Soldi pubblici per perseguire i giornalisti
Bocciata in Consiglio regionale la mozione che chiedeva la revoca della delibera 199, quella dei “vigilantes dell’informazione”
Con quattordici voti è stata bocciata la mozione presentata dai consiglieri di opposizione per ottenere la revoca della Delibera della Giunta numero 199 del 3 marzo 2009 con la quale si affidava l’incarico professionale ad un legale esterno (10 mila euro di parcella) per perseguire quegli organi d’informazione che, attraverso le rassegne stampe televisive, diffondevano i titoli dei principali quotidiani locali ritenuti offensivi nei confronti di Iorio e della sua Giunta. L’obiettivo è quello di tutelare “l’onorabilità dell’Ente”, quasi esistesse un reato di lesa maestà che tuteli Iorio. Abbiamo definito la numero 193 la delibera “dei vigilantes dell’informazione” che punta, sotto la minaccia di una denuncia, di impedire alla stampa di svolgere la propria azione critica nei confronti del Governatore e della sua giunta. Una delibera che è rimasta in vigore nonostante le prese di posizione dell’AssoStampa locale e della Federazione Nazionale della Stampa e che quindi, marchia, con un segno indelebile il Governo Iorio. Ebbene, in Consiglio Regionale a favore della mozione con la quale si chiedeva di revocare il provvedimento hanno votato solo 8 consiglieri. Altri 3 si sono astenuti, mentre in 14 hanno votato contro. “La Giunta di una Regione con un pesante debito sanitario utilizza i soldi dei contribuenti per erogarli ad un avvocato del libero foro per tutelare l’onorabilità, l’immagine e il decoro dell’Ente. E’ inaudito! – commenta il Consigliere regionale Michele Petraroia, promotore della mozione – Si va contro l’articolo 21 della Costituzione, contro l’unica legge regionale in materia, la n. 24 del 23 novembre 1988 come asserisce lo stesso Presidente del Consiglio Regionale in una recente nota che mi ha trasmesso, contro la sentenza della Corte di Cassazione n. 12645 (clicca qui per leggere la sentenza), prima sezione civile, del 24 maggio 2010 che ha sancito che gli amministratori pubblici pro-tempore debbono pagarsi le cause coi soldi propri e non con quelli dei cittadini”. Da registrare che è agli atti in un punto successivo dell’ordine del giorno un’altra Mozione tesa a revocare la Delibera di Giunta n. 198 del 22 marzo 2010 in cui si sancisce, di norma, la non costituzione della Regione quale parte civile nei tanti procedimenti aperti contro il Presidente, alcuni Assessori, il Presidente del Consiglio Regionale e diversi Consiglieri.
“La somma dei due atti trasmette il seguente messaggio – commenta ancora Petraroia -Se un cittadino, un giornale o un qualsiasi operatore, offende un amministratore regionale, costui usa i soldi dell’Ente per difendersi. Eppure c’è un servizio avvocatura che potrebbe farlo gratuitamente e c’è una convenzione per il gratuito patrocinio con l’Avvocatura dello Stato. Altro messaggio – conclude Petraroia – è che nel processo in cui l’amministratore pro-tempore è indagato, di norma, la Regione non si costituisce parte civile”.

















