Uno stop a Bojano
Il Consigliere regionale Massimo Romano ha scritto a Velardi per chiedere di ripristinare la fermata del treno veloce Campobasso – Roma
Dal 1 settembre 2010 entrerà in funzione il nuovo servizio di collegamento ferroviario Campobasso Roma, andata e ritorno, mediante un “treno veloce”. Il servizio prevede la partenza da Campobasso e le fermate di Isernia e Venafro. Il Consigliere regionale del Molise Massimo Romano (Costruire democrazia) ha scritto all’Assessore regionale ai trasporti Luigi Velardi per sollecitare una modifica del contratto di servizio tra la Regione e le Ferrovie al fine di ripristinare la fermata di Bojano, intermedia tra Campobasso e Isernia. “Ho verificato, anche grazie alle sollecitazioni di numerosi cittadini di Bojano e dei comuni limitrofi, che nel percorso del nuovo collegamento veloce Campobasso Roma è stata inspiegabilmente soppressa la fermata di Bojano –afferma Romano – Tale scelta determina enormi problemi per i pendolari non soltanto di Bojano ma anche di tutti i comuni limitrofi che usufruiscono della stazione di Bojano per raggiungere Roma. Esprimo dunque un apprezzamento per la scelta della Regione di istituire un collegamento ferroviario veloce, peraltro sopprimendo la fermata di Cassino, ma ritengo che sia indispensabile ripristinare la fermata di Bojano – prosegue Romano - per ragioni non certo di campanile ma per evidenti motivi logistici che riguardano tutto l’hintertland matesino che, in caso contrario, si vedrebbero costretto a raggiungere Isernia o addirittura Campobasso. Sono certo che l’assessore Velardi saprà interpretare il disagio dell’area matesina che sto rappresentando, e saprà porvi rimedio, mi auguro già prima del primo settembre, data prevista per l’avvio del servizio.” Il Consigliere Massimo Romano preannuncia che ha già da alcuni giorni avviato contatti telefonici con l’Assessore e che ha raccolto una disponibilità a prendere in esame la richiesta.
“Mi auguro che il problema si risolva in tempi ragionevoli, già prima dell’avvio – conclude Romano - In caso di inerzia siamo pronti ad ogni forma di sensibilizzazione delle istituzioni, ivi incluse raccolte di firme dei pendolari e deliberazioni delle assise civiche, per ripristinare un servizio che peraltro non prevede spese né alcuna forma di intoppo burocratico. Si tratta solo di una volontà politica.”

















