Il “duello” estivo tra Di Giacono e Patriciello
Come Berlusconi e Fini animano l’agosto politico. Sullo sfondo la leadership del Pdl molisano e la ricandidatura di Iorio alla Regione
Un “duello” a distanza. A colpi di comunicati stampa. Il Senatore Ulisse Di Giacomo e l’Europarlamentare Aldo Patriciello animano in questo modo l’agosto politico molisano, un po’ come Berlusconi e Fini che, invece, animano l’agosto politico nazionale. Il comune denominatore è l’appartenenza politica: sono tutti del Pdl. Di Giacomo e Patriciello si beccano a distanza guardando in prospettiva alla leadership del Partito, che l’Europarlamentare vorrebbe strappare a Iorio, sperando che il Governatore trasmigri verso lidi centristi. Alla questione della leadership è collegata, a cascata, quella molto importante della candidatura alla Presidenza della Giunta Regionale. Ecco quindi che partendo dalle dichiarazioni rese da Patriciello alla stampa locale, fortemente critiche nei confronti del Governo Regionale, il Senatore Di Giacomo ha replicato sostenendo, tra l’altro, che l’Europarlamentare deve smetterla “di evocare ipotetici interventi delle Forze dell’Ordine e della Magistratura”. Inevitabile una controreplica dell’Onorevole Patriciello che definisce “farneticazioni” le affermazioni del Senatore Pdl.
Ma ecco l’intervento del Senatore Di Giacomo e la replica dell’Onorevole Patriciello
Di Giacomo: “Sulla candidatura di Iorio decide Berlusconi”
Ho letto su un quotidiano locale una lunga esternazione dell’ On. Patriciello, che, come gli succede spesso negli ultimi tempi, attacca il Presidente della Regione, la maggioranza e la classe dirigente del Molise. Nel mio ruolo di Coordinatore Regionale del PdL, ruolo affidatomi dal Presidente Berlusconi in persona, sento il dovere di intervenire innanzitutto per difendere gli uomini che appartengono al mio partito e poi per fare chiarezza su alcune questioni che da Patriciello vengono poste in maniera chiaramente difforme dalla realtà delle cose.
Innanzitutto Patriciello farebbe bene a fare chiarezza sulle sue posizioni: basta con gli equivoci di parenti e familiari che militano stranamente in altre liste e in altri partiti; basta con gli attacchi ad esponenti del PdL, senza spendere una sola parola contro i nostri veri avversari della sinistra; basta con i suoi distinguo da una politica regionale che lo ha visto ( e lo vede ) protagonista e responsabile quanto e più di molti altri che lui ritiene di accusare.
Chi si sente partecipe del PdL , come afferma il Presidente Berlusconi, deve mettersi al servizio del partito e del suoi governi, nazionale e locali; chi per interesse o per questioni personali non condivide la linea politica di sostegno alla classe dirigente del partito, ne tragga le conseguenze.
Nel suo intervento traspare, in maniera neanche tanto velata, il concetto che la candidatura di Iorio alle prossime regionali dipenderà dalle decisioni di Patriciello.
Nulla di più falso.
A Roma conoscono bene uomini e fatti del Molise, per nostra fortuna , e la ricandidatura di Iorio, Presidente di Regione uscente, è nelle cose. Comunque la decisione finale spetta a Berlusconi e all’Ufficio di Presidenza, così come è avvenuto per le ultime elezioni regionali.
E poi, On. Patriciello, la smetta di evocare ipotetici interventi delle Forze dell’Ordine e della Magistratura .
Questi organi dello Stato, in questa Regione come altrove, da sempre fanno il proprio dovere, come dimostrano le inchieste sulla Fondazione Pavone e sulla Tangenziale di Venafro .
E su quest’ultima inchiesta, detta “ Piedi d’Argilla “, siamo convinti che le indagini porteranno in tempi rapidi all’accertamento della verità, per il rispetto della giustizia e dei cittadini. (Senatore Ulisse Di Giacomo – Coordinatore Regionale PdL – Molise)
Patriciello: “Di Giacomo farnetica”
Non avrei voluto rispondere alle farneticazioni del senatore Di Giacomo, ex assessore alla Sanità, mai eletto dai molisani, e mi auguro che questa sia l’ultima volta. Con il mio intervento ritenevo di sollecitare all’interno del PDL un confronto sereno ed aperto, duro ma leale, aspro, difficile ma trasparente e propositivo per le sorti della nostra regione analizzandone le difficoltà e mettendo in campo un progetto ed una squadra che potessero ridare una speranza ed un futuro alla nostra regione. Invece, come sempre, il nostro coordinatore regionale veste il ruolo del “primo della classe” che “bacchetta” chiunque osi “dissentire” dal suo verbo e dalla sua azione (?) politica.
