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Il Governo “amico” ha tradito ancora

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Dopo avere bocciato il piano per il deficit della sanità arriva il taglio della provincia di Isernia. La rabbia nel Pdl ioriano e gli interventi di Sassi, Sorbo e Cicchino

 

Con la ventilata soppressione della Provincia di Isernia, così come stabilito nel ddl emendato dalla Commissione Affari Costituzionali, esplode il malessere interno al centrodestra molisano ed in particolare nel Pdl. L’ordine di scuderia, dato alla stampa amica, era di scaricare ogni responsabilità sulle spalle della Lega Lombarda. Ma non ha retto, visto è considerato che l’autore dell’emendamento è l’onorevole Donato Bruno, esponente del Pdl. Comunque sia, Lega Lombarda o Pdl è il “Governo amico” ad avere, ancora una volta, “tradito”.  E’ Berlusconi, deputato eletto nel Molise, a non avere mantenuto le promesse. Dopo la bocciatura del Piano di rientro dal deficit della sanità e l’obbligo di aumentare le tasse, ecco arrivare la soppressione della Provincia di Isernia, il regno elettorale di Iorio. Ed allora, tra imbarazzo e rabbia, si scatena la reazione del centrodestra ed in particolare degli amici del Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio.  Sintomatico l’intervento del Consigliere comunale di Isernia Giovanni Sassi, uno dei fedelissimi del Governatore, il quale attraverso una nota inviata al Presidente provinciale del Pdl auspica che la preoccupazione dei politici locali si trasformi in una concreta azione tesa a scongiurare la scomparsa dell’ente di via Berta. “Le decisioni assunte a livello centrale appaiono come un letale accanimento con¬tro un territorio che già soffre una profonda crisi sociale, occupazionale e impren¬ditoriale – afferma Sassi -  La nostra è un’area che andrebbe aiutata non certo soffocata, invece è costretta a subire il ridimensionamento delle proprie legittime aspirazioni. Pertanto, come aderente al maggiore partito di governo, un partito che purtroppo ha condiviso una scelta fatale per Isernia – prosegue Sassi -  propongo che tutti gli iscritti al PdL della nostra provincia che rivestono cariche istituzionali, dal consigliere comunale al presi¬dente della giunta regionale fino ai parlamentari, si autosospendano dal partito in segno di protesta”. Vedremo in quanti raccoglieranno l’appello di Sassi.

