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Sanità. La nave di Iorio affonda

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La Conferenza dei Presidenti delle Regioni lancia un salvagente chiedendo al Governo di riconsiderare il blocco dei Fas. Il dibattito


Il Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio trova una sponda nella Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome che ha chiesto ufficialmente e all’unanimità al Governo nazionale di tenere nelle opportune considerazioni le criticità emerse in sede di verifica dei Piani di Rientro presentati da Molise, Campania, Calabria e Lazio. I Presidenti hanno anche chiesto all’Esecutivo di riconsiderare la decisione relativa al blocco dei fondi FAS per le suddette Regioni. La decisione è stata preceduta da un ampio dibattito avuto in sede di Conferenza dei Presidenti nel corso del quale Iorio è intervenuto evidenziando la necessità che il Governo, esaminando i Piani di Rientro di Molise, Campania, Calabria e Lazio, valuti attentamente e positivamente le specificità di ciascun territorio e le problematicità connesse.
“Non è accettabile –ha detto Iorio – una semplice e sterile valutazione ragionieristica di Piani che hanno certamente la funzione di ridurre le spese e raggiungere un pareggio di bilancio, ma che debbono prioritariamente definire le basi di una sanità che dia risposte concrete ai cittadini”.
Intanto il dibattito registra diverse posizioni. Il centro destra è in difficoltà nel dovere, contemporaneamente, difendere la posizione di Iorio e quindi contrastare quella del Governo Berlusconi.
 

Incollingo (Pdl) invoca l’unità di tutte le forze politiche

Per il Consigliere regionale Tony Incollingo, capogruppo di Forza Italia e Pdl, “è sicuramente condivisibile la linea del Presidente Iorio di utilizzare i fondi FAS per risanare il debito sanitario ed evitare, quindi, di aumentare la tasse ai cittadini ed imprese del Molise, che già soffrono una situazione di crisi generale”. Secondo Incolligo bisogna insistere nei confronti del Governo Nazionale, offrendo, se necessario, una rinnovata disponibilità della Regione in termini di ulteriore razionalizzazione del sistema sanitario. “In questa visione devono ritrovarsi, com’è naturale, non solo i gruppi di maggioranza ma, credo, anche quelli di opposizione, perché un aggravamento del peso fiscale verso i molisani è cosa che nessuno può augurarsi – afferma ancora Incollingo – E allora, come accade nei momenti più difficili, tutte le forze politiche devono fare uno sforzo di unità e di compattezza e non cavalcare la pratica del tanto peggio tanto meglio: essa non giova a nessuno – conclude Incollingo – né ai partiti di opposizione né tanto meno ai molisani”.

D’Alete (Pd): “E’ fallito il Modello Molise, un sistema feudale condannato sin dall’inizio alla sconfitta”

