Confesercenti: “Dalla crisi risvolti sociali devastanti”
Lamentato il difficile accesso al credito. ”No all’unificazione delle Camere di commercio di Isernia e Campobasso”
La Confesercenti del Molise è preoccupa per la crisi economica che investe la Regione dove il numero dei cassintegrati è salito secondo la media nazionale e moltissime piccole imprese hanno chiuso la loro attività. A tal proposito il direttore regionale della Confesercenti Graziano D’Agostino ritiene che la situazione sia allarmante, e lo ha scritto all’assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano. D’Agostino indica la posizione di Confesercenti sulle misure anticrisi messe in atto dal Governo Regionale, discusse nel tavolo di concertazione con le Organizzazioni sindacali e con le parti sociali. “Assistiamo - sostiene D’Agostino- ad una crisi del settore produttivo che investe non solo la grande impresa molisana, ma anche e soprattutto la piccola e media impresa, crisi che ha risvolti sociali ed economici devastanti. Per l’occupazione, con calo dei consumi, stagnazione degli investimenti, riduzione notevole dei ricavi, paralisi dell’accesso al credito. E maggiormente per le piccole e medie imprese, condizioni che portano ogni giorno a fallimenti, chiusure, quindi a perdite di posti di lavoro”. Detto ciò secondo D’Agostino va dato merito al Governo Regionale, per l’attuazione di misure previste a sostegno del mondo produttivo, ma al riguardo rimarca le difficoltà che le piccole e medie imprese hanno nell’accesso al credito. “Difatti gli Istituti di Credito oggi più che mai non concedono finanziamenti, non investono nelle Imprese presenti sul territorio- afferma D’Agostino – ma attuano sempre più misure restrittive nella gestione del credito, condizione penalizzante che paralizza persino la gestione ordinaria delle aziende”. Dunque secondo D’Agostino sono necessarie misure forti, concrete e certe nei confronti degli Istituti di Credito, affinché investano nelle imprese per la ripresa produttiva sul territorio. “La Delibera della Giunta Regionale n. 812/2009 riguardante le garanzie dirette e controgaranzie su finanziamenti alla P.M.I finalizzati alla realizzazione di nuovi investimenti e al consolidamento dei debiti a breve e medio termine – prosegue D’Agostino - trova giusta applicazione in un momento di difficoltà, ma i presupposti fissati dal regolamento d’intervento da parte della FINMOLISE S.p.a. esclude all’accesso gran parte delle piccole e medie imprese, che non hanno i giusti parametri, e che non possono essere certi quelli fissati dalle regole di Basilea neppure dalle Direttive Europee, non consone alle esigenze del Molise”.
“No all’unificazione delle Camere di commercio di Isernia e Campobasso”
A questa situazione di crisi economica e difficoltà di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese molisane si aggiunge il ventilato accorpamento della sede della Camera di Commercio di Isernia cin quella di Campobasso. Una scelta non condivisa dalla Confesercenti. “In un momento di riforma dell’intero sistema camerale, di recente sancito con la rimodulazione della legge 580 del 2001 – si afferma in una nota della direzione regionale della Confesercenti – cancellare la presenza della Camera di Commercio nella Provincia di Isernia, sarebbe un passo folle e frettoloso, non rispettoso delle esigenze delle imprese presenti sul territorio e non giustificato, poiché il Bilancio dell’Ente risulta non deficitario ma solo alimentato dal Fondo Nazionale di Perequazione, come altre 46 Camere di Commercio Italiane”. A dire della direzione regionale della Cnesercenti la presenza della Camera di Commercio maggiormente nelle piccole realtà ad alta densità di piccole imprese, è da supporto, serve ad indirizzare e sviluppare la crescita delle Aziende collocate in una particolare realtà. “E’ certo – conclude la nota – che se vi deve essere un percorso di unificazione, dettato da un criterio nazionale, dovrà essere un percorso ragionato nel tempo e partorito per volontà del nuovo organo amministrativo in fase di ricostituzione”.

















