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L’Alto Molise in piazza per difendere l’ospedale di Agnone

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Domenica 21 marzo la manifestazione per dire “no” ad ogni idea di ridimensionamento o di taglio dei servizi. Le adesioni ufficializzate


E’ tutto pronto. Domenica 21 marzo i cittadini di Agnone scenderanno in piazza per difendere il loro ospedale dal rischio di un taglio ormai sempre più probabile. Alla manifestazione hanno già aderito diversi partiti, associazioni, organizzazioni di categoria.

Adesioni

L’Associazione “La Provincia dei Cittadini”

“L’associazione politico-culturale “La Provincia dei Cittadini” aderisce alla manifestazione “I Lupi scendono In Piazza”, organizzata dal gruppo “Il Cittadino c’è” in difesa dell’ospedale di Agnone, che si terrà domenica 21 Marzo 2010. A seguito del prolungato stato di incertezza sul futuro del nosocomio di Agnone, i cittadini dell’alto-Molise hanno concretizzato di dare un proseguimento all’azione già avviata con la raccolta firme del 7 Marzo. Quando i cittadini si rendono conto di essere considerati poco o addirittura per nulla rispetto ad una tematica così importante come quella salute, ogni forma di partecipazione civica e civile si rende necessaria per far comprendere alle istituzioni che non si può più demandare al tempo la risoluzione di tali problematiche ma che è giunto il momento di prendere una posizione chiara e precisa. In tale contesto l’associazione “La Provincia dei Cittadini”, che ha tra i suoi principi fondativi la difesa della garanzia di una sanità giusta, parteciperà al corteo di protesta assicurando il totale ed incondizionato appoggio all’organizzazione. L’associazione “La Provincia dei Cittadini” il 21 Marzo sarà al fianco dei cittadini Agnonesi. Ci auguriamo che tutti gli abitanti del territorio pentro siano solidali e raccolgano l’invito a partecipare per far sentire la loro voce ed il loro dissenso perché, senza dubbio alcuno, il problema coinvolge direttamente o indirettamente tutti noi”.

Sinistra Ecologica e Libertà del Molise

“Sinistra Ecologia e Libertà del Molise sarà presente  al corteo in difesa dell’ospedale Caracciolo, prevista per domenica 21 Marzo ad Agnone.  La nostra adesione si basa sulla convinzione che il presidio ospedaliero di Agnone ha rappresentato in questi anni un esempio di professionalità, eccellenza e qualità nei servizi erogati, oltre ad aver garantito un fondamentale servizio in una zona montana territorialmente isolata. Invitiamo inoltre tutte le forze politiche molisane, i sindacati, le associazioni e la società civile a partecipare e appoggiare questa battaglia in difesa del diritto alla salute”.

 Il Circolo Pd di Agnone

“Il PD di Agnone comunica la sua partecipazione alla manifestazione di protesta contro la possibilità di chiusura o ridimensionamento dell‘Ospedale San Francesco Caracciolo, organizzata dal gruppo “Il Cittadino c’è” e che si terrà a Agnone il giorno 21 Marzo 2010 a partire dalle ore 9. Si precisa che tale adesione si affianca all’azione concreta che il Pd sta svolgendo nell’ambito locale attraverso l’impegno non solo in azioni di retroguardia, come può essere la semplice manifestazione di dissenso, ma anche e soprattutto in una opposizione consapevole e continuativa basata sui fatti, nei confronti di chi continua a causare danni e disagi al nostro paese. La cittadinanza è invitata a partecipare”.

 Michele Petraroia  (Pd)

