Crisi occupazionale, Cuzzone e Sorbo invitano la Regione ad attivarsi
Sollecitata una posizione chiara su tre questioni aperte: Manuli di Pozzilli, Geomeccanica di Venafro e Consorzio di Bonifica
Sinistra Ecologia Libertà chiede che la Regione assuma una posizione chiara in merito alle situazioni di crisi che investono la Manuli di Pozzilli, la Geomeccanica di Venafro e il Consorzio di Bonifica. “L’emergenza occupazionale nel territorio della nostra provincia va assumendo giorno dopo giorno dimensioni sempre più drammatiche – affermano Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, consiglieri provinciale di Isernia di Sel – In questa fase i lavoratori non vanno lasciati soli. In particolare negli ultimi giorni ci sono almeno tre situazioni che richiedono l’intervento deciso delle istituzioni e di tutte le forze politiche. Ci riferiamo alla vertenza della Manuli di Pozzilli, dove i lavoratori vedono preclusa ogni possibilità di confronto serio con l’azienda con il rischio sempre più concreto di perdere definitivamente il posto, alla fase di stallo relativa alla vicenda della Geomeccanica di Venafro e alle legittime rivendicazioni dei 22 padri di famiglia che lavorano per il Consorzio di bonifica di Venafro”. Per quanto riguarda la vicenda della Manuli a dire di Sorbo e Cuzzone è necessario che le forze politiche e le istituzioni facciano sentire la propria vicinanza ai lavoratori con iniziative concrete che inducano i vertici aziendali a rivedere le decisioni prese.
“In relazione alla vicenda della Geomeccanica, dopo le promesse e gli impegni assunti, i lavoratori sono stati lasciati soli – affermano Sorbo e Cuzzone - Sia la Regione, sia la Provincia, sia il Comune di Venafro – che si sono espressi a sostegno dei lavoratori – sono praticamente usciti di scena nel momento cruciale, quando cioè si doveva concludere la trattativa con il nuovo potenziale acquirente. Così a distanza di alcuni mesi dai proclami e dalle belle parole, i lavoratori della Geomeccanica ancora non conoscono quale sarà il loro futuro”. Pertanto Sorbo e Cuzzone sollecita la Regione a farsi parte attiva affinché le trattative in corso vadano a buon fine consentendo all’azienda venafrana di riprendere la produzione. “La Regione, che pure aveva preso impegni precisi attraverso alcuni suoi assessori – prosegue la nota di Sorbo e Cuzzone – non può limitarsi a fare da spettatore e a “sbrigare” le pratiche “burocratiche” per l’erogazione degli ammortizzatori sociali, anche in considerazione del fatto che detiene il 35% delle azioni dell’azienda venafrana. In questo momento particolare serve un intervento forte che consenta di arrivare ad una soluzione che sembrava vicina e possibile e che invece si è di fatto impantanata per motivi che ancora oggi ci sfuggono”. Esiste, poi, la questione degli operai del Consorzio di bonifica, che vedono a rischio il loro salario a causa del taglio dei fondi che la Regione ha trasferito all’ente consortile. “Anche in questo caso la Regione deve prendere una posizione chiara – affermano Sorbo e Cuzzone -. Se ritiene che questi enti debbano continuare ad esistere, allora deve metterli in condizione di operare e di lavorare trasferendo i fondi necessari ed adeguati in modo che possano rendere un servizio alla collettività e garantire l’occupazione dei lavoratori. Altrimenti – concludono Sorbo e Cuzzone - li chiuda e trovi altre soluzioni.

















