Nucleare, la Corte costituzionale ci ripensa
Ribaltata la sentenza del 9 giugno e respinti i ricorsi delle Regioni. Petraroia: “Serve la mobilitazione popolare”. D’Alete: “Bene il blocco dell’eolico a Matrice”
La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi delle Regioni e confermato l’iter istruttorio per costruire le Centrali Nucleari in Italia accentrando le procedure a livello nazionale. Nel giro di qualche giorno è stata ribaltata la sentenza della stessa Corte n. 215 assunta il 9 giugno e che in materia di produzione, trasmissione e distribuzione di energia, riconosceva una potestà formale anche alle Regioni. La legge 99/2009 ha passato il vaglio di costituzionalità e ora non ci sono più ostacoli istituzionali per scegliere i quattro siti, rilasciare le autorizzazioni e avviare i lavori. Ed è di queste ore la sentenza della Sesta Sezione del Consiglio di Stato n. 03851/2010 che ha accolto il ricorso della ditta Essebiesse Power srl e ha dichiarato la nullità del decreto dell’8 marzo 2010 del Ministero dei Beni Culturali con cui si stoppava la realizzazione di 16 torri eoliche nei pressi dell’antica città romana di Altilia – Saepinum. “In pratica il Consiglio di Stato ha messo in esecuzione una propria sentenza la n. 1020 del 22 febbraio 2010 che già era favorevole alla ditta – ha dichiarato il Consigliere regionale del Pd Michele Petraroia - Se a ciò aggiungiamo il doppio pronunciamento del TAR Molise del 9 giugno in favore della ditta che intende costruire 13 torri eoliche nei pressi del Teatro Italico di Pietrabbondante siamo ad un livello di vero e proprio allarme. Purtroppo i fautori della produzione energetica dispongono di risorse considerevoli ed è arduo contrastarli a mani nude – prosegue Petraroia - Ciò nonostante domenica 27 giugno un ampio arco di associazioni culturali ha promosso una bella manifestazione presso la Chiesa di Santa Maria della Strada di Matrice per difendere il nostro territorio. Saremo presenti insieme a coloro, pochi o molti, che hanno a cuore la storia, l’ambiente, l’arte, il paesaggio, l’archeologia e la natura del Molise. Probabilmente la disparità delle forze farà prevalere il potere dei soldi – conclude Petraroia – ma ci batteremo fino in fondo in difesa di ciò che non appartiene a questa generazione ma è patrimonio dell’umanità garantito dal dimenticato art. 9 della Costituzione”.
D’Alete: “Bene il blocco dell’eolico a Matrice”
Intanto il capogruppo regionale del Pd, Pardo Antonio D’Alete, commenta dichiarandosi soddisfatto per il provvedimento della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici (Parere di competenza “radicalmente negativo” del 16 giugno 2010) che ha imposto lo stop alla realizzazione del parco eolico previsto nelle vicinanze del monumento nazionale di Santa Maria della strada di Matrice “Sono stati premiati gli sforzi ed il coraggio dei cittadini, dei comitati civici e di tutti coloro che non restano a guardare, che difendono l’ambiente nel quale cresceranno i loro figli – ha dichiarato D’Alete – È così che si protegge il futuro, nonostante la miopia di alcuni sindaci disposti a tutto pur di far incassare all’amministrazione comunale qualche euro in più con il fitto delle aree interessate. “Grazie a questa importante decisione acquista forza la proposta di una moratoria regionale che scongiuri l’installazione di altre centinaia di torri eoliche in tutto il Molise - sottolinea D’Alete – Un far west energetico senza limitazioni né regole quello molisano che non risparmierà neppure i siti archeologici di Altilia e Pietrabbondante. La legge regionale approvata qualche mese fa da questo centrodestra è una vergogna e deve essere cambiata subito! È un vero e proprio lascia passare per chiunque, multinazionali ed imprenditori senza scrupoli, intenda fare enormi profitti grazie anche ai finanziamenti europei, deturpando per sempre l’ambiente naturale molisano. Non è accettabile! – conclude D’Alete – Superare il falso mito che l’eolico sia sempre e comunque pulito e sostenibile consentirebbe di cogliere, attraverso una programmazione ecocompatibile con il nostro territorio, il valore migliore di questo tipo di produzione energetica”.

