“Sarò insieme a tutti voi, domenica 21 marzo, a sfilare in corteo per le vie della vostra città per lottare in difesa dell’Ospedale “ Caracciolo “ e dell’intero sistema sanitario regionale. Il Molise deve rialzarsi da terra e riprendere a camminare verso obiettivi di crescita, progresso e benessere. Non è possibile assistere in silenzio alla progressiva spoliazione dei presidi essenziali di civiltà e di cittadinanza. Privare intere comunità della tutela sanitaria e del diritto alla scuola dopo averle tenute in condizioni di marginalità per decenni è un atto deprecabile. Restare in silenzio di fronte alla chiusura degli uffici postali, alla prossima soppressione del 30% delle corse dei Pullmann, all’assenza di investimenti sulla banda larga e la connessione veloce, alla mancata manutenzione delle strade e ai ritardi delle realizzazioni di infrastrutture quali la Fresilia, la Fondovalle del Verrino e quella del Rivolo, ecc. è un errore grave. Pensare che dei due compartimenti Telecom di Abruzzo e Molise uno è a Pescara e l’altro è a Lanciano equivale a riconoscere l’inadeguatezza di una classe dirigente miope. Ancora ieri in Consiglio Regionale si è approvata una pessima legge sulla Dirigenza aumentando la spesa allegramente con ulteriori incrementi per le segreterie particolari. C’è un gruppo di privati cittadini che ha sequestrato la democrazia e ha piegato le istituzioni ai propri obiettivi come brillantemente ha scritto ieri su un quotidiano nazionale lo storico Nicola Tranfaglia. Chi autorizza costoro a non aprire un confronto in Consiglio Regionale sul riassetto della sanità regionale ? E’ possibile che dopo aver provocato il dissesto finanziario del sistema sanitario molisano ancora pensano di gestirlo da dietro le quinte in stanze occulte senza discutere con i cittadini, gli amministratori locali, il personale medico-infermieristico  e le diverse rappresentanze istituzionali e sociali ?”  Michele Petraroia – Consigliere regionale Pd
 

Candido Paglione (Pd)

“Il 21 marzo saremo a manifestare, in modo civile, insieme ai cittadini di Agnone e di tutto l’Alto Molise, per condividere la giusta e legittima richiesta di attenzione per un territorio che rischia di pagare, con la eventuale chiusura dell’ospedale, un prezzo troppo alto. Già in passato – prosegue Paglione – avevamo denunciato la forte ambiguità e lo scarico di responsabilità nell’affrontare l’argomento. Oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che quelle preoccupazioni erano fondate e i chiarimenti richiesti allora, evidentemente, non erano allarmismo ingiustificato, ma la triste presa d’atto di un disegno preciso che  mirava, appunto, allo smantellamento, sia pure graduale, del nostro ospedale. “Il Partito Democratico di Capracotta domenica ci sarà per testimoniare un impegno collettivo in un’azione di resistenza a difesa del diritto alla salute e per scongiurare l’ipotesi di mettere i sigilli al Molise Altissimo. Noi non ci rassegniamo, anzi, riteniamo che sia giunto il momento di pensare, nel processo inevitabile di razionalizzazione, ad un rilancio del ruolo e della funzione del nostro ospedale, facendo valere la specificità del territorio montano altomolisano, anche applicando criteri derogatori. Domenica ci saremo perché la questione è troppo importante e riguarda tutti, nessuno escluso. Ci saremo anche perché nessuno può prendersi il diritto di intonare il de profundis a Agnone e a tutto l’Alto Molise”. Candido Paglione, componente dell’assemblea nazionale Pd.

Giovanni Muccio (Movimento Guerriero Sannita)
Anche il Movimento Regionale del Guerriero Sannita, parteciperà domenica ad Agnone alla manifestazione indetta dai cittadini per la salvaguardia del locale Ospedale, la nostra presenza vuole rappresentare un grido di rabbia e  disperazione per un “Molise che non c’è”.  Un Molise, la cui politica di programmazione negli ultimi anni non ha dato i suoi frutti, ma ha peggiorato una situazione che rende i cittadini non più sicuri del proprio avvenire. Ora si è  arrivati al punto, come tutte le cose, di pagare il conto per non aver saputo programmare, ridimensionamento delle strutture sanitarie, provocata dalla dissennata politica che è sotto gli occhi di tutti; aziende che chiudono sbattendo sul lastrico intere famiglie; mancato sviluppo territoriale, con la conseguenza di una emigrazione di giovani “cervelli” verso altre realtà territoriali, emigrazione che a volte interessano anche i genitori che seguono i figli e tutto ciò conseguenza di un sentito  spopolamento, che comporta inevitabilmente la chiusura di molte attività individuali. Eppure la città Molise, con l’esigua popolazione che ha e le ingenti risorse economiche provenienti dallo Stato e dalla comunità europea, dovrebbe competere a livello di benessere con la Padania e la California e invece siamo sempre quasi i fanalini di coda, è evidente che chi è demandato alla programmazione del nostro territorio non ha saputo dare risposte concrete, per cui il Guerriero Sannita chiede al Presidente della Regione Miche Iorio di rimuovere dall’incarico l’Assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano. Tale richiesta, nelle aziende private è automatico quanto un top manager non raggiunge gli obiettivi prefissati dall’imprenditore, nel pubblico invece  non solo non si applica quasi mai, ma si va a ricercare la collocazione politica di chi chiede tale rimozione, cosa che non appartiene per il momento al nostro Movimento. Per noi Guerrieri Sanniti rappresenta solo la Giustizia Sociale, uno dei valori, che unitamente a quello della solidarietà, sicurezza, rispetto delle norme, meritocrazia e le pari opportunità, emblemi dei valori portanti del Movimento Regionale del Guerriero Sannita. 
Don Francesco Martino (Cappellano P.O. San Francesco Caracciolo)

