Monaco: “Manteniamo la parola data… dimettiamoci”
Nella nota del sindaco di Capracotta l’appello rivolto agli amministratori dell’alto Molise per l’ormai certa chiusura dell’ospedale di Agnone
Riceviamo e pubblichiamo
Il dado è tratto. Il silenzio è sceso sulla chiusura dell’Ospedale di Agnone dopo il consolidamento del disavanzo dei conti della sanità regionale. Siamo stati partecipi di tante iniziative, incontri, e siamo stati illusi dalle promesse, dalle tante promesse, tutte disattese. Oggi l’Ospedale di Agnone viaggia spedito verso la chiusura, oggi definita riconversione in R.S.A. Il nosocomio verrà smembrato, interi reparti verranno chiusi e ci sarà la corsa verso altre realtà dove i cittadini, i pazienti, si aspettano una migliore sanità. Un unico reparto, con 16 posti letto, che raggruppa medicina, chirurgia e ginecologia!!! Di peggio non potevamo aspettarci, tre primari con i propri staff di collaboratori medici e infermieri, che dovranno interessarsi di 16 pazienti; questo quanto è emerso dopo mesi e mesi di confronto, perché tutto il resto è solo pura illusione. L’Ospedale diventerà una R.S.A. anche a scapito di altre strutture che da anni aspettano un segnale da questo punto di vista. Ma siamo sicuri che non andiamo ancora una volta verso una spreco di risorse, questa volta non solo finanziarie, ma anche umane? Alcuni mesi orsono fui uno dei primi Sindaci dell’Altissimo Molise a lanciare l’idea delle dimissioni qualora ci fosse stato il tentativo di chiudere o in presenza di provvedimenti di menomazione dell’Ospedale di Agnone. Quella mia presa di posizione spinse il collega Sindaco di Agnone a convocare una riunione di tutti i Sindaci dell’Altissimo Molise che unanimemente decisero di seguire la strada delle dimissioni, di rimettere la fascia tricolore nelle mani del Prefetto di Isernia, in segno di netto dissenso nei confronti di una paventata chiusura o ridimensionamento del Caracciolo di Agnone. La volontà delle dimissioni fu riproposta anche nel giorno della partecipata iniziativa pubblica Agnonese a difesa dell’ospedale, quando il Sindaco di Agnone, a nome di tutti gli altri Sindaci presenti, ribadì la volontà delle dimissioni.Di dimissioni aveva parlato anche l’assessore regionale di riferimento, Franco Giorgio Marinelli. All’appello mancano i rappresentati dell’altissimo Molise nel consiglio provinciale, assessori e consiglieri che in silenzio vivono la problematica del Caracciolo come fosse qualcosa lontano mille miglia dal loro mondo. Oggi i cittadini ci chiedono il conto. In pratica ci dicono: “non avete ottenuto nulla, andatevene a casa così come avevate detto”. Hanno ragione, io sono dalla loro parte, sono dalla parte dei cittadini che ci chiedono un forte segnale di protesta, e chiedo ai colleghi Sindaci dell’Altissimo Molise e dei territori abruzzesi confinanti di rivederci, subito, senza ulteriori ritardi, senza illuderci ulteriormente, senza scaricare su altri (Governo centrale) responsabilità che sono solo ed esclusivamente molisane. L’incontro deve essere decisivo, deve essere l’atto conclusivo, concreto, di quanto detto, scritto, sottoscritto ed affermato pubblicamente da tutti i Sindaci. Andiamo dal Prefetto di Isernia, e riconsegniamo le nostre fasce tricolori, accompagnati dall’assessore regionale di riferimento che ha più volte affermato la stessa volontà, e accompagnati, almeno spero, da qualche consigliere e assessore provinciale dell’area. Siamo veramente convinti di mettere in atto queste azione? Mettiamoci alla prova, in un modo molto semplice. Aspetto, quindi, una celere iniziativa del Sindaco di Agnone, l’amico Gelsomino De Vita, che oltre a coinvolgere noi Sindaci deve coinvolgere anche tutti i rappresentanti politico – istituzionali innanzi citati, regionali e provinciali. Se questo mio appello verrà disatteso, mi farò immediatamente promotore di una convocazione di tutti i soggetti interessati presso il mio Comune. L’incontro deve essere tenuto a porte aperte affinché i cittadini possano ascoltare le proposte e le iniziative che si intendono prendere senza più tergiversare, senza più illudersi. Iniziative forti contro un sistema che continua a non ascoltare il grido di allarme di un territorio troppo dimenticato e troppo abbandonato al suo destino. L’Altissimo Molise sta morendo e solo una forte vertenza “per non morire” potrà dare un auspicato segnale positivo per tutto il territorio.
Antonio Vincenzo Monaco – Sindaco di Capracotta


















Caro Sindaco,
con stima ed amicizia mi rivolgo a Te quale voce solitaria ma concreta dell’Altissimo Molise.
Ti vorrei pregare di far capire anche agli altri colleghi Sindaci ( se mai ci sarà la riunione preannunciata ) di rispettare, almeno, gli impegni che pubblicamente sono stati presi in ordine all’Ospedale di Agnone.
Questo solo per non continuare a mortificare e disilludere una popolazione che, indifesa, continua a prendere “ bastonate” e “ fregature”.
Altra precisazione, tanto per non essere preso in giro come cittadino :
Siamo seri, le dimissioni dei Sindaci per essere valide e legali devono presentarsi e protocollate alla Segreteria dei rispettivi comuni.
Nessun valore giuridico ha la paventata riconsegna delle fasce tricolori nelle mani ( anche se autorevoli) del Prefetto se non quella di un mero gesto simbolico e propagandistico.
Tu sai bene che all’Altissimo Molise, proprio in questo momento particolare, non servono cose fumose e simboliche bensì fatti, fatti, fatti !
Albino Iacovone