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Montesano: “La Federazione della sinistra è un’opportunità per l’alternativa”

2 Commenti

Il segretario regionale Pdci replica a Italo Di Sabato. “Noi intendiamo partecipare ad un’alleanza ampia che costruisca l’alternativa a Iorio e Patriciellio”

Riceviamo e pubblichiamo
Ho letto l’intervento di Italo di Sabato sulla federazione della sinistra. Non lo condivido nel metodo e nel merito. Credo che la federazione sia una grande opportunità per la sinistra e per i comunisti del Molise. Un’occasione da utilizzare per unire e riaggregare forze e, allo stesso tempo, per partecipare alla costruzione di un’alternativa a questo centrodestra, sempre che si riesca a costruire una coalizione forte ed efficace. La federazione può essere uno strumento affinché la sinistra e i comunisti tornino ad essere presenti nei processi di trasformazione, ad incidere, nel limite delle proprie forze, sulla realtà politica.
Vengo al metodo dell’intervento di Italo, persona che stimo per la passione politica che lo caratterizza. Da mesi il Pdci sta lavorando per portare avanti un confronto con compagni del PRC e con settori della sinistra interessati al progetto federale. Un lavoro che sta dando frutti a Isernia, dove la Fed ha recentemente partecipato alla manifestazione del centrosinistra contro i tagli alla sanità, a Campobasso, dove c’è un dialogo con soggetti della sinistra e dell’associazionismo; nel basso Molise. dove vi è un con dialogo con importanti realtà territoriali. Insomma un percorso “dal basso e aperto”.   Ebbene in tutto questo lavoro il compagno Di Sabato non si è mai visto. Il segretario del PRC della Basilicata è giustamente preso dalle vicende lucane, si è però materializzato alla conferenza stampa della federazione di Campobasso rilasciando dichiarazioni personali e successivamente interpretando a modo suo il lavoro degli altri. 
Se c’è un limite che la sinistra e i comunisti stanno pagando è quello di perdere spesso la capacità di ascolto e di dialogo. Le posizioni comuni si costruiscono con il confronto, paziente e serrato, ma con il confronto. Qualcuno invece sta provando a “dettare la linea’ dimenticando di fare i conti con la realtà del Molise.
Vengo al merito dell’intervento di Italo. Oggi parlare di “alleanza elettorale” mi sembra assolutamente privo di significato. Con chi? innanzitutto, visto che il centrosinistra molisano (o il campo dell’opposizione, per essere più precisi), vive una fase di grande fluidità. E poi che senso ha tentare di precostituire una posizione quando non è ancora chiaro quali saranno gli schieramenti, i programmi e le persone che scenderanno in campo per la Provincia e per la Regione?
E ancora, parlare di alleanza elettorale mi sembra quanto di più ambiguo si possa offrire a un popolo di sinistra e comunista arrabbiato e disilluso per i tanti e troppi errori commessi da noi e che ci hanno ridotto ai minimi termini.
Per quanto riguarda il Pdci noi intendiamo partecipare alla costruzione di un’alleanza ampia che costruisca l’alternativa a Iorio e Patriciellio, Se questo sarà o meno possibile e dipende da molti fattori, ne discuteremo e ci confronteremo. Vorremmo che la sinistra e i comunisti lasciassero posizioni isolazioniste, scelte come l’accordo elettorale servirebbero solo a riprodurre ambiguità e sotterfugi per cui ci si lava le mani e la coscienza per la propaganda elettorale per poi trattare, magari sottobanco, posti e strapuntini. Non è più il tempo del “cambiare tutto per non cambiare niente”. O ci sono le condizioni per stare a testa alta in un’alleanza, partecipando a tutte le sue scelte, oppure si sta fuori. Non c’è più spazio per le vie di mezzo, e le zone grigie. Bisogna assumersi le proprie responsabilità se si vuole essere di nuovo credibili.
Infine, per ricostruire una presenza di sinistra e comunista serve rinnovamento, occorrono persone nuove, energie fresche presenti sul territorio, bisogna tornare alla serietà della politica, perchè in Italia e nel Molise C’è bisogno di sinistra.