Anche se non potrò essere presente per un impegno fuori Diocesi, voglio personalmente dare tutta la mia adesione alla manifestazione organizzata dal gruppo : “il Cittadino c’è” di Domenica 21 marzo 2010 per la permanenza del San Francesco Caracciolo: sono costretto a dare la mia semplice adesione personale perché sono stato cordialmente invitato da parte del Vicario Generale della Diocesi di Trivento, Don Domenicantonio Fazioli, a non potermi esprimere come Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi di Trivento e a non usare carta intestata per le mie “esternazioni”. Siccome il mio Vescovo non ha aderito alla manifestazione, e la Chiesa locale non è impegnata in questa manifestazione, la mia vuole essere un’adesione a titolo personale, di vicinanza e solidarietà. Purtroppo nella Chiesa locale di cui faccio parte non c’è una chiara veduta della situazione della nostra zona, e non c’è una comune strategia condivisa in materia.  Cosa di cui prendo serenamente atto e che mi condurrà a prendere le decisioni dovute in merito ad un ruolo di “carta” da me oggi rivestito. Voglio solo invitare tutti a progettare, a programmare il futuro: senza proposta e programmazione che guardi al dilà, rendendosi realisticamente conto delle possibilità e delle realtà, e che sia proposta al commissario Mastrobuono non ci può essere futuro: la battaglia non è nel dire l’Ospedale non si tocca, ma nel chiedere con forza che se si stabilisce che vi devono essere dei servizi, questi devono essere dotati di unità di personale medico, infermieristico e tecnico, presidi tecnici e sanitari, attrezzature adeguate che garantiscano ai cittadini che ne usufruiscono la sicurezza tranquilla e la qualità migliore: non si deve correre il rischio di avere “targhette” dietro cui non vi è nulla, o si rischia la massima pericolosità per carenza di personale, attrezzature e presidi necessari!  Inoltre, il sottoscritto è a conoscenza che nell’anno 2009 sono state pagate fatture inerenti il nuovo Ospedale di Agnone alle ditte che ancora lì hanno mezzi e macchinari per circa un milione di euro: ciò appurato in una discussione con un funzionario dell’ASREM che credeva che si stava ancora costruendo il nuovo Ospedale! Questo spreco va immediatamente denunciato, perché il Commissario Mastrobuono verifichi la situazione e tagli subito già questo primo spreco, che significa il primo milione di euro risparmiato! Invito la classe politica, in primis i Sindaci,  a non essere miope, ma a unirsi, in una riunione congiunta in cui venga finalmente fuori un Piano Sanitario Territoriale comune per l’intera montagna degli ex distretti di Agnone, Frosolone e Trivento, in cui il San Francesco Caracciolo e le altre strutture territoriali-ospedaliere possano avere piena cittadinanza e sicurezza di risorse ed investimenti.

