”, si aggiunge l’abolizione, entro un anno, degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), gli organi con i quali i comuni italiani controllano la gestione dell’acqua. Il disegno che si prefigura è quello dell’abolizione per decreto della proprietà pubblica di un bene universale e dunque della negazione di un diritto fondamentale di ogni cittadino. “La crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia testimonia, ha dichiarato Filippo Poleggi, Segretario regionale e componente del Coordinamento nazionale di legautonomie, in Italia come altrove, la inadeguatezza e la insostenibilità dell’attuale modello di produzione e dei consumi e la necessità di riprendere o mantenere in mano pubblica alcuni beni primari, primo fra tutti quello dell’acqua.
La tutela del territorio e delle sue risorse come l’acqua, della biodiversità e del clima impone a tutti di attivarsi per scongiurare quanto sta accadendo nel nostro Paese”. Di fronte a questo ennesimo arbitrio, Legautonomie come associazione di rappresentanza degli Enti locali e regionali, L’Altritalia Ambiente ed il Movimento consumatori come associazioni che rappresentano i cittadini anche per ordinamento giuridico, ribadiscono che l’acqua deve essere pubblica, deve restare “fuori dal mercato” ed il suo governo deve essere affidato alle comunità locali. Filippo Poleggi – Segretario Regionale del Molise
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Gianni Montesano (Pdci)
Sabato 20 a Roma ci sarà la manifestazione nazionale sul’acqua “bene comune”. L’obiettivo è quello di mettere insieme tutte le sigle che da alcuni anni stanno conducendo la campagna contro la privatizzazione dell’acqua. Il recente decreto Ronchi ha portato il processo di privatizzazione degli acquedotti a livelli inaccettabili. In alcune città e in alcune regioni questo processo sta subendo delle accelerazioni dettate dalle lobbies e dalle aziende che intravedono ampi margini di profitto tutti a carico dei cittadini che, a parità di servizio (e spesso di disservizo), si ritroveranno, come accade in molte parti del Lazio, a pagare bollette raddoppiate o addirittura triplicate. Il governo di centrodestra ha dato il via libera definitivo affinchè le aziende idriche diventino a maggioranza private, spogliando così di ogni ruolo le amministrazioni pubbliche. La prospettiva della privatizzazione integrale dei servi idrici sarebbe un danno e una beffa colossale per i cittadini.
Occorre bloccare questa deriva. Bisogna passare dalle parole ai fatti e individuare una strategia che metta in relazione tutti quegli enti locali che hanno deciso di garantire l’acqua come “bene pubblico” con il crescente movimento che chiede l’abrogazione del decreto Ronchi e della legislazione che consente di privatizzare gli acquedotti. La manifestazione di sabato 20 a Roma è un primo passo. Quello successivo deve essere l’avvio di una campagna per il referendum abrogativo, la sola strada che, allo stato dei fatti, può fermare la deriva privatizzatrice innescata dal governo Berlusconi. Occorre iniziare ad organizzare i comitati regionali e territoriali per il referendum in modo da sostenere il comitato nazionale che si appresta a depositare i quesiti. Quella dell’acqua pubblica deve esser una grande occasione di unità, di coinvolgimento e di partecipazione di quanti non accettano supinamente il progressivo smantellamento dei diritti e dei servizi pubblici in nome dell’arricchimento dei soliti noti e degli amici degli amici.
Manuela Cardarelli – Segreteria Regionale PD, Responsabile Diritti Civili e Legalità
Sarò presente, domenica 21 marzo 2010 alle ore 16.00 insieme agli amici di Libera contro le Mafie del Molise a ricordare le vittime e i caduti per mano della criminalità organizzata davanti a una casa in Salita S.Cristina a Campobasso confiscata dalla ‘Ndrangheta. Saremo virtualmente collegati alla manifestazione promossa a Milano il 20 e 21 marzo 2010 per pregare, ricordare e lottare insieme.

















