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L’intervento. Don Mario Colavita sulla Festa dell’Assunta

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L’intervento. Don Mario Colavita sulla Festa dell’Assunta

“Il segno grande dell’amore di Dio nella donna vestita di luce. L’assunzione di Maria ci apre la strada alla vita buona e bella, fatta di autenticità e di trasparenza”

Riceviamo e pubblichiamo

Nella sua grande opera “La Città di Dio”, Sant’Agostino dice una volta che tutta la storia umana, la storia del mondo, è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino alla perdita di se stesso, fino al dono di se stesso, e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri. (Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amore di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza di sé – 14,28). Questa stessa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo, appare anche nella lettura tratta dall’Apocalisse di S.Giovanni apostolo. Qui, questi due amori appaiono in due grandi figure. Innanzitutto vi è il dragone rosso fortissimo, con una manifestazione impressionante ed inquietante del potere senza grazia, senza amore, dell’egoismo assoluto, del terrore, della violenza. L’altra immagine è quella della donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, circondata da dodici stelle. In Maria la chiesa ammira il segno dell’amore che risplende nella creatura, l’amore che diventa possibilità per l’uomo e l’umanità nel rispondere alle lusinghe perverse del male.
Maria ha lasciato dietro di sé la morte; è totalmente vestita di vita, è assunta con corpo e anima nella gloria di Dio e così, posta nella gloria, avendo superato la morte, indica la strada della fiducia in Dio e per Dio, nonostante le forze del male siano violente e rumorose. Nella Vergine assunta la Chiesa si sente incoraggiata ad andare avanti verso il bene, in un certo qual modo nel suo splendore la vergine sembra dirci: Coraggio, alla fine vince l’amore! La mia vita era dire: Sono la serva di Dio, la mia vita era dono di me, per Dio e per il prossimo. E questa vita di servizio arriva ora nella vera vita. Abbiate fiducia, abbiate il coraggio di vivere così anche voi, contro tutte le minacce del dragone.
Perciò nella celebrazione del mistero dell’assunzione in cielo di Maria la chiesa ravviva il dono dell’amore, amore bello e fecondo che non può che essere coniugato con il dono di sé. Ecco allora che Maria diventa il segno grande di rinnovamento interiore, di cammino verso il sole di Dio, verso la giustizia, la concordia, la pace. Maria segno grande di amore per coloro che la salutano come la benedetta tra tutte le donne, riporta Dio dove, la miseria e la malvagità umana l’hanno occultato, riporta la passione dell’amore e della ricerca dell’Onnipotente.

assunzione_i.jpg (Assunzione di Maria – Guido Reni 1642)

In tempi di crisi, dove scenari cupi sembrano avvolgere i giorni dell’uomo, non possiamo non vedere in Maria il segno della speranza, della vittoria totale e definitiva sul male e sulla morte.  L’assunzione di Maria ci apre la strada alla vita buona e bella, fatta di autenticità e di trasparenza.
Se ce una cosa che i devoti di Maria in ogni parte del mondo possono e devono chiedere è l’impegno nella vita autentica, una vita cristiana coerente all’amore di Dio, una vita cristiana capace di farsi dono,  di allontanarsi da ogni cosa che sa di egoismo e di male, in questo modo il mistero dell’assunzione diventa un segno credibile nella e della vita cristiana.
Secondo uno scritto apocrifo dei primi secoli del cristianesimo, l’assunzione di Maria, il suo transito sarebbe avvenuto in modo prodigioso. Un angelo avvertì Maria a Gerusalemme del giorno solenne della sua dipartita, ella, così, avvertì tutti gli apostoli di tornare a Gerusalemme per il grande evento. Passati i tre giorni Maria si dispose ad accogliere Gesù suo Figlio e Signore. Così leggiamo nel transito romano dell’XI sec d.C.: “Verso le nove del mattino ci fu un gran tuono e si sparse un profumo tanto soave che per l’intensità di esso tutti furono colti dal sonno… Ed ecco apparire improvviso il Signore sulle nubi, accompagnato da folla innumerevole di angeli santi. Con Michele e Gabriele entrò nella camera dove si trovava Maria. Gli angeli intanto cantavano inni fuori, dintorno alla camera. Il Salvatore, entrando, trovò gli apostoli dintorno a Maria e li salutò…Il Signore la baciò, prese la sua anima santa, la pose tra le mani di Michele”. La narrazione del transito si conclude con il trasporto del corpo santo della vergine in Paradiso e l’invio degli apostoli alla predicazione nel mondo: “ Il Signore ordinò a Michele di sollevare il corpo di Maria  su una nube e di trasferirlo in paradiso… Giunti in paradiso deposero il corpo di Maria sotto l’albero della vita. Michele recata l’anima santa di Lei, la depose nel suo corpo. Il Signore inviò gli apostoli nelle loro regioni  per la conversione e la salvezza degli uomini”.

Don Mario Colavita

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