Il PhD a tre ricercatori molisani della Cattolica
Le tesi di dottorato sono state discusse nei giorni scorsi presso l’Università di Maastricht
È il massimo titolo universitario, il sogno di qualsiasi ricercatore di professione. Per tre giovani scienziati dei Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso è arrivata la corona d’alloro a suggello delle tesi di dottorato discusse nei giorni scorsi presso l’Università di Maastricht.
Augusto di Castelnuovo, statistico nel Laboratorio di epidemiologia genetica e ambientale guidato da Licia Iacoviello, ha conseguito il PhD con una tesi sugli effetti benefici del consumo moderato di alcol, di cui è un vero esperto a giudicare dalle numerose pubblicazioni internazionali effettuate sull’argomento.
Romina di Giuseppe, giovane epidemiologa attualmente a Berlino per perfezionarsi nella ricerca nel campo della nutrizione, si è conquistata il PhD con pubblicazioni sul binomio tra alimentazione e malattie cardiovascolari, comprendenti anche alcuni dati del Progetto “Molisani”. Anche lei fa parte del Laboratorio di epidemiologia genetica e ambientale.
Emanuela Napoleone ha aggiunto il prezioso tassello a una carriera scientifica intensa. Con una tesi sul fattore tissutale, meglio conosciuto come Tissue factor, la ricercatrice del Laboratorio per lo studio delle interazioni tra trombosi e tumori che fa capo a Roberto Lorenzet ha esposto i risultati del suo lavoro di ricerca sul ruolo di cellule normali e patologiche nella coagulazione sanguigna.
(Da sinistra: Romina di Giuseppe, Emanuela Napoleone, Augusto di Castelnuovo)
“Conseguire un PhD è il sogno di ogni ricercatore, ma non è certo un punto di arrivo, semmai di partenza – ha commentato Giovanni de Gaetano, direttore dei Laboratori di ricerca della Cattolica di Campobasso – Ora i nostri ragazzi dovranno dimostrare ulteriormente tutto il loro valore scientifico, onorando con impegno e dedizione questo prestigioso titolo accademico che l’Università di Maastricht ha voluto rico-noscere al lavoro svolto qui nei nostri laboratori. Il dottorato internazionale è un banco di prova importante, un trampolino di lancio nell’olimpo della ricerca mondiale. Non ho alcun dubbio che i nostri ragazzi daranno il meglio, come d’altronde hanno fatto in tutti questi anni”.

















