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Il Partito dell’Amore

3 Commenti

Di Giacomo e Patriciello continuano ad attaccarsi reciprocamente. Questioni giudiziarie, voti, candidature e avvertimenti


Continuiamo a seguire il duello a distanza tra il Senatore Ulisse Di Giacomo e l’Onorevole Aldo Patriciello. Uno scontro dai toni molto duri, nonostante l’appartenenza allo stesso partito, il Pdl. Il tutto è  frutto delle fibrillazioni politiche in vista delle prossime regionali. Infatti la meta è ancora lontana ma i movimenti sono già in corso, soprattutto nel centrodestra, dove  l’area collegata a Patriciello punta con decisione a scalzare Iorio dalla ricandidatura alla presidenza della Giunta. L’aspetto più curioso del duello in corso è il continuo fare riferimento a condanne e processi, fatti, da fare o che si auspica possano essere fatti. Strano che avvenga tutto ciò all’interno del Partito dell’Amore che sostiene di avere elevato la bandiera del garantismo. Ma come sempre lasciamo alle valutazioni dei lettori i testi integrali delle ultime due note stampa.

Di Giacomo: “Per essere eletto hai dovuto raccogliere i voti in Campania e Calabria. I molisani non ti hanno votato”

L’On. Patriciello mi accusa di non cogliere il suo “assist” per sollecitare  “un confronto sereno ed aperto, duro ma  leale, aspro e difficile,  ma trasparente e propositivo  all’interno del PdL !! ”.
Subito dopo, però, chiede l’intervento della Magistratura e tira in ballo  la classe dirigente di questa Regione, accusandola  “ di sprechi, di sfascio dei conti pubblici, di politica clientelare e di una gestione personalistica, affaristica   e spregiudicata della cosa pubblica!”.
Strano modo di chiedere il dialogo, da parte dell’On. Patriciello.
Ancora una volta, poi,  mi rinfaccia di essere stato “nominato” e non eletto.
Allora, una volta per tutte,  dico a Patriciello di sentirmi  fiero di essere stato scelto e nominato dal Presidente  Berlusconi in persona.
Piuttosto lui, che ad ogni occasione sbandiera le sue 113.000 preferenze raccattate nella Circoscrizione Meridionale, ci spieghi : come mai in Molise, nella sua Regione, lui, unico candidato molisano del PdL,  ha raccolto soltanto 18.000 voti a fronte dei 72.000 voti complessivi riportati dal PdL in Regione??
Come mai i molisani, che lui ritiene di rappresentare e difendere, non lo hanno votato?
Come mai, per essere eletto, ha dovuto raccogliere 95.000 voti in Campania e Calabria?
Come mai è stato, in percentuale, il candidato meno votato nella propria Regione rispetto a tutti gli altri dell’intera circoscrizione?
Aspettiamo una attenta analisi del voto, che l’On. Patriciello sicuramente non ci farà mancare.
Quanto poi alle  sue vicende giudiziarie, è doveroso a questo punto che lui chiarisca le sue gravissime affermazioni relativamente alle “ soluzioni programmate nelle segrete stanze”.
Si riferisce , forse, alla sua recente condanna a 1 anno e 6 mesi nella vicenda della Fondazione Pavone?
E chi avrebbe “programmato le soluzioni”? E  quali sarebbero “le segrete stanze”?
Sono illazioni che non possono rimanere senza una spiegazione.
E sulla “ lentezza procedurale per situazioni che si stanno trascinando” immaginiamo che L’On. Patriciello  si riferisca all’inchiesta “ Piedi d’ Argilla” , che per  cavilli giudiziari si trascina ormai da anni.
La stima che nutro per gli Uffici Giudiziari che si stanno occupando della questione mi rendono tranquillo.
Ma  come Parlamentare di questa Regione seguirò attentamente  il problema, che, per l’ingente mole di denaro pubblico investito e per i gravissimi reati ipotizzati, rappresenta per i cittadini molisani una vicenda da chiarire al più presto.  (Senatore Ulisse Di Giacomo – Coordinatore Regionale PdL).


I dubbi di Patriciello: “Della vicenda processuale dell’Istituto Pavone di Salcito cosa conosce Di Giacomo che io non so?”

