La Regione autorizza la ricerca di idrocarburi off-shore
A sollevare il caso è D’Alete, Capogruppo regionale del Pd. Via libera alle perforazioni della Petroceltic Italia davanti alle coste termolesi
Porta la data del 20 Aprile 2010 la deliberazione 287 con la quale la Giunta Regionale del Molise autorizza la società Petroceltic Italia s.r.l. di Roma ad eseguire dinanzi le coste termolesi interventi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi su un’estensione di 317 Kmq. Lo ha reso noto il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Pardo Antonio D’Aletre, il quale in unanota inviata alla stampa ricorda che in questi i giorni il mondo scopre, a sue spese, che le misure di sicurezza adottate fino ad oggi per questo tipo di trivellazioni in mare non sono sufficienti a scongiurare disastri ambientali come quelli del Golfo del Messico. “Prevenire imparando dagli errori è un nostro dovere – commenta il capogruppo D’Alete – soprattutto quando parliamo del bene più importante che l’intera comunità è chiamata a proteggere, il nostro ambiente naturale”.
D’Alete solleva dubbi anche rispetto agli impatti negativi che sembrano collegati alla normale attività di ricerca di idrocarburi; effetti negativi legati all’utilizzo dell’air gun ed alle onde acustiche emesse che provocherebbero danni alla fauna ittica ed all’attività di pesca anche a causa dell’effetto “spavento” (così come da relazione tecnica allegata alla richiesta di concessione) registrato fino ad una distanza di 30 km dalla sorgente d’onda. “Auspico che la Giunta regionale faccia un passo indietro, ritirando la deliberazione n°287 – afferma D’Alete – per verificare, con la collaborazione dei Ministeri competenti e degli enti internazionali deputati alla difesa dell’ambiente, quali ulteriori accorgimenti siano necessari per evitare del tutto il rischio che nel Mare Adriatico accada quello che sta avvenendo oggi nel Golfo del Messico. Turbogas, eolico selvaggio, nucleare, impianto eolico off-shore, i tanti terreni del basso molise che dall’agricoltura passano ad ospitare mega impianti fotovoltaici, ed ora le nuove trivellazioni a largo di Termoli – conclude D’Alete – perché caricare di tante pressioni e preoccupazioni i molisani? Quanta energia è “condannato” a produrre il Molise? Quale idea di futuro per il nostro ambiente si nasconde dietro le tante inaccettabili decisioni adottate dal Governo Iorio in questi ultimi 13 anni?”

















