Iorio rinnova la fiducia a Vitagliano
Il Presidente della Giunta Regionale critica la mozione di Pd e Costruire Democrazia e non revoca le deleghe. Romano “C’è aria da fine Impero”
“L’Assessore Vitagliano gode della fiducia della Giunta e della maggioranza”. Così Michele Iorio respinge la l’iniziativa del Pd e del Consigliere Romano i quali hanno chiesto la revoca delle deleghe affidate a Vitagliano, attribuendo all’assessore alla programmazione e al bilancio tutte le responsabilità per il fallimento del pacchetto anticrisi. A tal fine Pd e Romano hanno presentato una Mozione che dovrà essere discussa in Consiglio Regionale. Nel frattempo scende in campo Iorio in difesa di Vitagliano. “Finalmente il PD ha trovato un suo leader, si tratta del giovane Massimo Romano, che per costruire una migliore democrazia, non ha trovato di meglio che cambiare in un mese e mezzo tre partiti – afferma Iorio – Un leader che ormai detta i tempi e i modi dell’opposizione in Consiglio Regionale. Il sistema è quello dell’inquisitore e l’attività prevalente è quella di denigrare e diffamare senza alcun ritegno gli avversari politici. Questa volta nel mirino è entrato l’Assessore Vitagliano, reo di aver attivato il pacchetto anticrisi senza ottenere reali risultati. La verità, ovviamente, è completamente diversa, e lo sostengono sia le associazioni di categoria che il partenariato sociale e datoriale, che proprio recentemente hanno confermato la loro condivisione delle misure anticrisi del Governo regionale. Gli operatori economici sono, per quanto mi riguarda, gli indicatori più attendibili della bontà di queste misure, rispetto alla voglia di protagonismo e di strumentalizzazione politica che una parte dell’opposizione ha messo in atto in questi giorni. Il Pacchetto anticrisi – prosegue Iorio – è stato condiviso dall’intero Governo regionale e dalla maggioranza consiliare, e rappresenta una scelta fondamentale di politica economica di questa Regione. Le iniziative anticrisi si concretizzano in una serie di misure che già stanno dando frutti positivi e che in futuro, ne sono certo, creeranno crescita e sviluppo economico diffuso e duraturo. Assolutamente incongruo e da respingere è, poi, la pretesa di rimuovere la delega alla Programmazione e Bilancio all’Assessore Vitagliano che, invece, gode pienamente non solo della mia fiducia, ma anche di quella di tutta la Giunta e della maggioranza consiliare. Rilevo – prosegue ancora Iorio – su questo fronte che ancora una volta in Consiglio Regionale c’è purtroppo chi si dedica più a perdere tempo che a costruire. Sul rapporto Regione Molise e FinMolise, non credo di dover accettare da Romano lezioni sulla trasparenza e sulla correttezza. Men che meno sono accettabili le illazioni sulla trasformazione della Finmolise in società in house della Regione. Una trasformazione – afferma Iorio – che contrariamente a quanto asserisce Romano, darà nuova spinta e sostegno finanziario all’economia dell’intero Molise. Registro, infine, con positività che questa volta pare ci sia finalmente una proposta alternativa che dovrebbe essere presentata ufficialmente sull’utilizzo dei fondi dedicati al pacchetto anticrisi. Pare, infatti, che se pur con notevole e vistoso ritardo rispetto all’inizio della crisi, i sottoscrittori della mozione riguardante Vitagliano e la FinMolise metteranno per iscritto cosa avrebbero fatto loro rispetto a queste problematiche se fossero stati al governo. Sarò curioso di verificare – conclude Iorio – la bontà delle loro idee e sarò pronto a raccoglierne le indicazione costruttive”.
Romano replica a Iorio: “C’è aria da fine Impero”
Non si è fatta attendere la replica del Consigliere regionale Massimo Romano. Ecco il testo integrale della nota inviata alla stampa.
“Preliminarmente: non sono iscritto al Partito democratico, che in Molise un leader ce l’ha e si chiama Danilo Leva, eletto solo pochi mesi fa alle primarie a cui hanno partecipato oltre 16 mila molisani. Io sono iscritto e presiedo un movimento politico che si chiama Costruire democrazia e provo a svolgere la mia attività istituzionale con serietà e senso delle istituzioni nell’interesse dei cittadini molisani. Ho lasciato Italia dei Valori ed Antonio Di Pietro, in un momento peraltro di crescita vertiginosa per quel partito a livello nazionale e regionale a cui modestamente in Molise credo di aver contribuito, quando ho registrato che su troppi argomenti le posizioni dell’IdV di Di Pietro apparivano, palesemente o tacitamente, molto diverse dalle mie e paradossalmente non così dissimili dalle Sue. Penso alla maxi operazione immobiliare e di cementificazione che si sta abbattendo su Campobasso, penso all’atteggiamento “diversamente concorde” sulla Turbogas di Termoli, penso alla latitanza di IdV sulla maxi operazione finanziaria che state conducendo sullo Zuccherificio di Termoli, penso anche a gigantesche operazioni energetiche che si stanno conducendo sulla “via” della dorsale del Trigno, a partire da Mafalda.
