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Iorio: “Non mi dimetto”

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Iorio: “Non mi dimetto”

Il presidente della Giunta Regionale vuole ottenere più soldi dal Fondo Sanitario Nazionale. I commenti

Nel corso della conferenza stampa tenuta oggi (14 maggio 2010) insieme all’assessore Passarelli, il Presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, ha annunciato battaglia contro la decisione assunta dal Governo Berlusconi che impedisce a Molise, Lazio, Calabria e Campania di utilizzare i fondi Fas per ripianare i debiti della sanità. “Ho fatto e continuerò a fare una battaglia di civiltà in difesa dei giusti diritti dei molisani ad avere una sanità confacente alle proprie esigenze e una pressione fiscale non opprimente – ha detto Iorio – Questo in una logica federalista che deve vedere gli amministratori responsabili delle scelte che vanno a compiere. Una responsabilità che, evidentemente, deve essere commisurata a risorse confacenti alla qualità e quantità dei servizi che si prestano ai cittadini”. Detto ciò Iorio ha chiarito che il Molise chiederà che si dia corso alla legge sul Federalismo per la sanità e che vengano riconosciute alcune specificità del Molise.

 confstampaiorio_i.jpg  (La conferenza stampa di Iorio e Passarelli)

“Vogliamo che la nostra Regione sia messa nelle condizioni di avere dal Fondo Sanitario Nazionale una dotazione sufficiente alle sue reali esigenze – ha detto ancora Iorio – Il Piano di Rientro, che abbiamo messo a punto, ci consentirà, ne sono certo, di trovare un sostanziale pareggio di bilancio, questo però non cancella la necessità di avere risorse sufficienti alle concrete richieste provenienti dai nostri 136 comuni”. Per quanto riguarda la posizione del Governo, Iorio la definisce “improvvida” perché è stata assunta prima di verificare la bontà e la qualità del Piano di Rientro, che verrà esaminato dal tavolo tecnico il prossimo 19 maggio. “E proprio al tavolo vorrò esprimere tutte le nostre ragioni relative al voler pretendere, per i molisani, un Servizio Sanitario moderno, efficace e in grado di operare pariteticamente su tutto il  territorio – ha detto ancora Iorio – Penso, sulla base di molti incontri avuti in questi giorni con alcuni alti funzionari dei vari Ministri che siedono al tavolo, e con altri colleghi Presidenti di Regione, anche del Nord, che il Governo vorrà condividere le scelte importanti e strategiche fatte in quel Piano. Scelte fatte per contemperare, da un lato, l’esigenza di una razionalizzazione e migliore utilizzo delle risorse e, dall’altro, per garantire ai cittadini molisani prestazioni e servizi non mortificati da inanimate logiche ragionieristiche”. Iorio si dichiara fiducioso, “anche perché – ha detto – ho avuto modo di confrontarmi telefonicamente, dopo la riunione di ieri, con il Presidente Berlusconi”. Circa poi la richiesta di dimissioni, avanzata dal Senatore Astore, Iorio ha replicato affermando che si tratta di una bassa speculazione politica. “Non ho nessuna intenzione di dimettermi –ha detto il Presidente della Giunta Regionale -  Intendo perorare con nuova forza e determinazione, anche insieme alle forze politiche che siedono in Consiglio Regionale, e a quelle imprenditoriali e sociali che operano sul territori, le giuste ragioni del Molise. È tempo di combattere insieme – ha concluso – non un confronto di semplici richieste, ma una battaglia di diritti e di democrazia”.

Gianni Montesano (Pdci): “Saranno i lavoratori del Molise a pagare le follie della spesa sanitaria”
 
“Ai cittadini del Molise sta arrivando il conto salato di dieci anni di spese allegre nel settore della sanità. Dopo il dissesto finanziario del settore arriva il blocco dei fondi FAS e   il probabile aumento delle tasse. Saranno quindi i lavoratori del Molise a pagare le follie di una spesa sanitaria che è stata il fulcro della politica clientelare del centrodestra, incapace nemmeno di rimettere i conti  a posto se non dopo che è avvenuto il disastro. Serve a ben poco la sceneggiata del governatore Iorio contro il ministro Tremonti. Si guardi piuttosto a come hanno reagito i governatori del nord e la Lega, asse portante del governo Berlusconi. Il blocco dei fondi è solo l’antipasto, con l’attuazione del federalismo fiscale  tutto il sistema finanziario della Regione Molise rischierà il dissesto, e allora saranno guai seri per tutti”.
 