Antonio Vincenzo Monaco (Sindaco di Capracotta)
Grazie all’impegno ed alla tenacia di un gruppo di cittadini agnonesi c’è stato finalmente un forte sussulto su un problema di grande interesse sociale e sanitario, il Caracciolo di Agnone. E grazie a questi cittadini che si è scoperchiato qualcosa che  si è tenuto in sordina, cioè un forte ridimensionamento dell’Ospedale di Agnone. Perché è di questo che si tratta. Questo,  fondatamente, è il destino del nosocomio alto molisano. Dico fondatamente perché dalle tante dichiarazioni rese da importanti esponenti politici regionali non traspare più quella sicurezza ostentata nel passato quando si appalesava l’idea che l’ospedale di Agnone non sarebbe stato interessato da tagli o altri interventi. Le cose oggi sono cambiate, con la sanità commissariata, con il deficit accumulato percentualmente tra i più alti d’Italia arriverà la mannaia dei tagli e l’ospedale verrà ridotto a semplice poliambulatorio.
Ma l’Altissimo Molise è ormai assillato da tantissimi problemi, e l’Ospedale rappresenta quello più emblematico. Per questo ritengo opportuno fare qualche altra riflessione su quello che si prospetta per il nostro futuro se non ci sarà un cambio di rotta; se non sarà prestata la dovuta attenzione alle numerose problematiche che interessano vasti settori dell’economia locale e che si riflettono sul tessuto sociale.
La soppressione di classi e il loro accorpamento in pluriclassi sono lo spauracchio quotidiano delle nostre famiglie e rappresentano l’ennesimo stimolo a lasciare i piccoli Comuni verso i centri più popolati. L’edilizia scolastica interessata dalle vaste problematiche legate alla sicurezza degli Istituti scolastici è diventata oggetto di interventi solo per i grossi centri e se sono fondate le proposte avanzate dall’amministrazione provinciale di Isernia di creare un polo scolastico a Isernia per gli Istituti di istruzioni di secondo grado, questo vuol dire decretare la fine degli altri istituti di pari grado che operano negli altri centri provinciali perché gli studenti saranno dirottati tutti verso il capoluogo di provincia, con un ulteriore e sicuro spopolamento delle aree interne.
L’incuria e la totale assenza di interventi di manutenzione stradale hanno reso la viabilità quasi impraticabile, in particolare quella di competenza provinciale che necessita di immediati ed improcrastinabili interventi per dare minimi standard di sicurezza. Quanto alla grande viabilità si ricorda, a titolo di esempio,  che per la fondovalle Verrino ci sono voluti venti anni per programmare un tratto di strada e non si prevede nulla per il futuro.
I servizi sociali sul territorio con il Piano Sociale di Zona rispetto al passato sono peggiorati e gravano anche sulle tasche degli assistiti con l’introduzione della quota a carico degli utenti.
Il sistema economico, in particolare i settori industriali, commerciali e agricoli, vivono una crisi  che viene da lontano, che è aggravata dalla pessima congiuntura nazionale ed internazionale. A ciò si aggiunge la carenza di infrastrutture da sempre lamentata senza ricevere adeguate risposte.
Il turismo, aspetto economico vitale per l’altissimo Molise, non riesce ad esprimere tutte le potenzialità e va avanti solo grazie alle iniziative di qualche imprenditore; manca una attività di promozione costante;  le risorse a disposizione per questi interventi sono così risicate che non consentono efficaci operazioni di marketing.
In questo quadro occorre fare attente riflessioni in un confronto tra le istituzioni nella speranza che si cominci a parlare di “programmazione”, parola sconosciuta, la cui carenza ha portato alla situazione di stallo che interessa l’altissimo Molise.  La speranza è che la manifestazione di domenica prossima sia un primo passo per mettere in atto una vera e propria vertenza per non morire.
 

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  1. Il 27 ottobre 2007 inviai alla Stampa locale una mia riflessione dal titolo:”” SPOPOLAMENTO DELL’ALTO MOLISE: RICHIAMO ALLA LEGALITA’ e TRASPARENZA E RUOLO DEI GIOVANI “”

    Oggi, a distanza di due anni e mezzo circa, l’argomento che allora trattavo è – drammaticamente – attuale !

    Domenica ad Agnone , come tanti anni fa per “ La vertenza per non morire” , si ripete il copione con la manifestazione in difesa dell’Ospedale Civile ( non posso esimermi di ricordare per questa “ Istituzione “ l’opera, l’impegno e la passione profusi dal compianto, indimenticabile Senatore Remo Sammartino ) , ultimo baluardo per una lenta e inesorabile desertificazione del territorio dell’altissimo Molise.