Secondo Pardo Antonio D’Alete, capogruppo del Pd in consiglio regionale, Ad esser fallito ieri a Roma non è stato semplicemente l’incontro tra Iorio e i suoi “amici” ministri, ma l’intero sistema economico-culturale che Michele Iorio ha realizzato in Molise durante questi lunghi anni di governo assoluto. “Il cosiddetto “Modello Molise”, nient’altro che un sistema feudale condannato sin dall’inizio alla sconfitta – ha dichiarato D’Alete – utile però a garantire in questi dieci anni la sopravvivenza ad un vasto gruppo di potere. Il secondo Piano di rientro, ben peggiore del primo e affossato definitivamente ieri dal Governo Berlusconi, non aveva neppure l’ambizione di far quadrare i conti, ma semplicemente l’intenzione di spostare nel tempo il problema, ingrandendolo inevitabilmente a dismisura. Lo sanno bene sia Iorio che i Ministri”. A dire di D’Alete il presidente della Giunta regionale gioca con cifre e sigle ed evita di spiegare ai molisani cosa significherebbe realmente distogliere i fondi FAS per coprire la voragine della sanità molisana. “Al danno provocato dall’aumento indistinto delle tasse regionali si aggiunge adesso anche la beffa del congelamento dei fondi destinati alle aree sottoutilizzate del mezzogiorno – afferma D’Alete – I fondi FAS sono infatti le ultime risorse a disposizione del Molise per investire sul proprio sviluppo, per creare quelle infrastrutture di cui il centrodestra si riempie la bocca da dieci anni in occasione di ogni campagna elettorale (senza però aprire un solo cantiere), sono quei servizi necessari per la vita delle nostre imprese, le nuove opportunità per il commercio e per le attività produttive della nostra regione, sono gli ultimi fondi pubblici a disposizione per creare nuovi posti di lavoro, stabile nel tempo, per i nostri figli. Sono il nostro ultimo biglietto per uscire dalla crisi – prosegue D’Alete -  Quale classe dirigente degna di questo nome può assumere con tanta leggerezza simili decisioni, compromettendo seriamente la possibilità di futuro di questa regione, unicamente spinta dalle necessità elettoralistiche contingenti? – si chiede il capogruppo del Pd – Neppure oggi, ad un passo dal baratro, la maggioranza, l’Esecutivo e il Presidente Iorio riescono ad essere la vera classe dirigente, seria, responsabile e lungimirante di cui questa regione avrebbe urgente bisogno”. Secondo D’Alete questa crisi di sistema, questo debito, si combatte prima di ogni altra cosa con il riconoscimento sincero degli errori commessi, quindi assumendo decisioni coraggiose ed (eventualmente) impopolari, ma comunque decisive, una volta per tutte, senza guardare agli interessi di bottega. “Si comincia così, compiendo scelte forti, trasparenti e partecipate quanto più possibile – afferma ancora D’Alete -  perché tutti i molisani possano comprenderle fino in fondo ed anche sostenerle, visto che saranno loro i primi a doverne pagare il prezzo più alto.  A Michele Iorio e alla sua idea antistorica di Molise va ascritta la responsabilità di aver irrimediabilmente pregiudicato il bene più prezioso che, dieci anni fa, i molisani gli concessero di disporre: la serena certezza nel futuro. Cos’altro deve ancora accadere a questa terra –conclude D’Alete – perché i cittadini comincino ad aprire gli occhi?”.
 

Bonomolo: “Iorio ha fallito, ora tocca al centrosinistra fornire risposte ai cittadini sul futuro della sanità molisana”
 

Il Consigliere regionale Bonomolo si appella al centrosinistra affinché costituisca un gruppo di lavoro che abbia il compito di controllare e programmare una nuova sanità nel Molise, la cui situazione rappresenta, sempre a dire di Bonomolo, una condizione di degenerazione che si trascina da tempo e che, di fatto, rappresenta e mette a nudo le incapacità della classe politica che ci governa, con in testa Michele Iorio, da più legislature. “Non può essere ricondotto tutto ad una improvvisa inefficienza ma è la sommatoria di scelte poco oculate, basate sul campanilismo estremo, sulla mancata volontà di ridurre sprechi e doppioni, su una programmazione sanitaria a dir poco miope – afferma Bonomolo – Lo studio dell’Università di Sant’Anna di Pisa ne è la riprova inconfutabile: le degenze medie, i ricoveri impropri, quelli ripetuti, i parti cesarei rappresentano solo la punta di un iceberg che tutti conoscono ma che nessuno vuole ridimensionare. A questo punto le eccezioni sollevate da Iorio e amplificate da media compiacenti, sembrano a dir poco inopportuni. Le ipotesi per risanare alcune storture erano state avanzate ma non sono mai state prese in considerazione. Ora si assumessero tutte le responsabilità i vari “strateghi” della sanità molisana”. Dunque alla luce delle condizioni in cui versa la sanità molisana ed i tempi ristretti rispetto agli  scenari che si prospettano (aumento dei tributi, riduzione dei posti letto e depotenziamento di intere strutture ospedaliere che saranno ridotte a poco più di ospizi), Bonomolo chiede al centrosinistra di assumersi la responsabilità di formulare una proposta alternativa. Da qui la richiesta di un gruppo di lavoro che metta insieme le rappresentanze parlamentari, quelle regionali e quelle territoriali, nonché quelle politiche “e che possa rappresentare – conclude Bonomolo – unità di intenti e univocità di proposte nei confronti dei cittadini e dei lavoratori della sanità e futuro punto di aggregazione per i prossimi scenari politici”.

