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Svimez, Sud sempre più povero

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Svimez, Sud sempre più povero

Alla presentazione del Rapporto Iorio attacca la manovra Finanziaria. “Il Mezzogiorno ha bisogno di risorse per superare il gap che ha con il resto del Paese”


“I dati di questo Rapporto testimoniano come al Sud d’Italia, per circa dieci anni, sono stati diminuiti i fondi ordinari in maniera determinante e costante. Questo ha comportato che le Regioni per assicurare  i servizi e le strutture di base ai propri cittadini dovessero utilizzare le risorse di fondi straordinari destinati allo sviluppo. È questa una somma ingiustizia che fa sì che al danno della mancanza di risorse si aggiunga la beffa dell’accusa di cattiva gestione dei fondi speciali. Come si può gestire e pensare allo straordinario, se prima non si può fornire l’ordinario”. E’ l’analisi del Presidente della Giunta Regionale del Molise, Michele Iorio, il quale, nelle vesto di Vicepresidente della Conferenza Stato Regioni è intervenuto a Roma,  insieme ai vari Presidenti delle Regioni del Sud e al Ministro Raffaele Fitto, al dibattito che è seguito alla presentazione ufficiale del Rapporto Svimez.
Un rapporto che inquadra una situazione economica e sociale devastant, descrivendo le famiglie meridionali sempre più povere al punto di non avere i soldi per andare dal medico. Il Sud Italia è a rischio povertà. Ben il 44%, quasi una famiglia su due, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro (26% al Centro-Nord).
E la povertà morde particolarmente nelle piccole scelte quotidiane: e così nel 2008 il 20% delle famiglie ha dovuto tirare la cinghia rinunciando ad andare dal medico (il 25,3% in Campania e il 24,8% in Sicilia). Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, al 30% sono mancati i soldi per vestiti necessari e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo bollette di luce, acqua e gas. Secondo gli ultimi disponibili, relativi alla situazione 2007,  il  14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese, un dato quasi tre volte superiore rispetto al Centro Nord. Mentre vivono  con meno di 500 euro al mese oltre il 3% delle famiglie meridionali, contro lo 0,9% del Centro-Nord. In testa alla classifica la Calabria, con 4 famiglie su 100, seguita da Campania e Sicilia (3,7%), Basilicata (3,1%), Molise (2,9%), Puglia (2,2%), Sardegna (1,5%), Abruzzo (1,4%). Ed è da considerare che nel 47% delle famiglie meridionali vi è un unico stipendio, fetta che passa addirittura al 54% nel caso della Sicilia. Hanno inoltre a carico tre o più familiari il 12% delle famiglie meridionali, un dato quattro volte superiore al Centro-Nord (3,7%), che arriva al 16,5% in Campania. Ma il rischio povertà, secondo la Svimez, resta anche con due stipendi. Nel 2008, inoltre, è arrivata con difficoltà a fine mese oltre una famiglia su 4 (25,9%), contro il 13,2% del Centro-Nord. Ebbene, a  dire di Iorio da diversi anni, sia nei tavoli istituzionali che in quelli della politica, e quindi dell’economia, la parola Mezzogiorno non viene più mai menzionata, “e nel caso la si evochi – ha aggiunto -  viene intesa come sinonimo di spreco, di cattiva amministrazione e, come accaduto nell’ultimo periodo, di cialtroneria”.  Secondo il Presidente della Giunta Regionale del Molise questo modo di vedere il Sud non è più tollerabile.

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(I relatori che hanno partecipato alla presentazione del Rapporto Svimez)

“Siamo di fronte ad un sistema di comunicazione che tende a voler cancellare anni di storia di governo di questa parte d’Italia che, pur tra mille difficoltà ed errori, ha prodotto comunque uno sviluppo ed una crescita dei territori meridionali – ha detto Iorio intervenendo a Roma – La mia regione, il Molise, ad esempio, utilizzando bene e con le tempistiche opportune i fondi strutturali, è riuscita a raggiungere una qualità di vita e uno sviluppo tale da farla uscire dall’Obiettivo Uno (Aree sottosviluppate) per entrare a pieno titolo nell’Obiettivo Due (Area competitività) dell’Unione Europea. Al dibattito sugli sprechi, che pur ci sono stati e che vanno, con comportamenti virtuosi, eliminati, non si è voluto contrapporre un’altra riflessione, che oggi con piacere lo Svimez fa, circa la non veridicità dell’asserito stanziamento di fondi per il Sud in maniera consistente, e al di fuori delle necessità,tanto da determinarne un cattivo utilizzo e quindi uno spreco ai danni del Nord”. Detto questo il Presidente della Giunta Regionale è tornato ad attaccare la manovra Finanziaria del Governo. “Ha operato dei tagli senza preoccuparsi della riduzione dei servizi che avrebbero subito i cittadini – ha detto Iorio -  Tagli indiscriminati che, addirittura secondo alcuni, dovrebbero tenere al riparo le regioni virtuose, quelle cioè che per tante ragioni strutturali e di carattere storico hanno i cosiddetti “conti a posto” perché si fregiano di una economia forte ed evoluta. Anche qui, di nuovo, al danno, la beffa. Ed allora dobbiamo voler caparbiamente mettere al centro di ogni idea di sviluppo dell’Italia, il Mezzogiorno. Dobbiamo chiedere che esso abbia almeno le risorse ordinarie cui ha diritto per avviarsi a superare il gap che ha con il resto del Paese; che la Manovra Finanzia del Governo – ha concluso Iorio – abbia al suo interno delle misure perequative per far sì che i tagli non colpiscano quelle regioni che attuano comportamenti virtuosi, cioè quelle che si impegnano responsabilmente ad attuare politiche di rigore e di buon governo”.

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