    Non voglio aggiungere altro, basta riprendere quello che allora scrivevo :
    ””””
    Ho espresso , in data 21 c.m., pubblicata su codesto giornale il 25.10.07, la mia prima riflessione circa lo spopolamento dell’Altissimo Molise collegandolo a qualche aspetto di ” mala gestio” della cosa pubblica.

    Dopo aver letto subito dopo l’accorata denuncia – appello del Direttore della Pastorale Sanitaria della Curia Vescovile di Trivento Don Francesco Martino, sempre vigile ed attento a queste problematiche, la conferma e la consapevolezza che l’ abbondono e la desertificazione del territorio Diocesano e dell’Agnonese in particolare si fanno seri e concreti anche per il paventato ridimensionamento dell’Ospedale di Agnone ( è pur vero che il Piano Regionale sanitario è stato approvato solo in Giunta e credo possano esserci ancora margini di discussione in sede di Commissione prima e di Consiglio regionale dopo, anche se i comunicati stampa dell’Assessore Avv.Franco Giorgio Marinelli e dell’Assessore al ramo Dott.Ulisse Di Giacomo, con motivazioni opposte, lasciano poca speranza).
    E allora qualche altra riflessione, nella mia qualità di Consigliere del Comune di Castelverrino e della Comunità Montana “Alto Molise” di Agnone e nell’interesse dei cittadini, mi permetto di fare anche e soprattutto alla luce delle dichiarazioni del 20 ottobre 2007 resi da Antonio Sciulli che si presenta come Direttore di Zona della relativa ASL (Azienda Sanitaria).
    Ritengo che il rispetto della legalità e della trasparenza sono propedeutiche ad ogni tipo di iniziativa………………………………………………………….

