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Perna – Zuccherificio, ricorsi al Tar ed al Capo dello Stato

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Un gruppo di bieticoltori del Basso Molise e il consigliere regionale Romano affidano l’incarico allo studio dell’avvocato Pino Ruta

 

Alcuni bieticoltori del Basso Molise hanno dato mandato allo studio dell’avvocato Pino Ruta per impugnare dinanzi al TAR Molise la decisione della Giunta Regionale di rinunziare a qualsiasi forma di controllo gestionale ed imprenditoriale sulla società Zuccherificio del Molise . Secondo i bieticoltori la Giunta regionale ha consentito l’ingresso nel capitale sociale di un privato  in assenza di qualsivoglia procedura di gara necessaria a verificarne requisiti industriali, finanziari e curriculari, e successivamente ha delegato a questo privato il controllo totale e la gestione della società.  “Tutto ciò – affermano i bieticoltori -  a fronte di qualcosa come 50 Milioni di euro di fondi pubblici erogati sempre dalla Giunta a far data dal 2007 a titolo di aumenti di capitale, di sopraprezzi azioni, di prestiti e di patronage”. Lo studio legale Ruta in passato si è occupato dei ricorsi contro la Turbogas, contro la LTM (nave per la Croazia), contro il Master Plan (Palazzo della Regione che dovrebbe sorgere sull’area dell’ex Romagnoli al centro della città di Campobasso), contro l’IMAM di Larino (l’associazione culturale di recente incaricata dalla Regione Molise per l’attuazione di un grande progetto culturale), contro la centrale Biomasse di Mafalda. Dunque, il ricorso Tar potrebbe rimettere in discussione i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale, oggi contestata  per avere consentito ad privato di assumere il controllo della maggioranza del capitale sociale attraverso un meccanismo di ripartizione della azioni in ordinarie e speciali, e ciò pur a fronte di una compartecipazione minima del privato al capitale della società ed a fonte di una larghissima contribuzione da parte del soggetto pubblico.
Sempre lo studio legale Ruta ha ancora ricevuto mandato anche dal Consigliere regionale Massimo Romano di proporre ricorso straordinario al Capo dello Stato al fine di eccepire l’incompetenza della Giunta Regionale a modificare l’assetto societario e dunque la governance della società partecipata, così stravolgendo completamente quanto deliberato solo due anni prima dal Consiglio regionale, unico organo costituzionale titolare del potere di programmazione economica regionale e di controllo sulle partecipazioni regionali: queste censure sono state oggetto di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che sarà notificato in giornata”. In poche parole,  lo Zuccherificio è stato di fatto privatizzato, ossia consegnato nelle mani di un privato peraltro riconducibile a società aventi in parte sede all’estero, senza alcun bando pubblico e nonostante la Regione abbia investito nella società qualcosa come 50 Milioni di euro in due anni.
“Se la Regione avesse esplicitato tale soluzione, ossia, ammesso che fosse legittimo, l’intenzione di vendere ad un qualsiasi privato la società per una cifra irrisoria di gran lunga inferiore a quella corrisposta dalla Regione in sede di stima del sovrapprezzo azioni effettuata qualche anno fa, immaginate quanti imprenditori avrebbero  manifestato interesse all’acquisto? – ha sottolineato l’avvocato Pino Ruta nel commentare in sintesi le censure del ricorso al Tar Molise – Peraltro, la scelta dell’imprenditore a cui vendere il futuro del comparto bieticolo saccarifero in Molise andava lasciata al mercato, alla libera competizione tra proposte imprenditoriali in concorrenza, come prevede ad avviso del citato legale la legge dello Stato e come sembra imporre tassativamente l’Unione Europea”.  L’avvocato Ruta, reduce da rilevanti successi ottenuti al Tar sia sulla maxi operazione urbanistica a Campobasso relativa alla sede della Regione sul vecchio Romagnoli (proprio la scorsa settimana il Tar Molise ha posto la parola fine sulla vicenda, sconfessando e dunque annullando totalmente le procedure assunte di comune accordo tra l’ex Sindaco Di Fabio e la Giunta Regionale), nonché sull’annullamento dell’autorizzazione del mega impianto di biomasse nel comune di Mafalda, si proietta ora su questo nuovo fronte giudiziario caldissimo. “Già in altre precedenti occasioni, dal caso Turbogas alla vicenda della nave LTM per finire all’affaraccio dell’Imam, ho impugnato le decisioni della Regione assunte senza alcun coinvolgimento del Consiglio regionale e soprattutto in totale spregio delle regole del mercato e sulla concorrenza – ha dichiarato l’avvocato Pino Ruta – Principi, questi, che dovrebbero essere noti e soprattutto rispettati in uno stato di diritto e che invece sembrano essere inspiegabilmente ignoti ed ignorati dal Governo regionale, con gravissimo pregiudizio per l’ambiente (nel caso Turbogas e Biomasse), per la cultura (nel caso Imam), per l’economia locale (nel caso Ltm) e ora – conclude Ruta – temo anche per l’agricoltura del basso Molise.”  Oltre che per tantissimi altri operatori del settore”.

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