Intanto Antonio Sorbo, capogruppo provinciale di Sinistra e Libertà, ricorda che fino a pochi giorni fa tutti gli esponenti del Pdl avevano fatto a gara per rivendicare il merito di aver “salvato” la Provincia di Isernia dall’ipotesi di soppressione avanzata dal governo Berlusconi nella Finanziaria. Sorbo ricorda anche le dichiarazioni dell’Europarlamentare Aldo Patriciello, il quale scriveva che “l’ipotesi di soppressione della provincia di Isernia è insussistente, priva di fondamento costituzionale, non percorribile” e il 3 giugno aggiungeva che “certamente Silvio Berlusconi va ringraziato per avere evitato questa ulteriore penalizzazione della nostra regione”. E Sorbo non dimentica il senatore Di Giacomo il quale in un comunicato del 27 maggio affermava: “Ho ricevuto garanzie dal Presidente  Berlusconi che la Provincia di Isernia non corre nessun pericolo di soppressione. Ringraziando il Presidente per la sensibilità ed il sostegno alla causa del Molise, posso assicurare fin d’ora che seguirò personalmente l’iter del provvedimento in Commissione ed in Aula in Senato, predisponendo comunque un emendamento che garantisca la sopravvivenza della Provincia di Isernia”. Il capogruppo di Sinistra e Libertà ricorda ancora le continue rassicurazioni del presidente Iorio che mentre in Commissione si votava l’emendamento Bruno, ha incontrato Berlusconi.
“E meno male che tutti questi importanti esponenti politici si sono spesi così tanto per difendere l’autonomia e gli interessi della Provincia di Isernia! Se non si fossero così impegnati, cosa sarebbe accaduto?  -afferma con sarcasmo Sorbo – Magari nell’emendamento il relatore e i leghisti avrebbero previsto anche di prendere a legnate tutti gli abitanti della Provincia, uno per uno. Una misura, quest’ultima, che noi avremmo anche potuto condividere ma solo a condizione che la “punizione corporale” riguardasse esclusivamente coloro che hanno votato PDL…. Al di là delle battute – prosegue Sorbo – se l’emendamento Bruno passerà e la Provincia sarà soppressa, avremo la certificazione che la nostra delegazione parlamentare e il nostro presidente non contano un fico secco a livello nazionale. Hanno ancora qualche giorno per dimostrare il contrario. Di certo possiamo sostenere fin da ora che se il testo del provvedimento non cambierà, Iorio, Patriciello e Di Giacomo, insieme a Berlusconi e al suo governo, saranno di fatto responsabili politicamente della morte della nostra Provincia – sostiene Sorbo -  Per sottrarsi a questa responsabilità e per dimostrare che hanno a cuore solo gli interessi dei cittadini, di fronte alla cancellazione di questo ente hanno una sola possibilità: le dimissioni”. Entrando nel merito del Provvedimento a dire del capogruppo di Sinistra e Libertà la montagna ha partorito il classico topolino. “Il taglio ai costi della politica, secondo questo governo, passa attraverso la soppressione di appena quattro piccole province – prosegue Sorbo -  dimenticando che, soprattutto per il nostro territorio, eliminare la Provincia di Isernia produrrà un impoverimento generale dal punto di vista economico e sociale ed avrà pesantissime ricadute su molti settori, dall’organizzazione della scuola all’ordine pubblico, dalla gestione del sistema giudiziario all’articolazione dei tanti presidi istituzionali ed economici che oggi tengono in piedi il tessuto sociale soprattutto della città di Isernia”. Infine il Capogruppo di Sinistra e Libertà sostiene che insieme alla Provincia saranno tagliati la Prefettura, la Questura, l’Ufficio provinciale scolastico, il Comando provinciale dei Carabinieri, probabilmente il Tribunale, le sedi provinciali degli istituti previdenziali e bancari “e tante altre strutture – sottolinea Sorbo – che oggi, piaccia o non piaccia, costituiscono l’ossatura dell’economia di gran parte di questo nostro territorio”. Infine Sorbo commenta con soddisfazione l’atteggiamento dei parlamentari del centrosinistra che hanno votato contro l’emendamento Bruno, annunciando battaglia. “Aspettiamo ora di vedere cosa faranno Iorio, Di Giacomo, Patriciello e tutti gli esponenti del PDL”, conclude Sorbo.

“Infine l’intervento del Presidente del Consiglio Provinciale Lauro Cicchino a dire del quale “l’intento di risparmiare soldi eliminando solo quattro Province su 116, tra cui quella di Isernia, è un tentativo ridicolo di ridurre le spese in quanto non produce effetti positivi in termini di razionalizzazione dei costi. Non capisco perché, ad esempio, se si vuole effettivamente risparmiare, non si comincia allora ad abolire le Province metropolitane il cui territorio e le cui funzioni si sovrappongono a quelle dei Comuni delle grandi città”.
Secondo Cicchino il disegno di legge approvato nella Commissione Affari Istituzionali avrà conseguenze negative per l’intero territorio provinciale.  “La soppressione della Provincia – ha sottolineato Lauro Cicchino – significherà essenzialmente due cose: ricadute economiche negative e tagli ai servizi offerti ai cittadini. Bisogna, infatti, considerare che eliminare l’ente di via Berta equivale a togliere, solo per fare qualche esempio, la Prefettura, la Questura, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Tutti i dipendenti sarebbero trasferiti con le loro famiglie altrove, creando un impoverimento sia a livello economico che di servizi. Tutto ciò –afferma ancora Cicchino – significherebbe in definitiva vanificare gli ultimi 40 anni di progresso del nostro territorio. Progresso reso possibile proprio grazie all’istituzione dell’ente avvenuta 40 anni fa”.
Cicchino annuncia, quindi, che metterà in atto da subito tutte quelle iniziative che possano contribuire a scongiurare la cancellazione dell’ente.
“Già all’inizio della prossima settimana – ha aggiunto il presidente del Consiglio – convocherò una conferenza dei capigruppo per stabilire la data di un consiglio provinciale monotematico in cui discutere dell’argomento, invitando i 52 sindaci dei Comuni della Provincia. In questo modo stabilire potremmo stabilire assieme – ha concluso Cicchino – le iniziative da adottare per scongiurare il rischio soppressione”.
 

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