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“La Regione riconsideri il piano energetico”

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Lo chiede il “Comitato Proteggiamo il nostro Territorio” costituito a Toro contro l’eolico selvaggio


Il “Comitato Proteggiamo il nostro Territorio” costituito a Toro, prosegue la battaglia con l’eolico selvaggio ed in una nota inviata alla stampa chiede alla Regione di riconsiderare il piano energetico. Lo fa dopo avere celebrato a Toro la  “Prima Giornata Molisana del Paesaggio” occasione di  festa e di democrazia, animata dalla partecipazione convinta di comitati, associazioni, organizzazioni di categoria. Centinaia di cittadini, sindacalisti, consiglieri comunali, provinciali e regionali, supportati dalle televisioni e dalla stampa hanno contribuito al successo della manifestazione. Dalla piazza di Toro, i cittadini, gli esponenti del mondo dell’agricoltura, dell’ambientalismo e della cultura hanno levato concordi la voce per esporre le proprie ragioni e invitare politici e amministratori locali a riaprire con urgenza il capitolo delle energie alternative troppo sbrigativamente chiuso. “E per denunciare lo scempio del territorio del Molise, della regione più piccola d’Italia dopo la Valle d’Aosta, dove si progetta di posare l’incredibile numero di tremila pali eolici, cioè la metà dei pali eolici italiani – si afferma in una nota del Comitato – Da Toro è arrivato un invito preciso agli uomini politici e gli amministratori molisani che nelle sedi più disparate non si stancano mai di magnificare la “incontaminata bellezza”, le tradizioni agropastorali, la quieta serenità delle campagne e dei borghi arroccati intorno ai castelli, le testimonianze romane e sannite del territorio. Facciano seguire alle parole atti concreti! Dimostrino nei fatti che nel Molise incontaminato ci credono veramente! Riconsiderino il piano energetico regionale”. Si chiede, quindi, di investire sui tratturi, salvare l’architettura rurale e la nostra civiltà della pietra, istituire i primi parchi regionali, magari storico-archeologico-naturali, in linea con le Regioni limitrofe che coprono fino al 20%-25% del loro territorio, aiutare l’agricoltura con tutti i suoi speciali prodotti tradizionali,  restaurare il paesaggio, imporre saggezza ed equilibrio rispetto all’assalto indiscriminato e devastatore, fuori misura ed alienante delle gigantesche torri eoliche.

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