Petraroia: “Previsti altri 330 posti ospedalieri da tagliare”
Alla vigilia del dibattito in Consiglio regionale sul rientro dal deficit, le valutazioni del’esponente del Pd
Riceviamo e pubblichiamo
Il documento sul rientro dal deficit sanitario per il 2010 approntato dal Commissario ad Acta che sarà discusso domani (30 aprile 2010) in Consiglio Regionale si inserisce nel solco della gestione decennale del settore. Si ipotizzano altri 300 posti letto ospedalieri tagliati e precisamente n. 221 nella sanità pubblica e n. 79 nelle strutture private col risultato che i 6 ospedali pubblici si assesterebbero su n.828 posti su un totale di n. 1120. I risparmi che si paventano vengono indicati in 25 milioni di euro tra riduzione della spesa farmaceutica per 4 mln, controlli ai privati per 4,3 mln, tagli al personale per 2,9 mln e 8 milioni per la riorganizzazione della rete ospedaliera. Nella proposta non si fa cenno allo squilibrio accertato nel 2009 tra entrate e uscite di 81 milioni di euro con una spesa pro-capite di 1.912 euro che è la più alta d’Italia ( dati del Sole 24 0re 22.03.2010 ). Non si menziona il pagamento di ingenti somme per il pregresso né è chiaro il quadro complessivo del futuro assetto sanitario regionale. Non si evince il ruolo dei centri di eccellenza privati, l’avvio delle strutture di riabilitazione e in che modo sarà costruita l’alternativa territoriale ai ricoveri ospedalieri. E c’è solo qualche vago cenno sul rapporto con le Università e la loro attività didattica che oggi si intreccia per parte dei costi sulla dotazione finanziaria della Regione. In un simile contesto si registra un ritardo della dirigenza che si somma alle carenze della politica come mostra la bocciatura del Governo ai recenti provvedimenti legislativi assunti dal Consiglio sulla sanità senza i preventivi pareri ministeriali. La sussistenza del dubbio che il documento base su cui ci si confronterà in Aula sia una semplice somma di appunti solo orientativa va assolutamente chiarito per evitare un dibattito del tutto inutile.
Le condivisibili rimostranze che salgono dai territori meriterebbero un approccio istituzionale sistematico, organico e fondato su tabelle, analisi certificate di costi e risparmi di spesa, definendo i tratti di un futuro assetto della sanità regionale in grado di rispondere alle aspettative della popolazione e in linea con le risorse assegnate. C’è un problema riferito ai criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale che la Giunta solleva da anni senza esiti col rischio che i futuri mutamenti dei costi standard connessi al federalismo fiscale peggioreranno ulteriormente la situazione. La carenza di controlli sulle strutture private ed i mancati correttivi sulla mobilità passiva alimentando la crescita della spesa, ma anche su questi temi non si va al di là dell’analisi. Eppure in condizioni così disperate ciò che colpisce è che anziché fare sistema, discutere apertamente con le forze sociali, gli enti locali e le rappresentanze politiche, ci si arrocca in stanze chiuse in una logica del tutto errata.
Michele Petraroia – Consigliere regionale Pd

















