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Bonomolo: “Sulla sanità occorre un’operazione verità”

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Il Consigliere regionale chiede chiarezza sui bilanci. “Tagliare consulenze e sprechi, non i servizi ai cittadini”

 Riceviamo e pubblichiamo

“Esprimendo solidarietà ai cittadini, ai comitati, alle associazioni ed ai lavoratori che, in questi giorni, sono scesi in piazza contro i tagli previsti presso le strutture ospedaliere molisane, ritengo sia, però, doveroso (per via della carica istituzionale che ricopro) suggerire proposte credibili che da una parte mettano in luce le metastasi che hanno avvolto il sistema sanitario regionale e che dall’altra salvaguardino i livelli essenziali di assistenza, faticosamente conquistati negli anni dalle popolazioni delle aree interne e montane. Il tempo a disposizione è poco. Per salvare il sistema sanitario regionale occorre una operazione verità che metta in luce gli sprechi che hanno causato il commissariamento da parte dei ministeri competenti. Da tempo il dibattito sulla sanità in Consiglio Regionale è bloccato, nonostante i continui rilievi da parte della Corte dei Conti. In questo senso ho provveduto a denunciare pubblicamente l’immobilismo della Commissione Sanità nonché l’inutilità della Commissione per la verifica del debito sanitario tanto da farmi decidere di dimettermi dalla stessa! Di fatto il Consiglio Regionale è stato esautorato nei suoi compiti di analisi e di verifica in materia sanitaria, prima da parte della Giunta Regionale ed ora dal commissario ministeriale.
In proposito la Corte dei Conti, per l’ennesima volta, il 9 febbraio scorso con deliberazione n.22, analizzando il bilancio di esercizio 2008 dell’Asrem, ha evidenziato come occorra una manovra di contenimento dei costi pari a 91 milioni di euro per garantire l’equilibrio economico per l’anno 2009. Tra le cause evidenziate – scrive la Corte dei Conti – vi è “il cattivo funzionamento e la scarsa effettività dei controlli interni, quali il controllo di gestione della correlata rilevazione dei costi soprattutto, quelli di regolarità amministrativa e contabile”.
“Per converso – afferma la Corte dei Conti – occorrerebbe recuperare margini di autonomia e di indipendenza che consentirebbero di esaltare le funzioni specifiche svolte nell’esclusivo interesse dell’ente, articolate nella verifica contabile, nella vigilanza e controllo di legalità, ma che assumono anche aspetti della segnalazione e denuncia delle irregolarità ravvisate.” L’inadempienza di queste pratiche, ricorda la Corte dei Conti, rivolgendosi sia al Consiglio Regionale che all’Autorità giudiziaria, è ben chiara. “L’inosservanza – si legge nella sentenza n.22/2010 – con dolo o colpa grave, può configurare specifica responsabilità amministrativa in via solidale o per danno arrecato all’ente pubblico o addirittura prevedere, nei casi più gravi, un più severo corredo sanzionatorio di diverso profilo penale (art. 357 – 328 C.P.)”.
Una responsabilità, che travalica dunque, le scelte politiche (come sottolinea la Corte dei Conti) in quanto  non è stato applicato il potere – dovere di vigilanza che, di norma, spetta alla Regione. Alla luce di quanto esposto ritengo opportuno un maggiore impegno del Consiglio Regionale verso una verifica concreta sulle cause che hanno determinato la crisi finanziaria del SSR, agendo sui bilanci della sanità regionale, denunciando ed agendo sugli sprechi e le spese non necessarie, tentando di garantire nel tempo i servizi sanitari sull’intero territorio molisano. Ancora una volta rivolgo questo accorato appello ai responsabili regionali, e sarei oltremodo grato ai colleghi tutti se questa volta ci fosse una maggiore e magari definitiva attenzione.”

Michelangelo Bonomolo – Consigliere regionale (Comunisti – Sinistra Popolare)

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