Cancellata la Provincia di Isernia
Passa in Commissione Affari Istituzionali l’emendamento Bruno (Pdl). Mazzuto (Pdl) chiede aiuto all’Upi. Petraroia (Pd): “A rischio l’autonomia regionale”
Superata dalla manovra Finanziaria, la soppressione della Provincia di Isernia torna di attualità grazie all’emendamento al disegno di legge sul Codice delle Autonomie Locali presentato dal Presidente della Commissione Affari Istituzionali della Camera dei Deputati , l’On. Donato Bruno del Pdl. L’emendamento, approvato con il voto contrario dell’opposizione, prevede l’abolizione delle Province sotto i 200mila abitanti. Un sub-emendamento dell’Onorevole Lorenzin sempre del Pdl ha integrato l’emendamento di Bruno salvando quelle Province che hanno un territorio per il 50% montano e non meno di 150mila gli abitanti. In pratica, a giochi fatti, verrebbero soppresse quattro Province, Vercelli, Isernia, Fermo e Vibo Valentia, mentre grazie al sub -emendamento Lorenzin probabilmente si salveranno le Province di Biella, Verbania-Ossola e Crotone perché il territorio è per il 50% montano ed hanno più di 150mila abitanti.
Mazzuto chiede il sostegno dell’Upi e allarga i confini
La notizia non ha sorpreso il Presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, il quale ha annunciato la volontà di rivolgersi all’Unione delle Province Italiane, impegnando il presidente Giuseppe Castiglione affinché convochi con urgenza il Direttivo nazionale per promuovere un’azione comune che tuteli il ruolo delle Province come Enti di riferimento per le popolazioni residenti nei vari ambiti territoriali. Nel contempo Mazzuto continuerà a lavorare per allargare i confini della Provincia ai comuni abruzzesi dell’Alto Sangro. “Sono sempre stato consapevole del fatto che l’abolizione della nostra Provincia è una eventualità non ancora scongiurata – ha dichirata Mazzuto - Se da un lato siamo preoccupati per il destino della nostra Provincia dall’altro è da cogliere come positivo il limite ai tagli posto a quelle Province il cui territorio sia per oltre il 50% montano, condizione favorevole per la nostra Provincia, costituita per circa il 70% da montagna, e dove la maggior parte dei comuni è situata in zone montuose. Con tale requisito, però, sopravvivranno le Province con una popolazione al di sopra dei 150mila abitanti e quella di Isernia si ferma agli 88mila. Il rischio dunque permane – afferma Mazzuto - ma l’introduzione di questo emendamento rispetto alla Manovra così come stilata nel documento originario lascia ben sperare che si possano creare ulteriori vincoli ai tagli di quelle Province che, come la nostra, sono caratterizzate da una morfologia accidentata e che necessitano di avere una gestione dei territori autonoma. Al vaglio del Governo – aggiunge poi fiducioso Mazzuto – finiranno i bilanci degli Enti indicati come ‘superflui’ e certamente la scure dei tagli si abbatterà su quelle Province con situazioni finanziarie dissestate. Certo una considerazione va fatta alla luce dell’esistenza di altri emendamenti che fissano, diversamente da quello dell’On. Bruno, limiti a 250mila o a 500mila abitanti. Non mi sembra un criterio attendibile quello di stimare la validità di una Provincia e il suo ruolo istituzionale sul territorio sulla base della quantità della popolazione. Sarebbe necessario piuttosto valutare i compiti gestionali e amministrativi di questi Enti e capire se le Province servano o meno – ha concluso Mazzuto–. Perché qualora si accertasse l’inutilità dell’Ente provinciale, allora sarebbero da sopprimere tutte le Province in Italia, non solo quelle meno popolose”.
Petraroia (Pd): “A rischio l’autonomia della Regione”
“L’atteggiamento del PdL e della Lega Nord è nitido e con la crisi finanziaria in atto si colpiscono i dipendenti pubblici, le donne, i giovani, la scuola, la sanità e le aree meridionali. Sarebbe utile comprendere la posizione del PDL del Molise in riferimento a fatti precisi come questi che si aggiungono alla bocciatura del piano di rientro del deficit della sanità, alla chiusura della Scuola Allievi di Polizia di Campobasso e ai ritardi nell’assegnazione dei fondi FAS e delle Delibere CIPE o la mancata rateizzazione dei contributi previdenziali connessi al post-terremoto per Enti e Dipendenti Pubblici”. Questo è il commento di Michele Petraroia, Consigliere Regionale del Pd, in merito alle decisioni prese dalla Commissione Affari Istituzionali della Camera dei Deputati. “La scarsa consistenza demografica del Molise mette a repentaglio la sopravvivenza istituzionale della Regione in una stagione dominata più dai ragionieri che dalla politica, ma la questione va posta e affrontata in chiave organica e non per spoliazioni progressive – afferma Petraroia - O passa la proposta più volte formulata dal Presidente della Giunta di un trattamento più da regione a statuto speciale che ordinario con i connessi vantaggi in termini di riparto di spesa, oppure non si pone solo la questione della soppressione della Provincia di Isernia bensì il superamento dell’autonomia regionale in linea col disposto previsto dall’art. 132 della Costituzione Italiana. L’unica cosa – conclude Petraroia – che non serve è urlare in Molise per tacere a Roma”.

















