Seguici:

Spina: “E’ l’ora della corresponsabilità”

0 Commenti

Per il presidente provinciale della Confcommercio di Campobasso “il Molise non è fatalisticamente destinato ad un percorso di declino”


Riceviamo e pubblichiamo
La Camera di Commercio di Campobasso è risultata essere tra i 36 enti pubblici più efficienti d’Italia e verrà premiata dal Presidente della Repubblica, il giorno 8 giugno 2010, per essere risultata tra i tre enti più innovativi del nostro Paese. E qualche giorno fa le organizzazioni economiche che fanno parte del Consiglio camerale di Campobasso hanno votato all’unanimità la proposta di unificare gli enti camerali di Campobasso ed Isernia al fine di garantire un ulteriore salto nella qualità dei servizi alle imprese e nella gestione dei costi e delle spese. Una premessa per dire che quando c’è un progetto condiviso, quando c’è la comune volontà di operare in una direzione, i risultati di eccellenza possono arrivare anche in Molise. Quindi il Molise, in tempi difficili come questi, non è fatalisticamente destinato ad un percorso di declino, di marginalità e di povertà. La questione allora è un altra e il continuo susseguirsi di notizie sfavorevoli per la nostra regione rende la stessa di improrogabile attualità: cosa possiamo fare e soprattutto cosa dobbiamo fare per dare al Molise un futuro meno cupo di quello che oggi si sta prefigurando? La Confcommercio, unitamente alla altre associazioni del partenariato economico e sociale molto si è spesa in questi anni per avere un dialogo con la politica e i suoi rappresentanti, scevro dalla logica delle appartenenze e delle contiguità e fondato invece sulla logica del progresso materiale e civile dell’intera comunità locale. Duole dirlo ma nella concretezza dei fatti, al di là dei rapporti di cordialità e di ascolto che si sono susseguiti in questi anni, questa logica non ha sinora avuto lo spazio che meritava. Di fronte agli articoli che ci descrivono in continuazione come una regione che spende senza obiettivi precisi (a proposito, ma queste otto commissioni consiliari aggiuntesi a quelle statutarie servono davvero? E se sì, cosa hanno prodotto per giustificarne i non piccoli costi sul bilancio della Regione Molise?) gli imprenditori associati ci chiedono: “la dirigenza Confcommercio cosa sta facendo per invertire questo stato di cose? Non possiamo noi essere artefici del nostro futuro?” Lungi da noi l’ipotesi di occupare lo spazio che è della politica e della politica deve restare. Ma i tempi che stiamo vivendo non sono normali e quel mondo delle imprese, quello che riesce ad ottenere nel Molise risultati di eccellenza, ha il dovere di non restare spettatore passivo e di cominciare ad attivarsi per affrontare un futuro difficile. In questo senso pensiamo che iniziative come gli Stati generali dell’economia debbano uscire per avere un senso dalla logica di cerimonialità largamente autoreferenziale tipica dell’approccio della politica, di centro di destra come di sinistra, che ha caratterizzato il dialogo socio economico molisano degli ultimi venti anni. La liturgia esorcizza, ma non cura. E siccome qui non si deve esorcizzare più nulla, visto che sono i fatti e i numeri a dirci che siamo oltre l’orlo del precipizio, la liturgia non serve a nulla, anzi rischia di farci spendere inutilmente del tempo prezioso. Se poi di liturgia non parliamo saremo i primi a voler dare il nostro contributo a questa come ad altre iniziative. Ma intanto riteniamo e coinvolgeremo l’intero partenariato su questo tema, e va proposto un programma chiaro di azione per rimettere nei tempi più brevi possibili il Molise sulle proprie gambe. Un programma in cui siano definite le azioni, i soggetti coinvolti e la logica da perseguire. Le poche risorse di cui ancora dispone il Molise vanno concentrate su poche idee guida.
Tali idee guida dovranno creare, nel più breve tempo possibile, ritorni economici autonomi apprezzabili e misurabili, come contributo al prodotto interno lordo e creazione di valore aggiunto. A gestire queste idee guida ci dovranno essere persone, siano esse di strutture pubbliche o di  estrazione imprenditoriale, che abbiamo chiare competenze, efficienza di metodo e capacità di gestire risorse umane secondo logiche dell’azienda privata. Basta con i burocrati che spesso, e salvo lodevoli eccezioni, si auto incensano per la grandezza della loro scrivania (e per la corposità del loro emolumento) e spazio al merito, alle  capacità, alla dinamicità, alla intuizione, alla creatività. Questo può fare Confcommercio in uno dei momenti più difficili e complessi della storia di questa terra. Ma lo farà sempre con lo spirito che anima l’impresa privata, quella della fiducia, della voglia di lavorare, della determinazione a ottenere risultati, per quanto arduo ciò possa essere. E questa per noi potrebbe essere anche l’ultima chiamata alla  corresponsabilità perché non vogliamo certo essere attori su un terreno che non ci appartiene. E su questo tema ci andremo a confrontare già nei prossimi giorni con tutte le organizzazioni datoriali, nell’interesse dell’economia molisana e quindi indirettamente di tutta la popolazione molisana.

Paolo Spina – Presidente Confcommercio Campobasso

Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>