Chierchia: “Attenzione agli alimenti OGM!”
Il Consigliere regionale invita a preservare la genuinità dei prodotti molisani. “Si sta parlando della nostra salute”
Riceviamo e pubblichiamo
Con il termine OGM sono indicati quegli organismi, piante, batteri o animali, il cui patrimonio genetico è stato modificato in laboratorio, con l’introduzione di un gene estraneo, prelevato da un organismo donatore appartenete a qualsiasi specie vivente. Gli organismi geneticamente modificati vengono prodotti e studiati per migliorare alcune caratteristiche della produzione di beni agricoli e animali, come la qualità, la resa, l’inattaccabilità da parte dei patogeni, la resistenza ad ambienti ostili e così via.
Non si possono trascurare gli svantaggi che derivano dal loro rilascio nell’ambiente. Si tratta di rischi imprevedibili, come quello relativo all’inquinamento genetico, che potrebbe avere effetti irreversibili e conseguenze ancora sconosciute sulla salute e sull’ambiente. Inoltre, l’ingegneria genetica applicata all’agricoltura produce la resistenza agli erbicidi e quindi un incremento dell’uso dei veleni. Le specie manipolate più resistenti potrebbero anche invadere e dominare alcuni ecosistemi, sostituendosi alle varietà autoctone e rischiando così di danneggiare la biodiversità. Infine è accertato che le proteine transgeniche possono provocare reazioni allergiche o tossiche per la salute.
La Cina è prossima al lancio sul mercato del riso biotech. Oramai gli Ogm ad uso industriale sono ampiamente utilizzati in buona parte del mondo, non a caso si trovano in quasi tutti i detersivi, negli alcolici e nel pane. Un’altra fetta della popolazione, invece, persegue il cosiddetto “principio di precauzione” per la paura di eventuali minacce sanitarie o ambientali incontrollabili. La diffusione di prodotti Ogm, secondo tale principio, sarebbe pericolosa in quanto determinerebbe interferenze con i codici della natura che potrebbero comportare delle conseguenze imprevedibili sull’ambiente e sulla salute umana. Le minacce potrebbero essere rappresentate dallo sviluppo di batteri e virus con sconosciute meccanismi di azione e, quindi, difficilmente controllabili; oppure l’anomala contaminazione di altre piante dovuta all’impollinazione o, peggio ancora, l’avvento di nuove forme di allergie.
E’ facilmente deducibile, quindi, che la questione “Ogm” rappresenta un tema molto serio che non può essere vincolata in preconcetti o, peggio ancora, esaurita con atteggiamenti del tutto ideologici.
Si pone, quindi, la necessità di una profonda riflessione in merito a tali problematiche e, quanto prima, apportare delle opportune delucidazioni affinché la questione possa essere risolta nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
Certo, non si può fermare il “progresso” e la manipolazione genetica è un campo d’indagine promettente, ma se sulle nostre tavole vi sono organismi geneticamente modificati, se i nostri figli mangiano cibi Ogm, se consumiamo costantemente nel nostro vivere quotidiano prodotti Ogm, non possono esserci dubbi!
Si sta diffondendo preoccupazione nell’opinione pubblica: vi è una lesiva campagna di disinformazione dovuta a opinioni contrastanti sullo stesso argomento volta a far passare da incompetenti o in malafede coloro che non accettano le false rassicurazioni. Chi non accetta il transgenico non è incompetente o un ignorante è colui che crede nel progresso ma non nella distruzione di ciò che è rimasto di genuino nei prodotti che consumiamo. Si vuol tutelare la tradizione della Regione Molise con il sapore del tempo passato, i prodotti genuini e saporiti, frutto della buona terra molisana e di vita sana fatta di valori e rispetto delle arti del lavoro tramandate da secoli. Sono molti i prodotti agroalimentari , immagine del nostro paese, conosciuti e ampiamente apprezzati proprio in vista della loro provenienza dalle zone salubri del Molise. Si chiede, quindi all’Assessorato all’agricoltura di difendere i nostri prodotti tradizionali del settore agroalimentare. Non si tratta soltanto di preservare tali prodotti da eventuali plagi, ma anche e soprattutto di affermarne la specificità dal punto di vista geografico, ambientale, produttivo e nutrizionale.
Si sta parlando della nostra salute e l’opinione deve essere univoca e chiara. Quali sono gli effetti di questi prodotti estranei alla nostra tradizione sul nostro organismo? I cittadini hanno diritto di sapere e comportarsi di conseguenza, noi abbiamo il dovere di dare risposte certe e assicurare una sana alimentazione.
Gennaro Chierchia – Consigliere regionale

