    Certo una prima risposta ( negativa ) all’ottimismo e alle assicurazioni di prossima ultimazione del nuovo Ospedale ( pensate iniziato circa 20 anni fa!) sta proprio nel Piano Regionale Sanitario approvato dalla Giunta Regionale e che, per stessa lodevole sincerità ed ammissione dell’autorevole componente Avv. Franco Giorgio Marinelli, dichiaratosi contrario,contiene una sensibile riduzione dei posti letti ( in aggiunta a quella già fatta) del Presidio Ospedaliero di Agnone.
    E la domanda che il più semplice ed umile cittadino si pone in questo momento, mi sembra alquanto scontata: ma se si vuole ridimensionare, razionalizzate, diversificare ( aggettivo usato dall’Assessore Di Giacomo) o come dir si voglia , l’esistente, può essere attendibile e soprattutto fattibile la realizzazione di un nuovo Centro Ospedaliero?
    Circa l’esistente ( mi riferisco allo scheletro di quello che dovrebbe essere il nuovo nosocomio) è illuminante la dichiarazione (confessione) resa dall’interessato Sciulli , nel senso che :
    ………………………………
    D) “Ritenere, infine, il nuovo “Caracciolo” “una” cattedrale nel deserto” è inesatto ed ingiusto. Innanzitutto le sue dimensioni non sono affatto da “cattedrale” bensì da moderna e polifunzionale struttura sanitaria progettata secondo i moderni standard qualitativi, per i quali – continuo ad essere convinto – i cittadini della nostra Zona hanno diritto analogamente ai residenti di qualsiasi altra zona o Regione.” .
    Mi si permetta di far notare che il concetto di cattedrale non si riferisce né all’estetica né al culto, ma più semplicemente alla sproporzione e alla cattiva gestione, cose queste già evidenziate da una Commissione di inchiesta del Senato nel 2000, come si può leggere anche nel citato articolo del giorno 6 ottobre 2007.
    Detto per inciso, ogni volta che si parla di commissione di inchiesta, assistiamo alla miserevole scena di tanta gente, che fa la brutta figura di negare l’evidenza, e di scappare a nascondersi da ogni parte, quasi come ladri davanti ai fari della polizia.
    Inoltre, è bene puntualizzare che la progettazione ospedaliera risalente ad oltre venti anni addietro è ormai obsoleta e necessiterebbe di altre ingenti somme di denaro, attualmente forse inesistenti nella Regione Molise che si è indebitata ( ha indebitato noi cittadini !) di tutto e di più, e darebbe luogo alla nascita (in futuro) di un’opera già vecchia (in passato).
    E, a circa un chilometro dallo scheletro dell’ospedale, c’è un’altra serie di scheletri costituita dai piloni del ponte della variante Istonia, tra Agnone e Belmonte del Sannio, che da oltre quindici anni gridano al cielo vendetta contro coloro che spendono inutile denaro, promettono lavoro, e si dimenticano del loro completamento.
    La Provincia, titolare di quel cimitero, nulla dice, e intanto ha messo a Staffoli un cippo celebrativo per inaugurare la cosiddetta e malfamata “curva elettorale” .
    Le scuole si chiudono per mancanza di alunni, gli uffici postali si chiudono o funzionano a giorni alterni, le vere botteghe artigiane sono scomparse e riappaiono fittizie in qualche notte estiva per occasionali turisti , i piccoli esercizi commerciali chiudono, l’economia langue, tutti si dolgono dello spopolamento, e quei pochi che sono rimasti si riuniscono in continue assemblee (per carità tutte iniziative apprezzabili, come apprezzabile ed opportuna è stata il Consiglio comunale monotematico di Capracotta ) nella flebile speranza di qualche rimedio, e intanto nelle nostre spente contrade vengono a presentarsi personaggi, con la lingua politichese, e con le promesse di quantità di denaro, prima mai vista e neppure sognata, e così via.
    Questi casi, dobbiamo ammetterlo, sono alcuni dei tanti occulti padri dello spopolamento dell’Alto Molise.
    I responsabili fingono di non capire, e si nascondono ancora dietro parole, parole, parole, fritte altrove e distribuite alla platea locale, non solo nelle campagne elettorali.
    Personalmente ritengo che i cittadini hanno ben compreso il gioco, e sanno bene che fino a quando il denaro pubblico è impiegato, per fini clientelari e propagandistici, e quello che resta viene speso male, in modo non produttivo, mancano le speranze di sviluppo e di riequilibrio territoriale, e aumenta lo spopolamento.
    Che, fino a quando stanno in giro tanti furbetti e pifferai della politica nostrana che la vedono e la esercitano non come servizio per il cittadino ma come tornaconto personale, per l’ Altissimo Molise, alla “ vertenza per non morire” ,che fu lodevole, molto partecipata e sentita, ma haimè inascoltata, farà seguito il ”deprofundis ” e l’irrevocabile sentenza per i nostri figli e per i nostri giovani di continuare a fare le valige!.

    Per invertire questa sciagurata tendenza, è necessario abbandonare gli sterili campanilismi, gli arrivismi, gli egoismi, le dispute e le prevaricazioni e all’unisono tutte le forze sociali, sindacali, imprenditoriali, ecclesiastiche, l’associazionismo, il volontariato e “ uomini e donne” di buona volontà devono progettare un modello di sviluppo condiviso, appropriato e possibile per l’intera area.

    Io, come altri che credono ancora nella giustizia e nella legalità, nell’accezione più alta del termine, rivolgo nuovamente l’invito affinché nessuno si scoraggi e ciascuno, nella sua sfera di competenza, opponga prima di tutto resistenza alla “mala gestio” , e poi lotti per il rispetto di quei valori di onestà e di trasparenza essenziali per la vita di un popolo.

    Giovani, non arrendetevi, impegnatevi attivamente per essere protagonisti e padroni del vostro avvenire e del mondo che vi appartiene! Mai come adesso l’ incoraggiamento pronunciato, nella storica visita ad Agnone il 19.3.1995,dal Santo Padre Giovanni Paolo II “ Non arrendetevi davanti ai gravi problemi del momento, non rinunciate a progettare il vostro futuro”, è così appropriato.
    Io, non più giovane, sarò dalla vostra parte.
    Albino Iacovone, Consigliere comunale di Castelverrino e della Comunità Montana”Alto Molise” di Agnone. “”””

    Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti.
    Albino Iacovone

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