Voglio tenere fede al mio impegno  a non rispondere  alle farneticazioni del Sen. Di Giacomo, vista anche la pochezza dei suoi argomenti peraltro completamente falsi: sono stato il più votato in assoluto   nel Molise alle scorse  consultazioni  europee.
Un punto di quanto dichiara merita , però, una precisazione,  perché credo che sia importante per l’opinione pubblica e per i rapporti che devono intercorrere tra poteri costituzionali dello Stato.
Infatti, nella replica da me fornita alle sue esternazioni parlavo di “segrete stanze” in cui si erano “programmate le soluzioni”, ma non  facevo alcun riferimento ad episodi specifici.
Di Giacomo, però,  in relazione a questa frase cita la vicenda processuale dell’Istituto Pavone di Salcito: devo ritenere allora che il Senatore sa cose che io potevo solo aver immaginato. E’ assolutamente necessario quindi che egli chiarisca di quali episodi estranei al normale iter processuale sia a conoscenza.
La trasparenza nei rapporti politica-magistratura è fondamentale ed il Senatore ha l’obbligo di rendere pubbliche le informazioni di cui lui, per sua esplicita ammissione,  è in possesso. (On. Aldo Patriciello – Europarlamentare del Pdl).

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  1. Claudio Pian says:

    Europee del 2009, dall’analisi del voto l’On Aldo Patriciello è stato il 1° eletto in Molise superando di quasi 2000 preferenze anche Silvio Berlusconi, unico caso in Italia.

    Nella replica all’Europarlamentare Aldo Patriciello, il coordinatore e senatore del PdL Ulisse Di Giacomo si è lasciato andare ad un’affermazione che non è degna di chi in qualità di Presidente provinciale del CONI dovrebbe fare della riconoscenza a coloro che sono i più bravi una motivazione a fare meglio. Ma una volta per tutte penso che sia giunto il momento di mettere fine alla denigrazione delle persone soprattutto se queste militano nello stesso partito o nella stessa squadra parafrasando lo sport. Eravamo convinti che il coordinatore del PdL avesse fatto sin dal giugno del 2009 l’analisi del voto, che ogni segretario di partito eletto o nominato dovrebbe redigere. Visto che così non è, al sen Di Giacomo riproponiamo la nuda e cruda verità dei numeri. Alle Europee del 2009 nel collegio dell’Italia meridionale l’onorevole Aldo Patriciello ha ottenuto alla fine del computo eseguito da parte del Ministero degli Interni circa 115.000, risultando il quarto eletto dopo Silvio Berlusconi, Barbara Matera e Erminia Mazzoni distanziata di appena 100 voti, anche se i voti utili inviati all’Europarlamento risultano 113.913 Un successo personale straordinario e storico, che dovrebbe rappresentare un vanto per tutti i Molisani Ma passo alla falsità che Patriciello non è stato votato dai Molisani. Nella nostra regione l’Europarlamentare di Venafro è stato il primo eletto del PdL con ben 20.749 molisani, pari al 28.8% dei consensi che i Molisani hanno tributato al partito del sen Di Giacomo. Ricordiamo che quelle preferenze sono 20749 molisani che hanno scritto il cognome “Patriciello” sulla scheda elettorale. In Molise, unico caso in Italia, egli ha superato di circa 2000 preferenze Silvio Berlusconi. Ha primeggiato con il premier a Campobasso, a Termoli, a Venafro e anche nella città di residenza dello stesso coordinatore regionale, Isernia, nonostante tutte le azioni di disturbo (parola che è un eufemismo) messe in campo per ostacolarne da prima la candidatura, poi la campagna elettorale e infine il libero voto dei Molisani. Il rovescio della medaglia semmai dovrebbe essere la spiegazioni di come in provincia di Isernia, l’IdV, sempre alle europee del 2009, abbia ottenuto quasi 1000 voti in più rispetto alle politiche del 2008. Ma questa domanda va posta al segretario regionale del partito di Di Pietro e non a quello del PdL. Sempre per rapportarsi alla logica dei numeri, in Abruzzo il nostro europarlamentare ha ottenuto 11.970 preferenze, poco più di 6.000 in Puglia, oltre 7000 in Calabria e 65.000 in Campania, dove è stato eletto in modo capillare e democratico. Anche in questo caso le insinuazioni lasciano il tempo che trovano. Tanto basta per riportare la verità ai numeri, tutti gli altri commenti a questo punto non possono che essere ispirati dall’invidia nei confronti di chi nella sua vita politica ha saputo sempre raccogliere un ampio successo elettoralmente “scritto” dai cittadini.

    Caudio Pian – Componente del Comitato Provinciale del PdL Campobasso

  2. Albino Iacovone says:

    Troppo nervosismo nel Pdl molisano e nel suo Coordinatore regionale.

