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Emendato l’emendamento, la Provincia di Isernia è salva

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Secondo dietrofront. In mattinata Iorio aveva chiesto la riunione l’ufficio di Presidenza del Pdl nazionale


Non ci sarà “la rivoluzione” e nel Presidente della Giunta Regionale del Molise, Michele Iorio, non si reincarnerà Erennio Ponzio, il  condottiero sannita, ricordato da Tito Livio nel libro IX dei suoi “Ab Urbe condita libri”, padre del comandante in capo dei Sanniti durante la Seconda guerra sannitica contro i Romani. Fortunatamente non dichiareremo guerra a Roma perché si è avuto l’ennesimo dietrofront sull’abolizione della provincia di Isernia. Infatti, un emendamento ha soppresso un emendamento. L’incredibile balletto, tipico della politica con le idee chiare, si è registrato in Commissione affari istituzionali dove è stato soppresso l’articolo 14 del ddl che di fatto tagliava quattro province perché al di sotto dei 200 mila abitanti. Dunque, oltre a Isernia si salvano Vercelli (180.111 ab.) in Piemonte,  Fermo (176.488 ab) nelle Marche e Vibo Valentia (167.334 ab) in Calabria. Restano in piedi anche quelle Province la cui sopravvivenza era condizionata dalla percentuale di territorio montano, ovvero Biella, Verbano-Cusio-Ossola e Crotone.
A questo punto viene spontaneo chiedersi: la telenovela termina qui o c’è da attendersi qualche nuova puntata? Secondo alcuni con il progetto Federalista della Lega Lombarda il destino della Provincia di Isernia  è segnato e si potrà evitare la soppressione solo estendendo i confini verso l’Abruzzo. Altri, invece, ritengono che per tagliare la Provincia sia necessaria una modifica alla Costituzione e questo, almeno per il momento, non avverrà. 
Comunque, quando ancora non si era diffusa la notizia del dietrofront, il Presidente dell’assemblea di via Berta, Lauro Cicchino, aveva convocato in seduta urgente il Consiglio Provinciale per lunedì 14 giugno 2010 alle ore 16,30 per trattare l’unico punto all’ordine del giorno: “Emendamento sulla soppressione della Provincia di Isernia approvato dalla Commissione Parlamentare. Discussione e determinazioni”. Ovviamente successivamente la convocazione è stata annullata. Nella stessa mattinata, quando ancora la Provincia di Isernia era soppressa, il Presidente della Regione, Michele Iorio, aveva inviato una lettera al Presidente Silvio Berlusconi e ai Coordinatori del PDL, Bondi, La Russa e Verdini per chiedere ufficialmente che l’ufficio di Presidenza del Partito esaminasse la questione con uno specifico punto nell’ordine del giorno. “Caro Presidente – scriveva Iorio a Berlusconi – come sai, è in trattazione in Parlamento l’articolazione della Carta delle Autonomie Locali. Questo, nell’ambito di una situazione confusa e intrecciata con la Finanziaria e i tagli in essa previsti.  In riferimento alla ventilata proposta del PDL, fatta in sede di Commissione Affari Costituzionali, che prevede l’eliminazione di solo quattro Province, compromettendo altri aspetti di rilevanza istituzionale. Ti chiedo – concludeva la lettera indirizzata a Berlusconi – di voler riunire l’Ufficio di Presidenza del Partito e di porre tale argomento all’ordine del giorno. Certo di un tuo positivo e immediato accoglimento di questa mia richiesta ti saluto con affetto”.

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