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“Di Pietro presidente, un’occasione per il Molise”

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Giuseppe Cesario, segretario cittadino del Pdci di Campobasso, lancia la candidatura del leader dell’Idv alla guida della Regione Molise

“Candidare l’onorevole Di Pietro alla Presidenza della Giunta Regionale? Perché no?”. Con il passare delle settimane l’idea prende piede e a proporla (anzi riproporla) sono i dirigenti dei partiti della sinistra del centrosinistra, cioè quelli che, ipoteticamente, dovrebbero essere più lontani dal leader dell’IdV. Giuseppe Cesario, segretario cittadino del Pdci, lancia un sasso nello stagno di una coalizione litigiosa e immobile, probabilmente per verificare quale potrebbe essere la reazione degli altri dirigenti dei partiti del centrosinistra. Il ragionamento è estremamente semplice e realista. Di Pietro può vincere e può mandare a casa il centrodestra: da Patriciello a Iorio, passando per Vitagliano & C.  “E’ urgente la costruzione dell’alternativa in Molise – afferma Cesario -  Il dissesto finanziario, l’aumento delle tasse locali, la crisi economica e i tagli a scuola, sanità e servizi stanno creando una situazione grave e pericolosa per il destino della nostra Regione. Ricordiamoci che Silvio Berlusconi è stato eletto in Molise e guida questo governo che sta maltrattando tutto il meridione. Allo stesso modo – prosegue Cesario – dobbiamo ribadire, sempre, che il governo regionale è il principale responsabile del disastro che sta colpendo lavoratori e cittadini  molisani. L’ipotesi di una candidatura di Antonio Di Pietro quale presidente della Regione Molise sarebbe una  grande opportunità per costruire l’alternativa – sottolinea il segretario cittadino del Pdci  – Il leader dell’Italia dei Valori potrebbe guidare una ampia coalizione, unitaria e plurale, che certamente  sconfiggerebbe questo centrodestra delle clientele e del malaffare. E’ giunto il momento di lasciar perdere le lotte personali di potere, le beghe di palazzo e i bracci di ferro fra i vari partiti del centrosinistra. Si può costruire una nuova unità  per mandare a casa Iorio, Vitagliano, Patriciello e compagnia varia. Si può avviare – conclude Cesario – una discussione su come uscire dalla crisi e chi ne deve pagare il prezzo. Di Pietro sarebbe il valore aggiunto”. Il ragionamento del segretario cittadino del Pdci di Campobasso è logico ed è così realista e concreto che sicuramente non sarà compreso da una fetta consistente della dirigenza del centrosinistra molisano. Quella dei sogni ideologici, dell’antipatia, della gelosia, dell’inciucio con Iorio, del doppio binario con il centrodestra. La candidatura di Di Pietro alla Regione dovrebbe essere scontata. E’ l’unica in grado di competere con la rete di potere creata da Iorio. Eppure anche per il leader dell’IdV non sarà facile. Troppi pretendenti in giro. Personaggi destinati alla sconfitta ma gonfi di orgoglio. Generali senza esercito che passano i giorni a specchiarsi per praticare il culto di se stessi. Se poi da Roma spingono per la candidatura di Di Pietro immaginando di togliersi il fastidio di una presenza politica “ingombrante”, si sbagliano di grosso. Il deputato di Montenero di Bisaccia resterà leader a Roma e Presidente a Campobasso. Comunque, la nota di Cesario è anche il segno di una presa di coscienza che va estendendosi in parte dei dirigenti locali. Ovvero: “Il centrosinistra nel Molise vince con Di Pietro e perde senza. Cosa è meglio?”. Ai cervelli funzionanti il compito di rispondere.

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