Petraroia: “Rigore e sobrietà per il Molise”
Il Consigliere regionale Pd valuta gli effetti della crisi economica. “Va contenuta la spesa istituzionale in favore di misure su lavoro, impresa e sociale”
Riceviamo e pubblichiamo
Il tempo delle parole vuote è alle nostre spalle. La crisi internazionale sta obbligando i paesi europei a manovre finanziarie imponenti per evitare l’effetto Grecia. In Italia si stanno approntando misure straordinarie che oltre ad essere ingiuste e inique rischiano di essere ampiamente insufficienti. Nei prossimi mesi potranno adottarsi ben altri provvedimenti con la prevedibile conseguenza che le fasce più deboli della popolazione, il Mezzogiorno e le regioni più piccole si troveranno all’improvviso in gravi difficoltà. Una simile consapevolezza dovrebbe indurre il Molise ad agire rapidamente per contenere i costi, tagliare la spesa inutile, investire nei settori produttivi e difendere il reddito delle famiglie, dei lavoratori e dei disoccupati. E in questa direzione, ciascuno per le responsabilità che occupa, è preferibile operare con senso di responsabilità e attenzione al bene comune. Nei giorni scorsi ho avuto contatti nazionali tesi a far presentare l’allegata interrogazione al Ministro degli Interni in difesa della Scuola Allievi di Polizia di Campobasso. Questo atto da solo è insufficiente ma sommato alla mobilitazione sindacale, al Question Time dell’On. Di Pietro in Parlamento e all’incontro del Sindaco Di Bartolomeo col Sottosegretario, può aiutare la risoluzione del problema. Sui costi istituzionali ho depositato una Mozione contro gli sprechi regionali e un’interrogazione urgente all’Assessore al Bilancio. Se la politica da l’esempio e parte da se stessa nel contenimento della spesa recupera credibilità al cospetto dei cittadini e può dispiegare interventi di razionalizzazione assolutamente ineludibili. E’ vero che la mediocrità di chi non vede oltre il proprio naso agevola lo scambio del dito con la luna. Ma alzando lo sguardo la situazione è terribile. La Cattolica vanta 90 milioni di credito e potremmo perdere un Centro di Eccellenza Sanitario e 800 unità occupate tra diretto e indotto. Nella sanità pubblica il discorso è simile per tutti i presidi ospedalieri e il discorso può estendersi alle strutture convenzionate come la SanStefar o l’Igea Medica ma anche ai servizi sociali, assistenziali e domiciliari. Tra smembramento dell’ittierre, caos nello Zuccherificio e misteri della Solagrital-Gam ci sono tremila posti di lavoro a rischio. I tagli dei trasporti pubblici e della scuola accentueranno lo spopolamento delle aree interne costrette a svendersi alle imprese dell’eolico selvaggio o delle biomasse di dubbia origine, per introitare il minimo vitale di sopravvivenza. Uno scenario siffatto obbliga a cambiamenti radicali che non escludono rivisitazioni geografiche, ma, da subito, qui e ora, va contenuta la spesa istituzionale in favore di misure su lavoro, impresa e sociale. Saranno importi insufficienti ma prima di tagliare gli ospedali, le scuole e le corse dei pullmann, sarebbe un bel segnale per i cittadini.
Michele Petraroia – Consigliere regionale del Pd

















