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“I Misteri”, un mare di polemiche

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L’associazione “Il Borgo” chiede le dimissioni di Lattanzio che invece rilancia e annuncia denunce e verifiche sull’impiego dei bambini


Chiedendo di modernizzare i Misteri, tenendo presente dei diritti dei minori e sottolineando che i “bambini non volano”, Nunzia Lattanzio, Tutore pubblico dei minori, ha scatenato un mare di polemiche, con le forti critiche del sindaco Di Bartolomeo e una serie di sospetti su ventilate aspirazioni politiche della professionista. Ora l’Associazione “Il Borgo” chiede addirittura le dimissioni di Nunzia Lattanzio da Tutore pubblico dei Minori della Regione Molise, “per il grave danno all’immagine arrecato alla Città di Campobasso relativamente alle dichiarazioni rese sul ruolo dei Bambini nella sfilata dei Misteri”. E’ Claudio Pian a parlare a nome dell’Associazione “Il Borgo” attraverso una nota inviata alla stampa.  “La sfilata dei Misteri è una tradizione consolidata, è un amore sviscerato che lega i Campobassani di ieri, di oggi e di domani hanno con una festa che forse è unica al Mondo. Per dirla tutta I Misteri sono Campobasso e Campobasso è i Misteri – afferma Pian – Prima di avanzare tesi del tutto personali, come accaduto nella conferenza stampa tenuta nella sede del consiglio regionale del Molise, allorquando il suo omologo (Tutire dei Minori) della Campania ha citato frasi lesive della dignità dei genitori che autorizzano i figli ad andare sulle macchine del Di Zinno. Entrambi avrebbero fatto bene a informarsi, come abbiamo fatto noi, andando a vedere le macchine, le protezione, la selezione e l’attenzione di cui godono i bambini sia durante le prove che nelle ore sfilata.   Poco ci interessano i motivi che hanno spinto nei giorni a ridosso del Corpus Domini a voler assurgere agli onori della cronaca – prosegue Pian -  Rimane un danno alla storia del Capoluogo di Regione, che si aggrava in queste ore, visto che le notizie divulgate dalla Lattanzio stanno avendo la ribalta anche negli organi di informazione nazionali. Di tale comportamenti e dichiarazioni se ne ricorreranno gli estremi la Lattanzio ne risponderà nelle opportuni sedi giudiziarie, unitamente a chi ha avuto una parte attiva in questa brutta pagina, tendente a offuscare la storia di Campobasso e delle sue tradizioni.  Come la stessa Lattanzio ha ricordato nel suo comunicato dello scorso venerdì, i Misteri hanno sfilato persino in Piazza San Pietro davanti agli occhi lucidi di Papa Giovanni Paolo II, il cui amore per i bambini era come tutti sanno smisurato. Solo a titolo di puntualizzazione fu proprio Papa Giovanni Paolo II a chiedere a Monsignor DINI di prevedere l’uscita in piazza San Pietro seguendo l’ordine biblico e non quello rituale della sfilata dei Misteri. Se la Lattanzio vuole portare avanti battaglie ideologiche lo faccia pure – prosegue ancora Pian -  ma da privata cittadina e non da donna delle istituzioni, che non rappresenta nel momento in cui crea danno d’immagine offendendo le tradizioni plurisecolare di un nobile popolo quale è quello campobassano. Come Molisani che la ospitiamo essendo la stessa originaria di altra regione, non può rappresentare un’istituzione in cui vi è scritta la parola “Molise” di cui Campobasso è capoluogo.  La storia e l’orgoglio di Campobasso – conclude Pian – non può essere offuscato da chiunque perché sono patrimonio della storia del capoluogo di regione”.
Lattanzio rilancia e denuncia
La replica di Nunzia Lattanzio non si è fatta attendere. Una replica indirizzata soprattutto agli articoli della stampa locale e al sindaco Di Bartolomeo. Lattanzio parla di “volgari offese rivoltemi negli ultimi giorni da alcuni rappresentanti delle Istituzioni e degli Organi d’informazione relativamente alle mie richieste di riflessione e di modernizzazione de I Misteri”.  Detto ciò giudica  stomachevole sentir “chiamare in causa la politica…, ipotetiche campagne elettorali…, posti nei listini…, scoop o altro…; i Cittadini sono troppo intelligenti per perdersi in queste miserevoli distorsioni di pensiero che qualcuno attiva!”. Inoltre Lattanzio giudica ingiusta ed incomprensibile quella che definisce “l’aggressione direttami da un primo cittadino, Sindaco sul quale in molti abbiamo riposto fiducia e verso il quale personalmente ho sempre mostrato disponibilità a progettare e ad agire a tutela dell’esclusivo interesse dei  giovani molisani”. A tal proposito Lattanzio annuncia di avere querelato il sindaco Di Bartolomeo “non essendo ravvisabili – afferma il Tutore dei Minori – al momento i presupposti per un bonario chiarimento”. Nella nota inviata alla stampa Lattanzio annuncia anche di avere inoltrato una  istanza per  verificare se “I Misteri” violano  i diritti dei Bambini. La richiesta è stata inviata alla Conferenza nazionale dei Tutori e dei Garanti regionali, al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carafagna, al Parlamento Italiano, al Presidente della Repubblica Italiana, al Vaticano, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Campobasso e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Campobasso, ed in via subordinata  alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. “All’esito di dette istruttorie da parte delle Autorità Giudiziarie, Civili e Religiose, e soltanto allora – conclude Lattanzio – potrò serenamente prendere atto della fondatezza o infondatezza della mia azione di protezione a tutela dei diritti dei Minori di età della Regione Molise relativamente al loro impiego ‘piacevole e giocoso’ nella tradizionale festa molisana”.

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