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Impianto di Montagano, Petraroia: “Chiarezza sul piano dei rifiuti”

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Il Consigliere del Pd chiede alla Giunta di riferire in Commissione Ambiente e nell’assemblea regionale

Michele Petraroia,  Consigliere regionale del Pd, sollecita la Giunta Regionale affinché riferisca in Commissione ambiente e al Consiglio sulle scelta del nuovo impianto di  trattamento e stoccaggio di rifiuti che si intende realizzare a Montagano e chiarisca i propri obiettivi inerenti l’approntamento del nuovo Piano dei Rifiuti. A dire di Petraroia l’impianto, la cui costruzione è stata autorizzata dalla delibera della Giunta regionale del 6 agosto 2010, rischia di aggiungersi ad altre iniziative senza  un disegno organico per la raccolta differenziata, il riciclo dei materiali, il riuso degli stessi e l’incentivo a contenere le quantità degli scarti civili, industriali e agricoli.
Citando i dato Arpam del 2008, Petraroia ricorda che in Molise vengono prodotti ogni anno circa 125 mila tonnellate di rifiuti, mentre discariche di Tufo Colonico ( Isernia ), Montagano e Guglionesi, se ne smaltiscono poco meno di 170 mila tonnellate. “Ciò significa che un quarto dei rifiuti trattati e stoccati in Molise, contrariamente a ciò che dispone la norma nazionale, viene da fuori regione  – afferma Petraroia -  A quali condizioni ? Chi ci guadagna e chi ci perde in questa attività di importazione di immondizia? – chiede il Consigliere del Pd – Sulla raccolta differenziata siamo in coda alle classifiche nazionali e evitiamo ogni cenno alle molteplici attività illegali che si consumano in Molise con  smaltimenti di rifiuti tossici e nocivi provenienti da altri territori e che solo raramente sono stati scoperti dalle Forze dell’Ordine”. Petraroia fa appello all’unità d’intenti sia a livello istituzionale che sociale per affrontare le problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti. “Serve una collaborazione con gli esperti del settore per aggiornare il nostro Piano Regionale dei Rifiuti – afferma ancora Petraroia – tarandolo alle nostre quantità future ma senza ipotizzare piccoli o grandi inceneritori che, oggi, con un tocco di eleganza vengono definiti, Centrali a Biomassa. Il Termovalorizzatore di Pozzilli è già autorizzato a bruciare 100 mila tonnellate di scarti annui, pari quasi all’intera nostra produzione di rifiuti e quindi – conclude Petraroia – costruirne altri sarebbe un errore perché dovrebbero attrarre immondizia da fuori regione per funzionare e abbattere i costi”

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