Su questi temi, che riguardano la gestione di gigantesche risorse pubbliche, il rispetto dei principi di legalità e di trasparenza dell’azione amministrativa, la salute dei cittadini, lo sviluppo del territorio, il rispetto dell’ambiente, ho svolto e continuerò a svolgere il mio mandato istituzionale di Consigliere regionale, di minoranza, con buona pace di quanti preferirebbero che seguissi l’esempio dei colleghi che, eletti in minoranza, hanno preferito esercitarsi in una discutibile transumanza verso i banchi della maggioranza, ingrossando le file del “partito del presidente” a colpi di assessorati, presidenze di commissioni permanenti o speciali e consulenze varie.
Se, al contrario, Lei ritiene che la mia attività politica ed istituzionale sia lesiva della sua persona, al punto che non ha esitato a definirla, forse po’ frettolosamente, “di inquisizione”, addirittura esercitata con una “attività prevalente di denigrazione e diffamazione” ai suoi danni, La autorizzo sin da subito a portare tutte le carte in tribunale affinchè possa essere tutelato e il sottoscritto perseguito.
Per venire alle misure anticrisi, continuo a credere che si sia trattato di un fallimento totale: a distanza di 15 mesi, 50 Milioni di euro affidati direttamente e senza gara pubblica a Fin Molise spa, con due sole imprese che vi hanno avuto accesso, pur a fronte di una emergenza drammatica di impossibilità di accesso al credito, denunciata da tutte le organizzazioni del partenariato, che sta massacrando il sistema produttivo della Regione. Quelle stesse organizzazioni che si sono ben guardate dal firmare il comunicato stampa di apprezzamento diffuso a conclusione dell’incontro che si è tenuto il 12 marzo scorso presso la sfarzosa sede di via Genova (quella con ben due cucine manco fosse un hotel…) e che infatti è stato inviato dal diretto interessato, l’assessore Vitagliano, e non risulta rechi alcuna firma in calce di alcuna organizzazione, se non quelle degli assessori regionali Fusco e Marinelli.
In Molise c’è aria di fine impero: è un vento nuovo ancorché preoccupante che soffia da Agnone, dove domani si svolgerà una manifestazione in difesa dell’ospedale Caracciolo, a Monteverde di Bojano, sede di una delle più grandi industrie molisane, passando per la sede dello Zuccherificio di Termoli, per Larino fino a via Sant’Antonio Abate a Campobasso. E’ un sistema di potere che regge da molti, troppi anni e che ormai è entrato in sofferenza perché non ha risposto ad alcuna aspettativa di sviluppo economico e sociale pur a fronte di una quantità di risorse finanziarie pubbliche che Lei ha gestito in larghissima parte con poteri monocratici.
Lei ha mentito al Consiglio regionale e ai molisani sulla sede cipriota del proprietario del nuovo socio privato dello Zuccherificio, ha impedito l’approvazione della legge regionale contro il nucleare e lasciato decorrere i termini per il ricorso avverso la legge 99/09 innanzi alla Corte Costituzionale, ha avallato l’istituzione di inutili e costose commissioni speciali per tenere insieme una maggioranza sempre più silenziosa che ormai declina anche le sue richieste pubbliche di SOS, ha istituito la centrale di committenza in capo alla società Molise Dati spa, sta continuando ad approvare i PAI con le risorse del FAS 2007/2013 senza il minimo coinvolgimento del Consiglio regionale che è l’organo titolare del potere di programmazione di quelle risorse, del bando pubblico per la scelta del partner privato per la nave della società LTM spa neanche l’ombra, la sanità regionale produce un disavanzo annuo superiore ai cento milioni di euro senza che nessun provvedimento di riorganizzazione sia stato adottato e per questo tra 8 giorni il Governo centrale probabilmente disporrà l’aumento automatico delle tasse regionali fino a copertura totale del disavanzo non coperto, la ricostruzione è ferma al palo e i provvedimenti di definanziamento delle opere pubbliche finanziate dall’allora Ministro Di Pietro, peraltro in molti casi già appaltate, per finanziare la “classe A” serviranno a ben poco.
Inoltre, pur a fronte della straordinaria congiuntura politica che da due anni vede in campo una filiera istituzionale perfetta tra Regione Molise e Governo dello stesso colore politico, e pur a fronte del fatto che per la seconda volta (2006 e 2008) Lei ha acconsentito che Forza Italia prima e il PdL poi privassero il Molise di un rappresentante parlamentare molisano per lasciare che i molisani eleggessero, in luogo di De Matteis e Pallante, la Biancofiore prima e Berlusconi stesso poi, dal Governo di Roma mi sembra che il Molise abbia avuto solo schiaffi: dal defininziamento dell’autostrada alla scelta di Termoli quale sede per l’installazione della centrale nucleare, dall’assenza di qualsiasi finanziamento per la ricostruzione da oltre due anni alla sottrazione delle risorse per lo Zuccherificio che il Ministro Zaia aveva promessa e che il Consiglio dei Ministri proprio l’altro ieri ha cancellato. Mi pare che a fronte di questo lazzaretto, una riflessione politica si imponga come impellente e improcrastinabile. Di questi temi, non di altri, vorrei potermi confrontare con il Presidente della mia Regione, se possibile in Consiglio regionale e non solo sui giornali. Le polemiche personali le respingo al mittente perchè non credo interessino proprio nessuno”. – Massimo Romano.

















