Musacchio, si moltiplicano gli attestati di solidarietà
Intervengono i dirigenti molisani di Prc, Pdci e i precari della scuola. D’Alete chiede il reintegro. Petraroia si appella alla Regione
Si moltiplicano gli attestati di solidarietà a Giuseppe Musacchio, l’operaio sindacalista dello Slai Cobas, licenziato dalla Fiat dopo avere partecipato ad un presidio a Pomigliano d’Arco. Dopo Ferrero e Diliberto si esprimono i dirigenti molisani di Rifondazione Comunista e Pdci. In una nota inviata alla stampa Antonello Manocchio, segretario regionale del Prc, afferma: Dopo gli operai della Fiom a Mirafiori e a Melfi, ora viene colpito un lavoratore dello Slai Cobas di Termoli, attraverso un licenziamento di chiaro stampo intimidatorio che rappresenta un brutale esempio di rappresaglia nei confronti di chi non china la testa di fronte al volere padronale e manifesta il proprio dissenso. È necessario reagire immediatamente e vigorosamente contro queste intimidazioni da parte dei padronati – prosegue Manocchio – evidentemente non ancora paghi dell’arricchimento derivato dallo sfruttamento dei lavoratori e dalla repressione dei loro diritti, tutto ciò favorito, peraltro, dalle politiche governative e da fasulle opposizioni parlamentari.Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise sostiene la necessità di mobilitarsi ad oltranza e si dichiara disponibile ad organizzare le più svariate forme di lotta e di protesta affinché tutti questi iniqui e “criminali” provvedimenti vengano ritirati e, oltretutto, per impedire che ancora altri lavoratori subiscano lo stesso trattamento. È necessario, oggi più che mai, che tutti i lavoratori tornino a sentirsi di nuovo “classe operaia” – conclude Manocchio - e che tutti insieme si adoperino per costruire una reale alternativa a questo barbarico sistema di schiavitù e di “sfruttamento dell’uomo sull’uomo” ingenerato dal sistema capitalistico”.
Segreteria regionale del Pdci: “Manifesteremo a Termoli”
Per il Pdci è la segreteria regionale del partito ad esprimersi. “I Comunisti italiani del Molise sono a fianco dei lavoratori della Fiat e manifesteranno sabato prossimo a Termoli contro il licenziamento illegittimo operaio dall’azienda – si afferma nella nota inviata alla stampa - Quello della Fiat è un provvedimento che mira a soffocare i diritti dei lavoratori a manifestare e ad esprimere le proprie posizioni nell’ambito dell’attività sindacale. C’è la volontà di ridurre al silenzio i lavoratori in una fase di crisi drammatica sia per quanto riguarda il quadro generale che per il futuro dell’azienda che sta vivendo una profonda trasformazione. Non si può pensare di uscire dalla crisi semplicemente scaricando il costo delle ristrutturazioni sulle spalle degli operai. E’ una illusione pensare di recuperare competitività continuando a ridurre il costo del lavoro e comprimendo i diritti dei lavoratori – termina la nota – Invece è la strada che stanno prendendo gli industriali italiani sostenuti da un governo tanto autoritario quanto incapace di far fronte alla crisi sociale ed economica”.
D’Alete (Pd): “Reintegrare Musacchio e tutti i lavoratori licenziati”
Sulla vicenda si esprime anche il Gruppo consigliare alla Regione del Partito Democratico che attraverso il capogruppo D’Alete il quale chiede ai vertici dell’azienda di fare un passo indietro, reintegrando Musacchio e tutti gli altri lavoratori, e di tornare ad aprire immediatamente il confronto con i sindacati ed i lavoratori, “abbandonando inutili prove di forza – afferma D’Alete – che oggi rischiano di indebolire gli sforzi comuni per la ripresa ed il rilancio dell’azienda più importante del nostro Paese e della nostra regione”.
