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Post-terremoto, 90 giorni per riallacciare le utenze

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Il racconto dell’odissea vissuta da una 76enne di Casacalenda al termine dei lavori di ristrutturazione della casa inagibile

Riceviamo e pubblichiamo

La signora Fortunata Perluzzo, classe 1934, è costretta ad abbandonare il proprio appartamento in Corso De Gasperi perché dichiarato inagibile. Dopo varie vicissitudini riesce a trovare una casa e lì si sistema in attesa che le cose si tranquillizzino e che siano stanziati i fondi per riparare il fabbricato. La signora Perluzzo, da quando Casacalenda è stata metanizzata (1986 circa), usufruisce del prezioso servizio del gas metano che il Comune fino al 2003 ha gestito direttamente. Il servizio viene liberalizzato e la signora diventa cliente della Italgas Più S.p.A. che da qualche anno è stata inglobata dalla ENI S.p.A.. Le ordinanze di sgombero a seguito del sisma del 2002 vengono trasmesse alla Italcogim Reti S.p.A., società che ha rilevato la rete di distribuzione del metano nel 2003 a Casacalenda, affinché provveda a mettere in sicurezza gli impianti di quei fabbricati che sono stati dichiarati, appunto, inagibili. I contatori vengono così rimossi per una maggiore sicurezza in caso di ulteriori scosse sismiche. Pasqua 2008, il PEU della signora Perluzzo ottiene il finanziamento e possono così partire i lavori per ristrutturare l’immobile. Finalmente, che bello!!
Aprile 2010, dopo qualche piccolo imprevisto che ha fatto ritardare i termini, i lavori finiscono e i sei nuclei familiari si preparano per tornare nei loro appartamenti di Corso De Gasperi. Si provvede così a ripristinare i vari servizi: energia elettrica, acqua, metano, telefono, ecc…..Anche la signora Perluzzo, con l’aiuto dei figli che vivono fuori, provvede a ripristinare tutte le utenze domestiche per poter quindi ritornare a casa sua dopo un’attesa di quasi 90 MESI. Nonostante il suo nome, Fortunata, la signora trova un ostacolo alla ENI S.p.A. dove risulta che il contatore è al proprio posto e che il contratto è attivo e mai stato cessato o sospeso; risulta addirittura un pratica di distacco per morosità……Prova a spiegare al call center della ENI che il contatore non c’è e che è stato rimosso e, dal momento che non veniva presa in considerazione, chiede un semplice sopralluogo che accerti i fatti. Nulla, decine di chiamate ma sempre la stessa risposta: la faremo contattare noi entro 48 ore. Da 28 aprile 2010 di 48 ore ne sono trascorse abbastanza e così, disperata, Fortunata si rivolge al Sindaco di Casacalenda a maggio e al Prefetto di Campobasso a giugno. Entrambi con la stessa premura e interesse della signora Perluzzo non riescono però ad ottenere una risposta alle esigenze della povera anziana donna. Esasperata e con un diavolo per capello, accompagnata dal suo Sindaco, il 3 luglio 2010 Fortunata Perluzzo si reca nella Stazione dei Carabinieri di Casacalenda e sporge denuncia contro ignoti per il furto del contatore del gas metano. La denuncia viene inviata, via fax, all’ENI il 5 luglio ma fino all’8 non appare ancora nel sistema informatico della Ditta. Venerdì 23 luglio 2010, in mattinata, il tecnico della Italcogim Reti, su ordine della ENI div. Gas&Pawer S.p.A. ha provveduto a montare il nuovo contatore ed ha riaperto il gas metano alla povera signora Fortunata che ora, a NOVANTA GIORNI dalla prima telefonata, è potuta finalmente rientrare nella sua casa riparata ed adeguata sismicamente. Quanti cittadini vivono la stessa situazione della povera Fortunata? Come devono comportarsi? Chi può intervenire per loro? É possibile che in Italia nel 2010 con tutte le tecnologie a disposizione si verifichino questi disservizi? Chi deve indennizzare lo stress e le vessazioni che la signora ha vissuto?

Marco Masciantonio

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