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Nuovo Statuto o nuova regione?

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Le valutazioni del Consigliere regionale Michele Petraroia sul Federalismo ed i ritardi di sviluppo del Molise


 

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’edizione de IL SOLE  24 ORE del 4 maggio a pag. 12  l’opinionista Salvatore Carrubba commenta la mia nota sul Federalismo e sull’Autonomia Regionale.  Il principio condivisibile di una maggiore responsabilità dei governi locali non risolve il problema dell’inadeguatezza delle classi dirigenti di ampie aree del Mezzogiorno. E’ indubbio che i ritardi di sviluppo del Molise siano riconducibili, per lo più, alle incapacità dei suoi Amministratori ma per il cittadino questa notizia non muta la propria condizione. Anzi per assurdo più si accumulano debiti e più cresce il consenso di chi governa con buona pace di chi è convinto del contrario. In tutti i casi nessuno può confutare il fatto che da anni, senza federalismo fiscale, è in atto nella nostra regione una spoliazione di uffici, di funzioni e di personale  con indubbi effetti negativi sulla qualità dei servizi pubblici. La filosofia di questi tagli va ricondotta essenzialmente a un parametro numerico. I molisani sono pochi e mal distribuiti, quindi non hanno le stesse strutture, compartimenti, funzioni e opportunità degli altri territori italiani. Quando accade però che in aggiunta a Poste, Telecom, Enel, Ferrovie, ecc. si mettono in discussione  diritti fondamentali di cittadinanza come scuola e sanità, senza che il federalismo fiscale sia ancora partito, bisogna fermarsi a riflettere. Poiché la popolazione è destinata a ridursi ulteriormente andremo incontro a ulteriori penalizzazioni  se non saremo in grado di individuare soluzioni innovative all’altezza della sfida. E le strade sono sostanzialmente due. La prima, molto impervia, visto il livello del confronto politico locale, presuppone un progetto di riordino istituzionale in cui si riducono al minimo le spese di funzionamento dell’amministrazione in favore di una riallocazione dei risparmi sui servizi pubblici essenziali quali sanità, scuola e trasporti.  La seconda è tratteggiata dal primo comma dell’art. 132 della Costituzione che prevede la fusione tra Regioni. La terza via  consiste nel rinviare la soluzione dei problemi alle future generazioni, indebitando l’Amministrazione per fronteggiare le spese correnti in cambio del mantenimento del consenso ai governanti pro-tempore. In questa ipotesi che è la più probabile saremo costretti a un lento quanto inesorabile declino del Molise che tornerà a occultarsi nell’oscurità in cui è sempre stato.
       

Michele Petraroia – Consigliere regionale del Pd

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