Sono queste le premesse e la ragione che mi hanno spinto a dover replicare, precisando pochi ma essenziali punti che il nostro senatore Di Giacomo dimentica troppo spesso:
- Io sto “sempre” dalla parte dei molisani e dei 113.000 elettori del PDL che hanno voluto darmi il loro consenso, consegnandomi la loro fiducia.
-Nella mia attività politica non sono stato mai “nominato”ma sempre “eletto” e questo mi dà il diritto-dovere di interpretare le istanze della nostra gente denunciando gli sprechi, lo sfascio dei conti pubblici, le disfunzioni di una politica clientelare, nonché una gestione personalistica, affaristica e spregiudicata della cosa pubblica.
-Il coordinatore Di Giacomo, se vuole veramente difendere il partito e i suoi uomini, deve dare “voce” alla democrazia, alla libertà di pensiero, alla volontà popolare, al dibattito sereno e costruttivo, smettendola di infierire contro chi non è d’accordo con la “sua” politica di “nomine” ed “imposizioni” che sanno tanto di regime di altri tempi.
-Il riferimento a parenti e familiari in altre liste, è rivolto forse al figlio del governatore che risulta essere il vero leader di “Progetto Molise”?
- Per quanto riguarda le vicende giudiziarie che lui evoca, capisco la sua delusione, perché nelle “segrete stanze” forse erano state programmate ben altre soluzioni; comunque tutti aspettano risposte dalla Magistratura, anche i semplici cittadini che non si spiegano l’accanimento su eventi insignificanti e la lentezza procedurale per situazioni che stanno trascinando nel baratro l’intero Molise.
Il procuratore Generale della Corte d’Appello ed il Procuratore Capo del Tribunale di Campobasso , se lo ritengono opportuno, posssono convocarmi ad horas, al fine di conoscere il significato di queste mie affermazioni ed avere chiarimenti ed approfondimenti su vicende che hanno interessato l’opinione pubblica negli ultimi anni.
Forse ha ragone il senatore Di Giacomo: “E’ arrivato il momento di fare chiarezza”.
E’ il momento della verità.
Ecco, caro senatore, da dove ricominciare se vogliamo veramente fare grande il PDL interpretando in toto il pensiero del nostro presidente Berlusconi. (On. Aldo Patriciello – Europarlamentare del Pdl)


















Isernia, lì 20 agosto 2010
TROPPO NERVOSISMO NEL PDL MOLISANO E NEL SUO COORDINATORE REGIONALE.
Sul quotidiano PrimoPianoMolise è comparsa recentemente una interessante intervista all’On. Aldo Patriciello.
Il Parlamentare Europeo del PDL ha fatto una lucida, concreta, realistica, corretta e propositiva disamina del momento non esaltante della vita politico-amministrativa della Regione Molise.
In sostanza ha messo a nudo anche il fatto che grandi quantità di denaro pubblico sono state sperperate per acquistare voti elettorali e hanno concorso a generare la drammatica situazione del fallimento economico, politico ed etico, in ogni senso e ad ogni livello della comunità regionale.
E’ evidente che i responsabili del disastro devono essere avvicendati nelle loro cariche, come si usa in qualunque società civile in caso di fallimento.
In questo momento, quindi, non ha senso né la pretesa di alcuni di voler continuare a conservare le cariche, né quella surrettizia di altri di voler divagare, ora, di una pluriennale questione di modifica dei confini della Regione Molise ( è evidente che l’autonomia regionale, forse troppo enfatizzata, non potrà reggere ai cambiamenti e al federalismo. Le macroregioni incombono !).
Il Sen. Ulisse Di Giacomo ( Coordinatore Regionale PDL ) tratta in modo “ scontroso” e “ ruvido” le questioni politiche ed amministrative che legittimamente vengono poste ed, a cose sensate e realistiche espresse dall’On. Aldo Patriciello ( dello stesso PDL), risponde con una forte dose di nervosismo, scaricando “ veleno” su un esponente politico che ha avuto sempre un largo consenso popolare ed ora rappresenta il Molise,la Campania,la Calabria, l’Abruzzo , la Basilicata e la Puglia nel Parlamento Europeo con ben 113.000 voti ! .
A mio modesto avviso, il Senatore farebbe bene a tenere debito conto del fatto che il disastro è ormai innegabile, e che l’On. Patriciello ha trattato l’argomento nella giusta maniera chiara e democraticamente rispettosa dei cittadini elettori e contribuenti.
Quella, dell’avvicendamento nelle cariche, è la medicina dispensata dalla farmacia della democrazia.
È medicina amara, ma tanto vale berla subito e senza fare storie e capricci che farebbero perdere anche la residua dignità.
Albino Iacovone- ex Forza Italia