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Sanità, per pagare i debiti aumenteranno le tasse

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Il Governo: “Lazio, Campania, Calabria e Molise non potranno impiegare i Fas”. Iorio: “Assurdo e iniquo” . Le reazioni politiche

Tanto tuonò che piovve. Oggi (13 maggio 2010) il Governo presieduto dal deputato eletto nel Molise, l’Onorevole Silvio Berlusconi, ha comunicato ai Governatori di Lazio, Campania, Calabria e Molise che non potranno utilizzare i fondi Fas per ripianare il deficit prodotto nella sanità e quindi dovranno aumentare le tasse. “Siamo in una situazione che non può consentire di utilizzare fondi Fas come un bancomat  – ha dichiarato il ministro della Salute Ferruccio Fazio – Il governo ha ritenuto di non dare il via libera alle richieste di utilizzo dei Fas per ripianare i deficit di 4 regioni: Campania, Lazio, Molise, Calabria. La motivazione è che queste regioni non hanno dato delle garanzie ai Tavoli tecnici di monitoraggio per quanto attiene la certezza di avere dei conti certi da un lato e soprattutto di aver avviato dei processi di riqualificazione di quella che è la rete assistenziale”.
Siamo, quindi, alla resa dei conti. Fiumi di parole che rassicuravano i cittadini sono evaporati ed ora i Molisani sanno quale mannaia si abbatterà sulle loro famiglie in un momento di forte crisi economica, quando chiudono le aziende e migliaia di lavoratori vengono licenziati. La decisione del Governo è stata definita da Iorio “assurda, iniqua e incomprensibile”
“Confermo l’inopportunità di un’eventuale decisione definitiva del Governo sull’aumento delle tasse per il Molise, prima di essere autorizzati a utilizzare i Fondi per le Aree Sottosviluppate, così come previsto dalla legge – ha aggiunto Iorio – Questo perché la decisione appare sbagliata e, soprattutto, non rispettosa dell’appuntamento del prossimo 19 maggio. In quella data, infatti, saremo chiamati a confrontarci con lo stesso Governo sulla proposta di riordino da noi presentata.  Proprio in quella sede avremo modo di chiarire quali sono i diritti del Molise e quali i suoi doveri. Il tutto – ha concluso Iorio – nel rispetto di una linea di rigore che condividiamo e che vogliamo certamente portare avanti”.

I commenti

Pardo Antonio D’Alete (Pd): “Il Molise dopo 12 anni di Iorio: ecco i risultati”

“Dopo 12 anni di governo Iorio oggi vengono al pettine tutti i nodi. Iorio sapeva benissimo di aver gestito in modo fallimentare la sanità molisana, oggi, dopo l’incontro in Consiglio dei Ministri, non può far finta di cadere dalle nuvole. Ha scelto di ripianare i debiti imponendo, per i prossimi trent’anni, ai suoi corregionali tasse tre volte superiori al resto d’Italia. Un buco di oltre 700 milioni di euro prodotto dalle sue decisioni e fatto pagare unicamente dai molisani. Ora che Silvio Berlusconi, deputato molisano, lo boccia anche come commissario alla sanità, obbligandolo ad infliggere ai cittadini del Molise ulteriori tasse, a Michele Iorio non resta che un ultimo atto di dignità e di rispetto dei suoi corregionali: le dimissioni immediate”.

Sinistra Ecologia Libertà: “Il federalismo fiscale si compie con una imposizione a tassare”

“Il governo dell’abbassamento delle tasse impone alle regioni, con il deficit sanitario più alto, di aumentare le tasse fino al ripianamento dello stesso. Il federalismo fiscale si compie con una imposizione a tassare da parte del governo che ha avanzato questa possibilità nel corso del Consiglio di Ministri di oggi al quale ha partecipato anche il Presidente/commissario per la Sanità del Molise Michele Iorio.  In pratica Iorio, dal Consiglio dei Ministri, è obbligato  a porre fine allo scempio compiuto in questi anni di governo in cui, parallelamente, insieme ai debiti della sanità cresceva il consenso elettorale alle sue politiche. Forse il governo non conosce bene la situazione del Molise. Non sa che i molisani, a causa delle politiche economiche regionali del Presidente Iorio, pagano in maniera spropositata Irpef, Irap, accisa sui carburanti e sul bollo auto, al di sopra del  tetto massimo consentito per legge.  Il governatore del Molise vede traballare il suo modo di acquisire il modello di ricerca del consenso e batte, prima volta nella sua lunga storia di militanza nel PDL, i pugni sul tavolo definendo questa soluzione assurda, iniqua e incomprensibile per i cittadini del Molise. Nel contempo, il Consiglio dei Ministri, obbliga il presidente, e le altre regioni, a non utilizzare le risorse del  FAS (Fondo per le aree sottoutilizzate, relative ai programmi di interesse strategico regionale) a copertura dei deficit del settore sanitario. I fondi FAS servono al governo per rispettare gli impegni che sono stati presi a Bruxelles al fine di salvare prima la Grecia e la costruzione monetaria  europea dell’euro. In questo modo il Presidentissimo molisano è alle strette. Deve salvare il piano di ristrutturazione del sistema sanitario e deve affrontare la crisi sempre più stringente del sistema economico molisano che, come dimostrano le ripetute crisi aziendali, è in una fase comatosa”.