Lettera aperta a Berlusconi del Comitato Pro Vietri: “Cominci a selezionare con maggior cura le persone da candidare poiché il senso di nausea è ormai elevatissimo”

Il Comitato per la difesa dell’Ospedale “Vietri” di Larino ha inviato una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per respingere con forza la richiesta di ripianare il deficit della sanità aumentando le tasse. Rivolgendosi a Berlusconi il Comitato per la difesa del Vietri afferma: “Ci ha chiesto di dare ancora fiducia alle stesse persone responsabili dello sfascio dei conti del nostro sistema sanitario regionale, alle stesse persone che hanno sperperato risorse, destinate alla ricostruzione dei 14 centri colpiti dal sisma del 2002, spalmandole su oltre 80 comuni, alle stesse persone che stanno cercando di far lievitare per Statuto i componenti di un Consiglio Regionale già sproporzionato rispetto al numero di abitanti che deve amministrare, ed oggi vuole che il conto lo paghino i cittadini e le imprese di questa regione? Ci consenta, per usare un’espressione a Lei cara, di respingere con forza questa sua richiesta – prosegue la lettera aperta – e accetti un consiglio: cominci a selezionare con maggior cura le persone da candidare poiché il senso di nausea è ormai elevatissimo. Prova ne sia il falò che faremo delle nostre Tessere Elettorali nei prossimi giorni sulla pubblica piazza”.  Di seguito il testo integrale della lettera aperta.
 

“Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, pur nella consapevolezza del difficile momento che il nostro Paese si trova a dover fronteggiare, il Comitato per la difesa dell’Ospedale “G. Vietri” di Larino, una piccola goccia che da oltre un anno cerca di agitare le acque paludose in cui sta sprofondando il Molise, ha deciso, infine, di rivolgerLe un appello affinché a partire da oggi, dalla nostra piccola regione si cominci a far pagare il conto a chi ha mangiato e mangia a sbafo e non ai cittadini che si ritrovano solo e sempre a “lavare i piatti sporchi”. Al nostro ospedale, sorto oltre cento anni fa per generosa donazione di un nostro illustre concittadino, in anni più recenti è stata dedicata una struttura imponente con notevole sperpero di denaro pubblico come è costume nella nostra Italia. Era stato da poco ultimato il nuovo edificio ospedaliero quando si decise di ospitare nella nostra regione l’Università Cattolica del Sacro Cuore e piuttosto che destinarle la neonata struttura larinese, come da molti suggerito, ne fu costruita una ex novo ad oltre 800 metri di altitudine ed a poche centinaia di metri dall’ospedale pubblico del Capoluogo regionale. Sta di fatto che con il tempo l’Ospedale “G. Vietri” di Larino, punto di riferimento per una popolazione di oltre 30.000 abitanti (il doppio nel periodo estivo), è divenuto sede di eccellenze in settori come oculistica, terapia iperbarica, materno-infantile, biologia molecolare, chirurgia. Ma ha, purtroppo, un grave difetto: sorge in una piccola città con poco più di 5.000 cittadini elettori e si sa, nel Meridione gli ospedali non devono servire per curare la gente ma fungere da serbatoi di voti per certa politica che è adusa a comprare il consenso piuttosto che a guadagnarlo amministrando diligentemente ed onestamente. Ed è così che invece di valorizzare e potenziare ciò che nella nostra sanità funzionava, i nostri amministratori hanno preferito la strada del nepotismo e del clientelismo più beceri. Di oculistica sono stati aperti reparti doppione in altri ospedali della regione concedendo, per di più, anche una convenzione ad una clinica privata; la camera iperbarica viene fatta funzionare a regime ridotto (del resto non si è mai provveduto neppure alla tariffazione per fatturarne le prestazioni a pazienti provenienti da altre regioni); i nostri reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria sono stati accorpati agli omologhi del nosocomio della vicina città di Termoli teatro, pochi mesi prima, di un’inchiesta giudiziaria la cui denominazione, “Black Hole”, già lascia intendere quale fosse l’entità del “verminaio” scoperchiato dalla Procura della Repubblica di Larino. Risultato: la gran parte dell’utenza dell’ospedale “Vietri” si è rivolta a strutture extraregionali con un aggravio di costi per il nostro sistema sanitario regionale. Anche per il Laboratorio Analisi, uno dei pochi in Italia con certificazione di qualità, indicato dal Ministero della salute quale centro regionale di riferimento durante l’epidemia dell’influenza “A H1N1”, si prospetta lo smantellamento, ci dicono, proprio in base a direttive ministeriali. Alquanto contraddittorio, non trova signor Presidente? Una sala di rianimazione costata la bellezza di mezzo milione di euro, inaugurata in pompa magna da alcuni suoi colleghi di partito durante una campagna elettorale e richiusa a chiusura delle urne, giace inutilizzata impedendo ai reparti di Pronto Soccorso, Chirurgia ed Oculistica di funzionare al meglio ed al massimo delle proprie potenzialità. Nel contempo in altri ospedali ubicati in centri a più alta densità elettorale si è assistito ad un proliferare di primariati, anche doppi all’interno della stessa struttura. E’ stata istituita, presso l’Ateneo molisano, una facoltà di medicina che non essendo finanziata dal MIUR assorbe buona parte del fondo sanitario della nostra regione. E, dulcis in fundo, mentre alle donne e mamme del nostro territorio sono stati sottratti i servizi essenziali, a causa della soppressione dei reparti del comparto materno-infantile, per il fratello del governatore Iorio, presso l’ospedale “Veneziale” di Isernia, è stata istituita una stroke-unit, costosa quanto superflua dal momento che a pochi chilometri di distanza opera, convenzionato con il servizio sanitario regionale, l’IRCCS Neuromed che in confronto, nel campo delle patologie neurologiche, è un colosso.
Il piano di rientro, che il Governatore/Commissario Iorio coadiuvato dalla sub-commissario dott.ssa Isabella Mastrobuono, ha elaborato per risanare il deficit, non contempla affatto il taglio degli sprechi più sostanziosi e pertanto risulta iniquo ed insufficiente. E proprio mentre Le scriviamo, apprendiamo dell’ennesima bocciatura comminata dal Suo Governo. A questo punto, ben consci delle “fustigazioni” che noi molisani dovremo subire, non possiamo non sottoporLe le nostre amare considerazioni. Che il quadro della situazione fosse questo, Lei, Presidente Berlusconi, avrebbe dovuto saperlo sia perchè deputato del Molise sia perché, a differenza delle altre regioni indebitate, la nostra è amministrata da anni da rappresentanti del partito che Lei presiede e che fino a ieri ha personalmente supportato come in occasione delle recenti Elezioni Amministrative per il Comune di Termoli. Ci ha chiesto di dare ancora fiducia alle stesse persone responsabili dello sfascio dei conti del nostro sistema sanitario regionale, alle stesse persone che hanno sperperato risorse, destinate alla ricostruzione dei 14 centri colpiti dal sisma del 2002, spalmandole su oltre 80 comuni, alle stesse persone che stanno cercando di far lievitare per Statuto i componenti di un Consiglio Regionale già sproporzionato rispetto al numero di abitanti che deve amministrare, ed oggi vuole che il conto lo paghino i cittadini e le imprese di questa regione? Ci consenta, per usare un’espressione a Lei cara, di respingere con forza questa sua richiesta e accetti un consiglio: cominci a selezionare con maggior cura le persone da candidare poiché il senso di nausea è ormai elevatissimo. Prova ne sia il falò che faremo delle nostre Tessere Elettorali nei prossimi giorni sulla pubblica piazza”
. Il Comitato per la difesa dell’Ospedale “Vietri” di Larino.
 