A dire del capogruppo del Pd la crisi, che coinvolge insieme il mondo industriale e più in generale quello del lavoro, non si supera con il conflitto permanente. “Da tempo ormai si cerca di smantellare l’architettura stessa delle tutele dei lavoratori (è solo di qualche giorno fa la dichiarazione del ministro Sacconi che preannunciava l’eliminazione della democrazia diretta nei luoghi di lavoro) e dopo i risultati del referendum di Pomigliano qualcosa sembra esser cambiato nell’atteggiamento di Fiat: cinque operai, tre dei quali sindacalisti, licenziati in sette giorni – afferma D’Alete – Delegati sindacali cacciati per avere diffuso un volantino attraverso l’e-mail aziendale o per aver partecipato ad una manifestazione, sembra di guardare una vecchia immagine sbiadita degli anni ’60. Non è ammissibile – prosegue il capogruppo del Pd - La dignità del lavoro, pilastro della nostra costituzione, va salvaguardata. Rispettare i lavoratori, i loro diritti, è la premessa per rendere costruttivo il confronto in merito alle scelte industriali future”. Secondo D’Alete fino ad ora il Governo nazionale è stato del tutto assente, delegando i vertici Fiat alla riscrittura delle relazioni industriali e sindacali. “Un atteggiamento che preoccupa – prosegue D’Alete – e che nel quadro più generale di una totale assenza di politiche industriali pubbliche nazionali rischia di metter in discussione le conquiste storiche del movimento operaio racchiuse nei principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Quanto accaduto a Giovanni Musacchio, operaio dello stabilimento Fiat PT di Termoli e componente dello SLAI Cobas di Campobasso – conclude D’Alete - è inaccettabile”.
Precari della scuola: “Inutili tentativi di celare il continuo attacco ai diritti dei lavoratori”
Il Coordinamento dei Precari della Scuola FLC-CGIL nell’esprimere la propria solidarietà a Giovanni Musacchio, parla di “motivazioni pretestuose addotte per giustificare il licenziamento degli operai Fiom a Mirafiori e Melfi e Slai Cobas a Termoli sono inutili tentativi di celare il continuo attacco ai diritti dei lavoratori e la precisa volontà di instaurare progressivamente un clima di repressione”. Pertanto Coordinamento dei Precari della Scuola ha annunciato che parteciperà attivamente a qualsiasi iniziativa e manifestazione di protesta che verrà organizzata in difesa dei diritti, della dignità e della libertà dei lavoratori.
Petraroia (Pd) sollecita atti concreti da parte della Regione
“Esprimere solidarietà all’operaio FIAT licenziato ingiustamente è un dovere morale ma non basta. Bisogna impegnarsi in ogni sede, comprese quelle istituzionali, per chiedere un intervento fermo nei confronti dell’azienda che porti al ritiro di un provvedimento ingiusto ed odioso”. Così si esprime Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd il quale chiede a Giunta regionale e Commissione Lavoro di porre ponga maggiore attenzione al tema del diritto alla dignità delle persone. Petraroia ricorda che tra una settimana ricorre il secondo anniversario della morte di un bracciante agricolo rumeno nelle campagne di Campomarino. Quindi pone alcune domande: Da allora è cambiato qualcosa ? Come avviene la raccolta ? Da chi viene fatta e a quali condizioni ? C’è un piano operativo delle Istituzioni e delle Forze Sociali che impediscano altri episodi di sfruttamento e di caporalato come quello che hanno determinato la morte di un uomo di 35 anni ?”.
Petrartoia ha chiesto alla Giunta Regionale di avere un elenco aggiornato di tutte le aziende in crisi con i relativi addetti e le scadenze degli ammortizzatori sociali, con indicati anche gli eventuali interventi pianificati o da assumere per la loro tutela. “Sono pronto a farmi carico in sede di Commissione Lavoro in modo costruttivo, sulla base anche della pregressa esperienza sindacale, dell’evoluzione delle vertenze aperte – ha detto Petraroia - Non ho alcun interesse a sollevare in termini di diatriba politica una questione che ha a che fare con il diritto delle persone a godere di un lavoro e di un reddito certo per vivere dignitosamente insieme alle proprie famiglie. E’ preferibile – ha concluso il Consigliere del Pd – che le Pubbliche Amministrazioni agiscano con atti concreti e non si limitino a comunicati stampa di solidarietà che confortano lo spirito ma lasciano irrisolto il problema”.

