Michele Petraroia (Pd): “Sanità e scuola sono al capolinea”
 

“Sarebbe bastato leggere la Delibera del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2009 concernente la nomina del Commissario ad Acta  per la Sanità in Molise per trovarvi  a pag. 3  la menzione del possibile inasprimento dell’IRAP dal 4,9%  al  9,9%  e dell’addizionale regionale IRPEF  dall’1,4% al 3,9%  per capire che una fase di gestione fallimentare del sistema sanitario locale era conclusa. In quel provvedimento, come ho sommessamente riportato nel dibattito in Consiglio lo scorso 30 aprile, c’è la certificazione del mancato raggiungimento degli obiettivi di risanamento e le indicazioni delle soluzioni aspre che il Molise dovrà adottare. 405 milioni di euro erogati dal Governo Prodi di cui 300 a fondo perduto non sono bastati a ripianare i debiti e rimettere in sesto il sistema. Come mostra la ricerca dell’Università S.Anna  di Pisa apparsa oggi su Repubblica il Molise è ultimo in Italia per degenza media ospedaliera, ultimo per percentuali di parti cesarei, penultimo per ricoveri ripetuti, penultimo per tasso di ospedalizzazione ogni 1.000 abitanti, terzultimo per ospedalizzati ogni 10 mila abitanti, terzultimo  per spesa sanitaria per pazienti che cambiano regione per curarsi. In pratica abbiamo la spesa sanitaria pro-capite più alta d’Italia con 1.912 euro, un deficit annuo 2009 che ha superato 80 milioni e un tendenziale 2010 che procede sulla stessa falsariga. Aver utilizzato i soldi FAS, sottraendoli alle politiche di investimento e agli interventi in favore delle aree interne, non ha risolto il problema e ora si procederà ad aumentare le tasse a percentuali che penalizzeranno un sistema produttivo già in affanno. A questo quadro desolante va aggiunto che dal 1 settembre del 2010 perderemo altri 350 posti di lavoro nel sistema scolastico regionale con ulteriori tagli che faranno sparire le scuole dell’infanzia, elementari e medie da diversi comuni molisani. Che fare ?  Sicuramente far sentire la voce di dissenso sulle scelte egoistiche di un Governo Nazionale che è contro il Mezzogiorno e non sostiene le aree più deboli nemmeno nell’accesso ai diritti fondamentali di cittadinanza. Spero che la protesta del Presidente della Giunta non sfumi in un fuoco di paglia e che alla manifestazione indetta per domani dal Sindacato Scuola davanti la Prefettura di Campobasso si registri un’ampia unità d’intenti di un vasto arco di forze politiche e sindacali. Ma insieme alla protesta contro Roma è opportuno riflettere sugli sprechi molisani di una classe politica che continua a sperperare in lungo e in largo pur di mantenere un consenso elettorale vacillante. Serve uno scatto di orgoglio che semplifichi la macchina istituzionale, riduca al minimo le spese della politica, utilizzi in modo oculato i pochi fondi in bilancio e non sciupi i fondi strutturali europei. E se l’intera classe dirigente locale continua a essere incapace nella risoluzione dei problemi si abbia il coraggio di avviare una nuova fase non escludendo la fusione tra più regioni prevista dall’art. 132 della Costituzione”.

Massimo Romano (CD): “D’accordo con Iorio. Paghino i responsabili degli sprechi, non i cittadini”
 

“Per una volta sono perfettamente d’accordo con Iorio! E’ giusto che paghi personalmente chi ha causato il disavanzo, cioè chi è ininterrottamente al Governo da dieci anni, e non i cittadini. L’ulteriore aumento delle tasse ai cittadini molisani per pagare i debiti di una sanità sprecona e clientelare sarebbe una tragedia imperdonabile, visto che le politiche messe in campo dal Governo regionale hanno già duramente provato i molisani, anche a causa di consistenti tagli ai servizi pubblici, dal trasporto alla scuola”

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