Antonio Sorbo (Sel): “E’ patetico assistere oggi al tentativo di Iorio di scaricare su altri – il governo nazionale in primis – colpe che sono esclusivamente sue”

La verifica al tavolo ministeriale del cosiddetto “piano di rientro” dal deficit sanitario della Regione Molise non poteva finire diversamente da come è finito: con la bocciatura da parte dei tecnici del governo nazionale. L’esito della riunione certifica il totale fallimento della gestione del settore della sanità da parte di Iorio e dei vari governi regionali da lui guidati negli ultimi dieci anni e l’incapacità sua e del sub-commissario Isabella Mastrobuono di presentare una proposta credibile per disegnare un nuovo assetto del sistema sanitario regionale”. Questo è il commento di Antonio Sorbo, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà alla Provincia di Isernia. “Le conseguenze nefaste le pagheranno purtroppo ancora una volta i cittadini molisani e le imprese, con l’aumento abnorme di tasse ed imposte – ha aggiunto Sorbo -  E’ significativo che la “bocciatura” sia arrivata dai tecnici di questo governo che è espressione dello schieramento al quale lo stesso Iorio appartiene. Ciò fa cadere le ridicole accuse di strumentalizzazione politica rivolte in questi anni dal presidente della Regione a chi con forza ha denunciato il malgoverno della sanità regionale e previsto con largo anticipo il triste epilogo di questa vicenda. Purtroppo era tutto vero!”. A dire di Sorbo “è patetico assistere oggi al tentativo di Iorio di scaricare su altri – il governo nazionale in primis – colpe che sono esclusivamente sue”.
“Il presidente della Regione deve capire che è finito il tempo del “tirare a campare”, della distribuzione “a pioggia” e secondo criteri clientelari delle ingenti risorse che il Molise ha avuto in questi ultimi anni – prosegue Sorbo – Il disastro della sanità, il crollo del sistema produttivo, il mancato decollo del turismo, la distruzione della scuola pubblica, l’abbandono delle aree interne sempre più a rischio di desertificazione, i ritardi nell’ammodernamento delle infrastrutture, l’emigrazione continua dei giovani in particolare laureati, i ritardi nella ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto, la mancanza di un progetto di sviluppo complessivo, il rischio addirittura della perdita dell’autonomia istituzionale regionale sono il tragico bilancio di dieci anni di governo di Michele Iorio. Lui e coloro che con lui hanno condiviso le responsabilità di governo nell’ultimo decennio – prosegue Sorbo – hanno messo una pesante ipoteca sul futuro del Molise. La sfida, tutt’altro che facile, che ci aspetta è quella di far comprendere ai molisani che è arrivato il momento di voltare pagina – conclude Sorbo – e di costruire, partendo dall’unità di tutto il centrosinistra e delle forze sane del Molise, una reale alternativa al governo delle clientele e dei fallimenti”.

Il Circolo Pd di Campomarino. “Questo governo regionale di centrodestra ha umiliato ancora una volta la nostra regione”

“Siamo all’epilogo della vicenda relativa alla sanità in Molise. Ora non si può più negare la gestione catastrofica di questo governo regionale di centrodestra, a danno esclusivo dei cittadini più deboli.
Ci aspetta ora la riduzione degli ospedali , la riduzione dei posti letto, il blocco delle assunzioni, una riduzione sull’acquisto dei farmaci negli ospedali. Il piano di rientro è inesistente, il deficit è incolmabile, l’aumento delle tasse inevitabile con una  riduzione del potere di acquisto delle famiglie e una maggiore penalizzazione delle imprese molisane a far quadrare i conti già messi a dura prova dalla crisi economica. Una cosa è certa questo governo regionale di centrodestra ha umiliato ancora una volta la nostra regione, bloccando lo sviluppo, la creazione di posti di lavoro, la crescita dell’economia, la ricostruzione e considera la sanità pubblica come un bacino dove attingere consensi ogni volta che c’è ne bisogno. Non possiamo accettare tutto questo!” .Il circolo Pd di Campomarino

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