Rino Ziccardi (SEL): Dietro il blocco dei fondi FAS una strategia di impoverimento del SUD

“Il governo storna i fondi FAS dai ripiani di bilancio dei deficit sanitari di quattro regioni tra cui il Molise. Afferma che per ripianare i disavanzi servono azioni di risanamento reali e credibili. In pratica certifica che i piani presentati non assicurano la necessaria correzione strutturale e non esiste garanzia che, in seguito, non si possano formare altri disavanzi. Per questo Iorio si ribella. Il suo piano di rientro è di fatto bocciato perché il disavanzo complessivo per 535 milioni di euro per il periodo 2003/09 e di 81 milioni di euro per il solo 2009, non è coperto ne dall’entrate del piano operativo per il 2010 (pari ad una previsione di circa 25 milioni di euro) e ne tantomeno dalle stime effettuate sulle possibili entrate previste dall’aumento delle maxi aliquote Irap e irpef.
Iorio si arrabbia perché, non usando il FAS (67 milioni di euro), intravede l’imposizione di un piano operativo di lacrime e sangue da far digerire ai molisani il cui gettito di imposte individuale è già pari a 653 euro anno. Il governo chiede, per sbloccare i fondi, risposte e progetti credibili che Iorio non può dare. Non può dare per due motivi: primo perché senza i Fas dovrebbe applicare la leva della tassazione che gli farebbe mancare le risorse che gli permettono di tenere in piedi  il castello di clientele che ha messo in opera, secondo perché la mancata utilizzazione dei FAS prefigura una anticipazione del federalismo fiscale che premia le politiche virtuose legate al risanamento dei bilanci.
Insomma Iorio si schiera, per la prima volta contro il governo, perché sa che tra i quattro governatori è l’unico a portare per intero la responsabilità del disavanzo sanitario essendo in carica da oltre 10 anni. Inoltre percepisce che questa richiesta, di non utilizzare i FAS, viene dal Nord e serve a dare una spinta verso l’avanzante idea di federalismo fiscale che avvantaggerebbe il Nord (virtuoso) a scapito del Sud (sprecone).
Il Presidente questo lo comprende benissimo, e, schierato con l’intera giunta nella conferenza stampa, ribadisce l’inopportunità di questa scelta. Ma sa anche che la macchina si è messa in moto e difficilmente si fermerà visto lo stato di deficit dei conti pubblici e il controllo preventivo che l’UE applicherà sulla prossima manovra di bilancio. Realizza, oramai, che la battaglia rischia di perderla, e lancia, lui, una manifestazione nazionale dei molisani a Roma. Tenta di mettersi a capo di un popolo che ha gestito e ingannato distribuendo incarichi, reddito aggiuntivo e disoccupazione altissima. Ma adesso si fa sul serio e il problema sta dentro l’idea di federalismo a due velocità di cui è portatore il Nord. Le forze di centro sinistra farebbero bene ha mettere in piedi un’azione sinergica di tutte le forze politiche, sociali ed economiche a difesa dell’autonomia regionale insieme alla  difesa del Sud.
Costringere il Sud a finanziarsi attraverso una leva fiscale aggiuntiva che non è in condizione di realizzare (causa la scarsa base produttività, l’alto tasso di disoccupazione giovanile e l’illegalità diffusa),significa destinare  le amministrazioni meridionali ad espandere il divario di sviluppo e di condizioni sociali oltre i 150 anni passati dall’Unità d’Italia. 
Un’azione contro questa idea di  federalismo sarebbe utile solo al Nord che, liberato dalla zavorra parassitaria del Sud, gli procurerà la condizione di collocarsi tra le  regioni europee ad alto reddito a discapito dell’altra parte del paese”.

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