Il Prc boccia la Finanziaria di Berlusconi e Tremonti
Antonello Manocchio: “Si tratta di una vera e propria macelleria sociale. Aderiamo alla manifestazion del 5 giugno”
“La finanziaria da 24 miliardi di euro varata da Berlusconi e Tremonti è socialmente devastante, si tratta, infatti, di una vera e propria macelleria sociale”. Questo è il giudizio espresso Antonello Manocchio, componente della segreteria regionale di Rifondazione Comunistra. “Purtroppo, dobbiamo constatare come gran parte dei mass media tacciono sul reale impatto sociale di questa manovra, dando invece spazio e risalto alle demagogiche dichiarazioni dei rappresentanti del Governo e del PDL che affermano di voler colpire evasori e speculatori e che non metteranno le mani nelle tasche degli italiani – afferma Manocchio – Nulla di più falso, poiché questa finanziaria salva proprio ricchi e speculatori e colpisce prevalentemente lavoratori e ceti deboli. Tanto per cambiare”. Manocchio sottolinea che si tagliano in modo consistente i trasferimenti di risorse alle Regioni con conseguenti ricadute sui servizi sociale e aumenti della fiscalità regionale. “Per i lavoratori del settore pubblico è previsto un congelamento per tre anni di ogni incremento automatico e contrattuale – prosegue Manocchio – Per quanto riguarda le pensioni future si attiverà una sola finestra in dodici mesi e si accelera l’aumento dell’età pensionabile per le donne (a 65 anni già dal 2016). Slittamento nei pagamenti delle liquidazioni. Blocco del turn-over per ulteriori due anni. La manovra, inoltre, prevede l’eliminazione e l’accorpamento di molti enti pubblici (anche enti di ricerca) e un taglio generalizzato del 10% dei finanziamenti. Oltre a ciò, si prevedono tutta una serie di tagli alle spese degli Enti Locali, del sistema sanitario e, addirittura, di quello giudiziario.
Tutto ciò interverrà ancora più drammaticamente nella nostra Regione, a seguito dei massicci tagli e licenziamenti operati nella scuola pubblica dal famigerato Decreto Gelmini e il disastroso tracollo finanziario della sanità, che Iorio si appresta a scaricare sulle spalle dei cittadini molisani. Berlusconi e Tremonti giustificano questa “mattanza” sociale agitando lo spauracchio della crisi greca e paventando la necessità di contrastare gli attacchi degli speculatori – afferma ancora Manocchio – La verità è che proprio in questa direzione nessuna misura è stata attivata in concreto, a livello nazionale ed europeo. Per prevenire e scoraggiare attacchi speculativi basterebbe, infatti, bloccare la vendita allo scoperto dei titoli pubblici, obbligando la Bcead acquistare automaticamente i titoli di stato europei messi sul mercato e tassare tute le transazioni finanziare speculative”. A dire del dirigente regionale del Prc si tratta di una finanziaria di classe, “concepita in ossequio ai dettami europei – sostiene Manocchio – che, in nome di una fantomatica lotta alla speculazione, intendono invece demolire definitivamente lo stato sociale e deprimere il costo del lavoro in Europa”.
Dunque, per Manocchio ancora una volta saranno i lavoratori a pagare la crisi
“Abbiamo, però, la consapevolezza che questa terribile finanziaria non potrà essere sconfitta in parlamento e che occorre una vigorosa risposta sociale – prisegue Manocchio - infatti, solo con la lotta dal basso e con la costruzione di un consistente movimento di massa nel Paese si può pensare di fermare questi “vampiri” che succhiano il sangue della povera gente”.
Per queste ragioni, Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise aderisce alla manifestazione nazionale del 5 giugno, indetta da tutto il Sindacalismo di base e alla quale ha aderito anche Cgil per reagire indicendo uno sciopero generale.
“Non possiamo esimerci qui dal denunciare, ancora una volta, la grave subalternità di Cisl e Uil – affer,a Manocchio - sarebbe ora che i lavoratori abbandonino definitivamente questi sindacati “gialli”, responsabili delle divisioni nel movimento operaio e dell’affondo delle politiche anti-operaie e anti-sociali del Governo Berlusconi. Analogo suggerimento rivolgiamo a coloro che sostengono e nutrono ancora speranze in quelle forze politiche di opposizione “paravento” nel Parlamento”.

















