Odissea di una 86enne ricoverata dopo 14 ore dal malore
Zaccardi, presidente dell’Auser Abruzzo, racconta la vicenda della madre, alla ricerca di un posto tra gli ospedali di Isernia, Agnone e Castel di Sangro
Quattordici ore di attesa, dal momento in cui ha accusato un malore, prima di trovare un posto in cui essere ricoverata. Questa è l’odissea di una signora di 86 anni, madre di Nicola Zaccardi presidente Auser Abruzzo, il quale in una lettera indirizzata alla stampa ha raccontato la vicenda iniziata nella Rsa di Castel del Giudice, intorno alle 23 del 4 agosto. In quel momento l’anziana signora accusa un malore ed il medico della Rsa contatta il 118. “Dopo una mezzora arriva l’ambulanza da Agnone – racconta Zaccardi – e dopo un accertamento, constatata la gravità del malore, il Medico del 118 consiglia il ricovero ma esclude Agnone perché privo di cardiologo e l’ambulanza parte per il pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro. Durante il percorso l’ambulanza si ferma e mi comunicano che a Castel di Sangro non c’è posto quindi bisogna portare la paziente ad Isernia. Provo a chiedere di portarla a Sulmona – prosegue il Presidente dell’Auser Abruzzo – ma la risposta è negativa perché “non hanno l’autorizzazione”. Arriviamo all’ospedale di Isernia intorno all’una dove viene adagiata in un letto di pronto soccorso e le vengono prestate le cure del caso e sul lettino del pronto soccorso rimane per tutta la notte e la mattinata . Infatti, la mattina del 5, alle 13, mi comunicano che non ci sono posti disponibili e che stanno chiedendo all’Ospedale di Venafro se c’è qualche posto – afferma Zaccardi – Chiedo di nuovo di portarla a Sulmona, dove tra l’altro risiedo, e dopo aver verificato la disponibilità accettano però l’Ambulanza non possono darla perché fuori Regione, così decido di accompagnarla con la macchina. Un’ora e mezza di viaggio più un’ora di attesa al pronto soccorso di Sulmona per avere un letto”. E così, trascorse 14 ore dal momento in cui ha accusato il malore, finalmente la signora 86enne trova un posto per il ricovero. Zaccardi sottolinea che tutto il personale sanitario coinvolto nella vicenda si è prodigato per dare una soluzione meno traumatica possibile in uno stato di cose oggettivamente difficile. Detto ciò il Presidente dell’Auser Abruzzo fa alcune riflessioni più generali. “Entrambe le Regioni finora hanno sperperato pubblico denaro nella sanità senza affrontare i nodi veri del deficit sanitario (lotta agli sprechi, ridimensionamento delle strutture private e dei primariati, attuazione dell’integrazione sociosanitaria e dello spostamento della spesa verso il territorio ) cose che abbiamo più volte denunciato, come abbiamo detto più volte che ‘ bisogna spendere bene selezionando la spesa e non tagliare alla cieca penalizzando i territori più deboli’ – afferma Zaccardi – Gli Ospedali di Agnone e Castel di Sangro, come risulta dai piani dai piani delle due Regioni, sono entrambi a rischio chiusura nonostante coprano la parte più disastrata delle zone interne di Abruzzo e Molise che conta qualche decina di comuni, una zona già provata da altre scelte folli e sottoposta ad un progressivo spopolamento a causa della mancanza di sviluppo e della soppressione di servizi – prosegue il presidente dell’Auser Abruzzo – chiudere anche questi presidi significa assestare un volontario colpo mortale alla residua popolazione incrementando ulteriore fuga da un territorio a rischio di estinzione della specie umana. La distanza di questo territorio dagli ospedali più grandi (Isernia, Sulmona, Lanciano) è di oltre i 50 km con tempi pari ad un’ora di percorrenza, con rischio di vita degli interessati durante il trasporto. Ciò – conclude Vaccari – in condizioni di tempo buono ma d’inverno con neve e ghiaccio la situazione peggiora di molto”. Il Consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia, ha inviato la nota di Zaccardi all’Assessore alla Sanità, sottolineando che Passarelli “non ha strumenti operativi disponibili, visto il commissariamento del sistema sanitario molisano, ma potrà almeno registrare il dramma della caduta di efficienza del servizio, in particolare nelle aree interne a cavallo tra Abruzzo e Molise”. Per Petraroia “la logica ragioneristica imposta dall’egoismo leghista che governa l’Italia ha marginalizzato il diritto costituzionale di ogni cittadino ad accedere a una tutela sanitaria adeguata al di là del luogo in cui vive”. “Purtroppo i tagli progressivi impongono chiusure di strutture, reparti e servizi – conclude Petraroia commentando la vicenda – con la triste conseguenza che ormai si considera anche la vita delle persone una variabile dipendente del bilancio statale”. Ed a Nicola Zaccardi giunge la solidarietà dell’Italia Dei Valori, attraverso una nota del coordinatore provinciale di Isernia, Antonio Monaco, il quale ricorda che in questi mesi l’IdV si è battuta con tutte le proprie forze, e continuerà a farlo anche nei prossimi giorni, a difesa di una sanità che deve garantire i livelli minimi di assistenza per un territorio, specialmente quello dell’altissimo Molise dove gli anziani rappresentano una cospicua parte dell’intera popolazione.
“La denuncia di Zaccardi viene da una persona che ha coraggio e lo ha dimostrato nella sua lunga storia politica e lavorativa – afferma Monaco – Essa avvalora e costituisce prova inconfutabile di quanto da mesi denunciano quotidianamente i cittadini dell’altissimo Molise per lo sconquasso prodotto nel sistema assistenziale sanitario locale e per i pericoli, anche di vita, che i cittadini corrono per i deleteri tagli ai servizi sanitari vitali”. A dire di Monaco tantissimi cittadini “non hanno la forza, a volte la capacità o il coraggio di ribellarsi e denunciare queste situazioni da terzo mondo mentre molte forze politiche tacciono, pienamente coscienti che questi episodi non sono sporadici, anzi aumenteranno sempre di più nei prossimi mesi e diventeranno ancor più preoccupanti durante la lunga stagione invernale”.

















