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Tonino Perna: “Chiarezza sulle vicende del Gruppo It Holding”

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L’ex presidente scrive alla stampa e smentisce alcuni dati riportati in questi mesi a partire dalle dimensione del debito


In una nota inviata alla stampa, Tonino Perna, ex presidente di It Holding, affronta alcuni punti fondamentali della vicenda che interessa le prospettive della Ittierre e delle altre aziende del Gruppo. Perna ritiene giunto il momento di fare chiarezza, poiché i dati riportati in questi mesi dalla stampa sono approssimativi ed erronei. Ad esempio, in merito al deficit del Gruppo,  Perna smentisce il buco di un miliardo di euro. Così come smentisce “che prima della richiesta dell’intervento della legge Marzano siano stati avviati contatti con “Gruppi Amici”, per “parcheggiare alcuni marchi di IT Holding”. Ma ecco il testo integrale della nota inviata alla stampa
“Con riferimento ad alcune notizie giornalistiche pubblicate in questi mesi ed afferenti il gruppo IT Holding, dallo scrivente presieduto fino alla sua ammissione alla procedura straordinaria ex legge Marzano, attesa la approssimazione ed erroneità dei dati ivi riportati, si sente la necessità di cominciare a riportare le cose nel loro ordine corretto, attraverso una giusta informazione.

1. Il contratto di finanziamento con la banca francese Natixis era stato sottoscritto, era perfettamente valido ed efficace e nessuna comunicazione di recesso, sospensione, risoluzione era mai stata effettuata dalla banca stessa; di conseguenza, l’informativa contenuta nel comunicato stampa del 27 agosto 2008, che accompagnava la semestrale (e non nel bilancio, per la precisione) era assolutamente corrispondente al vero;
2. Il programma di cartolarizzazione con Calyon non è mai stato sospeso ma esso è solo arrivato alla sua naturale conclusione nel luglio 2008; della conclusione del programma era stata data piena e corretta comunicazione al mercato;
3. Anche della richiesta di rinvio del pagamento della rata di rimborso del finanziamento a medio termine, capofilato da Banca Intesa è stata data corretta e piena comunicazione al mercato; infatti, nel novembre del 2008 il rating della IT Holding era stato declassato, proprio in collegamento con il mancato rimborso di questa rata di finanziamento e anche di tale declassamento era stata data informativa al mercato;
4. E’ falso che  la procedura straordinaria avrebbe fatto emergere, come sostenuto da diversi organi di informazione in questi mesi,  “un buco di oltre un miliardo”; al di là della atecnicità dell’espressione, se ci si riferisce al passivo del gruppo, i debiti consolidati della IT Holding (compresivi di indebitamento finanziario ed esposizione nei confronti dei fornitori) erano largamente inferiori (circa la metà, per un gruppo i cui ricavi, prima della procedura, erano intorno ai 600 milioni di Euro); l’importo di un miliardo, diffuso (per ragioni che si sospettano ma non si conoscono) dagli organi della procedura, fa riferimento alla somma aritmetica delle insinuazioni al passivo delle singole società coinvolte e comprende anche i debiti della controllante, non quotata, PA Investments (circa 150 milioni di Euro), oltre alle posizioni cosiddette “infragruppo”; basti considerare, al riguardo, che il credito dei bond holders, di 180 milioni, è insinuato per lo stesso importo nel passivo di ognuna delle società garanti (quattro in tutto) e quindi risulta ripetuto quattro volte nel calcolo del passivo della procedura; l’espressione “buco”, che di solito si riferisce agli “ammanchi”, agli attivi che non si trovano, alla cassa che sparisce, è pertanto priva di qualsiasi fondamento nel caso di specie;
5. E’ falso che prima della richiesta dell’intervento della legge Marzano siano stati avviati contatti con “Gruppi Amici”, per “parcheggiare alcuni marchi di IT Holding”; è vero, invece, che proprio allo scopo di ridurre l’indebitamento della controllante, ritenuto ostacolo da parte delle banche finanziatrici alla rinnovazione dei crediti circolanti (atteso soprattutto il particolare periodo di crisi internazionale), si era tentato di cedere gran parte della proprietà del gruppo a soggetti investitori seri, che già avevano investito nel mondo del tessile e della moda italiani.
Questi sono solo alcuni dati che riteniamo opportuno vengano utilizzati dagli organi di informazione affinché, in occasione della pubblicazione di notizie riguardanti le vicende in argomento, vengano tenuti in stretta considerazione per una corretta informazione”
- Tonino Perna

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