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Campomarino. Cordisco sollecita chiarezza sul porto turistico

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Il consigliere comunale del Pd invita l’amministrazione a riprendere la collaborazione con la minoranza per realizzare la struttura

Vincenzo Cordisco, Consigliere comunale del Pd a Campomarino, riapre il dibattito sul  Porto turistico di Campomarino. In una nota inviata alla stampa  Cordisco dichiara di avere molto apprezzato l’iniziativa dell’Assessore al ramo di avere convocato la minoranza  per cercare una soluzione condivisa. “Quello che doveva essere il volano dell’economia turistica del nostro paese per un arricchimento di tutta la zona e con la creazione di posti di lavoro oggi, a quasi cinque anni dalla sentenza che ha azzerato la procedura di project financing -  a mio avviso unico strumento per iniziare e ultimare i lavori del porto con capitale privato-  resta una cosa oscura e indefinibile – afferma Cordisco – In questi anni, e mi riferisco alla passata amministrazione guidata dall’ex sindaco Di Giuseppe, abbiamo visto mettere in campo logiche non sempre comprensibili: richieste di ottenere in concessione terreni del demanio confinanti con il porto, cambio di presidenti del porto fatti a ridosso delle elezioni amministrative del giugno 2009, dimissioni dei vari RUP, cambi repentini di amministratori del porto di parte privata e poi ancora indagini varie a tutti i livelli, senza dimenticare l’azione legale intrapresa da parte di chi, investito della carica di presidente del porto per conto sempre della passata amministrazione comunale, chiede poi alla stessa un risarcimento iperbolico. Sono convinto che se vi fosse qualcuno titolato a chiedere un qualche risarcimento – afferma Cordisco – quelli sarebbero i cittadini di Campomarino, che pur avendo manifestato e portato all’attenzione degli organi di stampa le varie problematiche ed i disservizi che questa sciagurata gestione ha avuto del porto, non si sono mai visti dare una risposta, se non laconica quando non irritata”. Il Consigliere del Pd ricorda  la pacifica, ma imponente, manifestazione fatta qualche anno dai rappresentanti della lega navale che portarono davanti al palazzo comunale le loro imbarcazioni per essere ascoltati. “Ma anche in quella occasione la vecchia amministrazione non si è sentita in dovere né di ascoltare né tanto meno di dare delle risposte – sottolinea Cordisco -Per quanto mi riguarda, in più occasioni, ho già avuto modo di esprimere il mio parere sulla questione; è arrivato il momento di fare chiarezza con la società che gestisce il porto, ma va fatto unitariamente in quanto è necessaria una assunzione di responsabilità di tutto il Consiglio comunale di questo gravoso compito al quale siamo chiamati. Il porto è un bene di tutto il paese – afferma il Consigliere del Pd – e le difficoltà vanno affrontate tutti insieme, sia per non fare altri passi falsi, come in precedenza, che per evitare di lasciar passare altri anni in questo stato comatoso un importante progetto di sviluppo per il nostro territorio, che viceversa sta morendo”. Secondo Cordisco non è più tollerabile la mancanza di collaborazione da parte della società del porto, sia a livello gestionale che nel rispetto delle scadenze contabili. “Mi risulta che l’Organo di revisore, che dovrebbe assicurare il controllo interno, non ha ancora presentato il rendiconto 2009 del porto e, di conseguenza, non è stato possibile inserirlo nel bilancio di previsione 2010 – prosegue la nota di Cordisco – Perché c’è questa reticenza nell’approvarlo e depositarlo in tempo utile? Forse perché per il disavanzo atavico della società mista non vi sono elementi certi di copertura? Forse perché la vecchia amministrazione non ha avuto più notizie della richiesta di sospensiva fatta presso il TAR contro l’aumento dei canoni demaniali? Oppure perché il patrimonio della società portoskanderberg è stato decapitato in pochi anni?”. Dunque, Cordisco sollecita una programmazione  che abbia come riferimento lo sviluppo della struttura.  “L’alternativa, viceversa, è che si ritiri in buon ordine e riconosca i propri limiti revocando quel patto che l’amministrazione Di Giuseppe ha stipulato con loro, restituendo la dignità ad un progetto fermo e lontano nel tempo e che ha bisogno oggi di essere ripreso a gran voce da tutti noi – afferma Cordisco – Non posso che ribadire la mia convinzione che se solo lavorando tutti insieme, maggioranza e minoranza, possiamo giungere ad una soluzione condivisa per terminare i lavori e per non perdere il finanziamento di ulteriori  quattro milioni di euro riuscendo in questo modo a far ripartire il progetto. Oggi purtroppo, dopo una buona partenza, questa collaborazione si è improvvisamente interrotta, sembrerebbe per responsabilità di qualche ex amministratore che ancora non ha capito che quel ruolo ricoperto negli ultimi cinque anni è terminato. Mi sarei aspettato da questa nuova amministrazione – prosegue il Consigliere del Pd – il prosieguo su quel binario giusto, politicamente e istituzionalmente parlando, che aveva visto il coinvolgimento della minoranza per la risoluzione di problemi che non hanno colore politico ma che indossano i colori di Campomarino e dei suoi cittadini, purtroppo finora mi devo ricredere!  Mi auguro, pronta e forte, una inversione di rotta perché quello deve essere il nostro obiettivo, lo dobbiamo a noi amministratori di questo comune – conclude Cordisco -  lo dobbiamo ai nostri cittadini per non vedersi dilapidare il proprio patrimonio e lo dobbiamo ai nostri figli, perché un porto che funziona crea posti di lavoro e ricchezza economica,  ma anche culturale con altre realtà”.

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