“No all’unificazione di Abruzzo e Molise”
La Confesercenti regionale prende posizione nel dibattito in corso. D’Agostino: “Sono manovre estive senza senso”
E’ assolutamente negativo il giudizio di Confesercenti Molise, sulla ipotesi di ricongiungere il Molise all’Abruzzo. “La conquista della regione Molise, come regione distaccata dall’Abruzzo, che risale al 1963, non può essere assolutamente rimessa in discussione, come purtroppo si tenta di fare mediante comunicati stampa che hanno un solo obiettivo, il raggiungimento di fini personali”. Con questa dichiarazione, il direttore regionale di Confesercenti Molise Graziano D’Agostino condanna senza appello le ipotesi recentemente formulate anche da esponenti regionali dell’IdV nel dibattito in corso sull’idea di fondere le due regioni di Abruzzo e Molise. “Queste sono manovre estive senza senso, sollecitate da politici guidati da interessi personali. Sul tema della riunificazione tra Abruzzo e Molise, tornato di attualità grazie al can can di associazioni misconosciute e personaggi interessati, gli abruzzesi non dicono affatto la verità, perché parlano di un solo Consiglio regionale invece dei due attuali, una sola Giunta e una presidenza, con la riduzione drastica del numero dei consiglieri e degli assessori, meno uffici, burocrazia e spese. Ma non dicono che, in questo modo, l’attuale regione Molise avrebbe appena cinque o sei consiglieri regionali, nel parlamentino abruzzese-molisano, e forse un solo assessore, e nemmeno quello. Infatti – aggiunge il dott. Graziano D’Agostino- le forze in campo sono sproporzionate, 1.340.000 abruzzesi contro 320.000 molisani, con un rapporto superiore di uno a quattro. Dunque, chi parla di annessione, lo fa esclusivamente per scopi politici, che giocano tutti a favore dell’Abruzzo. Già negli anni Sessanta,infatti, l’Abruzzo faceva sempre la parte del leone, e la provincia di Campobasso, che allora rappresentava l’intero Molise, raccoglieva solo briciole. Pensare di tornare a quella situazione, per i molisani tutti,sarebbe un vero suicidio. Questo non vuole dire che la Regione Molise non debba tagliare tutti gli sprechi, anche per migliorare sensibilmente i parametri dell’economia molisana, nel commercio, nell’artigianato e nei servizi in primis. Ma tutto questo non certo con l’Abruzzo a dominare lo scenario, e non certo per motivi altruistici come si vorrebbe far credere”.

