    Sul quotidiano PrimoPianoMolise è comparsa recentemente una interessante intervista all’On. Aldo Patriciello. Il Parlamentare Europeo del PDL ha fatto una lucida, concreta, realistica, corretta e propositiva disamina del momento non esaltante della vita politico-amministrativa della Regione Molise. In sostanza ha messo a nudo anche il fatto che grandi quantità di denaro pubblico sono state sperperate per acquistare voti elettorali e hanno concorso a generare la drammatica situazione del fallimento economico, politico ed etico, in ogni senso e ad ogni livello della comunità regionale.E’ evidente che i responsabili del disastro devono essere avvicendati nelle loro cariche, come si usa in qualunque società civile in caso di fallimento. In questo momento, quindi, non ha senso né la pretesa di alcuni di voler continuare a conservare le cariche, né quella surrettizia di altri di voler divagare, ora, di una pluriennale questione di modifica dei confini della Regione Molise ( è evidente che l’autonomia regionale, forse troppo enfatizzata, non potrà reggere ai cambiamenti e al federalismo. Le macroregioni incombono !). Il Sen. Ulisse Di Giacomo ( Coordinatore Regionale PDL ) tratta in modo “ scontroso” e “ ruvido” le questioni politiche ed amministrative che legittimamente vengono poste ed, a cose sensate e realistiche espresse dall’On. Aldo Patriciello ( dello stesso PDL), risponde con una forte dose di nervosismo, scaricando “ veleno” su un esponente politico che ha avuto sempre un largo consenso popolare ed ora rappresenta il Molise,la Campania,la Calabria, l’Abruzzo , la Basilicata e la Puglia nel Parlamento Europeo con ben 113.000 voti ! . A mio modesto avviso, il Senatore farebbe bene a tenere debito conto del fatto che il disastro è ormai innegabile, e che l’On. Patriciello ha trattato l’argomento nella giusta maniera chiara e democraticamente rispettosa dei cittadini elettori e contribuenti. Quella, dell’avvicendamento nelle cariche, è la medicina dispensata dalla farmacia della democrazia. È medicina amara, ma tanto vale berla subito e senza fare storie e capricci che farebbero perdere anche la residua dignità.

    Albino Iacovone- ex Forza Italia

  3. Antonio Vincenzo Monaco says:

    Faida nel centro destra molisano, ci sono le condizioni per voltare pagina

    Il durissimo scontro in atto all’interno del centro destra molisano, simile a quello che sta accadendo a livello nazionale, deve indurre ad una attenta riflessione ed a una immediata chiamata all’unità delle forze di opposizione del centro sinistra e non.
    Stiamo assistendo ad un confronto, meglio dire uno scontro, violentissimo tra importanti rappresentanti del centro destra molisano e nei confronti di chiunque tenta di dire che in questa Regione c’è qualcosa da rivedere, da cambiare, che occorre una nuova strategia di sviluppo e di programmazione.
    I molisani escono con le ossa rotte da una politica regionale che ha portato allo sfascio della sanità pubblica, al taglio spaventoso ai trasporti pubblici, al taglio dei servizi nella scuola pubblica, all’aumento alle stelle della tassazione regionale per irap e addizionali.
    In cambio si sono mantenute quasi inalterate situazioni di privilegio della classe politica regionale che continua a scantonare le problematiche della gente, le difficoltà in cui versano tantissime famiglie molisane, costrette a ricorrere a forme di sostentamento di antica data come denunciato più volte dalla Caritas regionale. Una classe politica che si abbandona a scontri che spesso debordano in attacchi personali che ai cittadini poco interessano.
    Le forze di centro sinistra devono uscire allo scoperto, non è più tempo di tentennamenti o di prese di posizione che fino ad oggi hanno consentito all’attuale classe politica di attuare questo disegno amministrativo che non ha portato nulla di concludente per i molisani.
    La programmazione regionale è inesistente, PIT, POR e altri strumenti della programmazione regionale sono seppelliti in qualche scrivania dell’assessorato regionale alla programmazione e saranno tirati fuori tra qualche mese a ridosso delle elezioni regionali, per continuare ad illudere le amministrazioni locali, le aree interne, quelle più disagiate, con promesse di finanziamento con risorse che probabilmente non ci sono. Di questi ingiustificati ritardi della Regione Molise non ne parla più nessuno.
    Le forze di centro sinistra hanno l’obbligo di superare ed accantonare immediatamente ogni personalismo, perché non ci possiamo più permettere di fare da spalla al centro destra, che trae la sua forza dalle divisioni del centro sinistra.
    E’ sotto gli occhi di tutti che il centro destra ha fallito, a livello nazionale e regionale, e ci sono tutte le condizioni per voltare pagina, per affrontare con una diversa visione le tante problematiche irrisolte per le quali l’Italia Dei Valori è pronta a confrontarsi con proposte e idee innovative all’interno di un programma unico delle forze progressiste e di centro sinistra che devono guardare con attenzione agli scontenti del centro destra, a quella fascia di elettori e alle forze politiche di centro, deluse da una politica che ha portato la regione Molise ad essere fanalino di coda in ogni indagine socio – economica.

    Antonio Vincenzo Monaco – Coordinatore Provinciale I.D.V. Isernia

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