Gianni Montesano – Segretario Regionale Pdci

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  1. Antonello Manocchio Segretario Regionale Prc says:

    Il comunicato del segretario regionale del PDCI, Gianni Montesano, in risposta all’intervento del compagno Italo Di Sabato, mi ha lasciato profondamente perplesso, pertanto, mi corre l’obbligo di intervenire per ristabilire un piano dei fatti chiaro e veritiero.
    Innanzitutto, il compagno Di Sabato, da sempre presente e attivo in Molise, nonché ex-consigliere regionale e dirigente apicale del PRC, non si è affatto “materializzato” nel dibattito della conferenza stampa della federazione di Campobasso, ma è stato espressamente delegato dal sottoscritto a rappresentarlo in quanto impossibilitato a partecipare a quell’iniziativa. Aggiungo, inoltre, che i nostri punti di vista sulla costituenda federazione sono assolutamente convergenti.
    Nessuno ha mai negato -e neppure Italo nel suo intervento- il fatto che codesta Federazione possa rappresentare una valida occasione per avviare un positivo processo aggregativo di forze politiche e sociali di sinistra, comuniste e anticapitaliste, in particolare, per sollecitare la costituzione di un polo realmente alternativo e incidente nel panorama politico odierno, purtuttavia, secondo Montesano questo ambizioso processo traguarderebbe tutto ai futuri appuntamenti elettorali e alla mera “partecipazione in un’ampia alleanza alternativa a Iorio e Patriciello”. Come non bastasse, anche il segretario cittadino del PDCI di Campobasso, in risposta ad un appello del coordinatore cittadino del PD, ha già pubblicamente avallato, senza smentita, la candidatura di Di Pietro per le future consultazioni regionali in Molise.
    Qualcosa non torna: il segretario regionale del PDCI che parla di percorso “aperto e dal basso” , di “capacità di ascolto e di dialogo”, mentre avrebbe già ipotecato e “dettato la linea” sui futuri accordi e schieramenti elettorali. Allora se c’è qualcuno qui in Molise che vorrebbe precostituire posizioni politiche a me pare non si tratti davvero del compagno Di Sabato o del PRC molisano.
    A scanso di equivoci, chiarisco subito che Gianni Montesano, in nome e per conto del PDCI, è liberissimo di assumere qualsivoglia posizione politica e legittimamente perseguirla, ci mancherebbe altro e non è questo il punto, però, quando interviene in merito alle posizioni della Federazione, spazio plurale di elaborazione promosso da diverse forze politiche -in cui il PRC non è certo l’ultimo arrivato- quantomeno dovrebbe confrontarsi e discutere collegialmente prima di definire pubblicamente linee politiche. D’altronde è lo stesso Montesano che specifica nel suo comunicato che “le posizioni comuni si costruiscono con il confronto paziente e serrato”.
    Verrebbe da chiedersi, però, se il segretario regionale del PDCI ha letto i documenti costitutivi della federazione, sulla sua autonomia e alternatività rispetto al PD, invece di giudicare “isolazioniste” le nostre posizioni. Posizioni politiche ribadite, peraltro, dallo stesso segretario nazionale del PRC, Paolo Ferrero, in una recentissima iniziativa a Campobasso. Io francamente non ho mai saputo che negli obiettivi della federazione c’è il raggiungimento di alleanze organiche col PD o il processo di ricostituzione del centrosinistra, queste, semmai sono posizioni peculiari di qualche altra forza politica socialdemocratica, assolutamente estranea al processo federativo.
    Quando il segretario del PDCI, poi, giudica gli accordi elettorali utili per “trattare sottobanco posti e strapuntini” non immaginiamo davvero a cosa si riferisca. Io non posso che ribadire che il PRC in tutta la sua storia politica molisana non ha mai trattato nulla sottobanco e tutto ciò che ha fatto, pure con limiti ed errori, lo ha fatto pubblicamente, senza sotterfugi e ambiguità di sorta. Noi siamo quelli che con coerenza abbiamo da sempre respinto certe logiche ambigue, pagando anche costi pesanti al nostro interno. È questo il caso dell’imbarazzante vicenda della provincia di Campobasso, dove il PRC ha rifiutato sin dall’inizio un assessorato, mentre il PDCI, purtroppo, non ha lasciato una nitida immagine politica di se.
    Il rilancio di un progetto a sinistra, alternativo e anticapitalistico, non può nascere certamente in occasione di appuntamenti elettorali. Concordo con Italo Di Sabato che parlava nel suo intervento “sulla necessità di dare utilità sociale alla sinistra, partendo dai contenuti e non dai contenitori” e, aggiungo anche, mantenendo profonda coerenza rispetto ad essi, quella che, ad esempio, non siamo stati in grado di mantenere durante il governo Prodi, innescando la disillusione e la deriva del cosiddetto popolo della sinistra. Immagino che a questi errori si riferisca Montesano nel suo intervento, a maggior ragione non possiamo certo consentirci di continuare a sbagliare ulteriormente, sarebbe fatale. Pertanto, le logiche gattopardesche del “cambiare tutto per non cambiare niente” francamente a me paiono più ascrivibili a chi, sotto le mentite spoglie della costituenda federazione, vorrebbe implementare la riproposizione delle medesime e trite logiche elettoralistiche che puntano solo al “palazzo” e che hanno realmente diviso e ridotto ai minimi termini tutta la sinistra italiana.
    Io credo che in un percorso di questo genere non esistano scorciatoie istituzionaliste che tengano, ma solo una progettualità di lungo termine e un lavoro di lunga lena, che deve essere la guida per la costruzione di un rinnovato rapporto con i nostri scoraggiati militanti comunisti e con il nostro popolo di sinistra arrabbiato e disilluso, con tutto il mondo del lavoro e con tutte quelle pulsioni sociali, avanzate e spontaneamente anticapitalistiche, che dal basso si agitano nei territori e alimentano conflitti. In questo contesto -e non in quello elettoralistico- penso si possa ritrovare anche la possibilità di rinnovare e dare freschezza alle forze della sinistra di alternativa. Per noi del PRC essere comunisti non è solo dichiararsi tali, ma agire conseguentemente per perseguire percorsi effettivi e concreti per rilanciare coerentemente l’alternativa di sistema. Con questa ottica il PRC porterà il proprio contributo nella costituenda federazione che, giova ricordare, non scioglierà assolutamente i gruppi politici che vi concorrono al proprio interno.

