Stili di vita, l’Università educa i giovani con gli Sms
Presentato il progetto di ricerca frutto della collaborazione tra Cattolica, Liceo Scientifico Romita e l’ITAS Pertini di Campobasso
Educare i giovani ad uno stile di vita che consenta di prevenire le malattie più gravi e farlo utilizzando le nuove tecnologie. Questo è l’obiettivo del progetto di ricerca che è nato dalla collaborazione tra i Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica, il Liceo Scientifico Romita e l’ITAS Pertini di Campobasso. Il progetto è stato presentato alla stampa questa mattona (5 maggio 2010). Come detto il punto centrale è la prevenzione tra i giovani. Molto della loro salute futura dipenderà da come oggi viene impostato lo stile di vita. Cosa mangiano, quanta attività fisica fanno, se fuma-no o no e così via. Tutti elementi apparentemente insignificanti per chi ha meno di venti anni, ma che giocheranno un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie temibili. La ricerca, anche se coprirà tutti gli aspetti legati agli stili di vita, concentrerà la sua attenzione su un punto particolare: il consumo di frutta e verdura. La mancanza di un adeguato apporto di frutta e verdura è infatti con-siderata un importante fattore di rischio per malattie gravi come quelle cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. Per questo motivo le raccomandazioni dietetiche internazionali hanno il consumo di “cinque porzioni al giorno” come uno dei principali pilastri.
(La conferenza stampa di presentazione)
Ma questo obiettivo è difficilmente raggiunto nella società occidentale. Eppure, insieme con la modifica di altri stili di vita (come ad esempio smettere di fumare, aumentare il livello di attività fisica e così via), potrebbe portare a una società più sana, una vita più lunga e più attiva, una riduzione dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Quanta frutta e verdura consumano realmente i nostri giovani? Ed è possibile avviare nuove campa-gne di informazione per convincerli a modificare comportamenti scorretti da questo punto di vista? Sono questi i quesiti ai quali il progetto cercherà di trovare risposte.
La ricerca prevede la partecipazione di circa 400 studenti per ciascuna delle due scuole. Tutti gli studenti che avranno accettato di partecipare verranno inizialmente sottoposti ad una valutazione biometrica (peso, altezza, indice di massa corporea, rapporto circonferenze vita e fianchi) e rispon-deranno ad un questionario principalmente incentrato sulle loro abitudini alimentari. E’ la cosiddet-ta fase di “baseline”, in cui verrà “fotografata” la situazione.
Poi si passerà ad un intervento vero e proprio: trattare l’informazione come se fosse un farmaco. E, proprio come se si sperimentasse una nuova medicina, saranno necessari due gruppi, uno di “inter-vento” ed uno di “controllo”. Le due scuole saranno gli ambienti ideali. In entrambe saranno portate avanti iniziative di informazione mirate ad aumentare il consumo di frutta e verdura. Iniziative “classiche”: conferenze, poster, depliant e così via. Ma solo in una scuola verrà aggiunto un sistema completamente nuovo: l’invio di messaggi informativi periodici attraverso SMS sui cellulari dei ragazzi.
Alla fine dell’esperimento, tutti gli studenti verranno nuovamente sottoposti ad una visita di controllo e verranno invitati a rispondere ad un questionario, esattamente come all’inizio. E’ il “follow up”. Il confronto tra le abitudini e lo stato di salute registrato nella prima visita con quello che risulterà dopo le campagne informative potrà fornire risposte importanti sui metodi di comunicazione più efficaci per diffondere una cultura del mangiare bene, della prevenzione e della responsabilità verso il proprio futuro.
Un punto importante del’intero progetto è che in tutto questo tempo 50 studenti del Liceo Romita, selezionati per le loro particolari attitudini verso la ricerca scientifica, lavoreranno fianco a fianco con i ricercatori della Cattolica. Svolgeranno le misurazioni durante le visite, raccoglieranno le informazioni dei questionari, concepiranno i messaggi SMS da inventare volta per volta e, alla fine, elaboreranno i dati. Grazie ad uno specifico progetto di alternanza Scuola-lavoro, questi ragazzi entreranno nel cuore di una delle discipline più importanti della medicina moderna: l’epidemiologia, lo studio delle malattie e della prevenzione attraverso i grandi numeri.

