    Antonello Manocchio – Segretario Regionale del Prc

  2. Franco Sorrentino says:

    Solo ora ho potuto leggere il tuo intervento in risposta alla nota di Italo di Sabato. Sono fuori tutta la settimana e quando sono partito avevo letto quella nota e non mi era piaciuta affatto. Ritengo molto modestamente che Italo abbia fatto molto male a questa sinistra molisana quando era impegnato in prima persona, da dirigente e da consigliere regionale, e lo fa oggi ancora di più da lontano e senza alcun titolo direttivo. Sono molto daccordo sulla tua riflessione e mi fa piacere aver letto quello che volevo leggere.
    Di Sabato è rimasto indietro e crede ancora di dare la caccia alle streghe, con velleità, arroganza e strafottenza. Crede di dover fare ancora analisi agli altri mentre lui è uno dei responsabili della morte della sinistra.
    Una sinistra ora che ha la necessità di andare oltre i Di Sabato e oltre ogni radicalismo, lavorando con umiltà, riprendendo il dialogo con la società civile e con le persone, rimettendosi in discussione e rivedendo tante di quelle posizioni che hanno contribuito in questi anni ad affossare gli ideali di sinistra e che nulla hanno a che fare con essi.
    Il PdCI ha intrapreso la strada giusta. Se la federazione anche a cbasso fa lo stesso, abbiamo fatto un grosso passo avanti.

    Franco Sorrentino.

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